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    Protetto: Per una terapia del narcisismo nelle r...

    lunedì, settembre 25, 2017

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  • conferenza-2017-psi

    Narcisismo e dintorni

    martedì, luglio 11, 2017

    SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO Conferenza presentazione del libro di Pier Pietro Brunelli 12 settembre 2017 Casa della Psicologia a Milano - Ordine Psicologi della Lombardia Questa pagina è…

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    Difese psichiche sane o malsane secondo Freud

    giovedì, maggio 25, 2017

    L’Io soffre, e può anche arrivare alla follia, nel tentativo di difendersi da tre padroni tiranni che secondo Freud sono il mondo esterno, il Super-Io e l’ES. E’…

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    Archetipi e problemi di famiglia

    domenica, gennaio 8, 2017

        Le origini psico-antropologiche dei problemi in famiglia Recentemente sono stati scoperti alcuni affaire di una famiglia australopiteca simil-ominide – che visse in Tanzania circa 3,6 milioni…

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    Narciso in famiglia. Indicazioni e avvertenze

    giovedì, dicembre 22, 2016

    Pier Pietro Brunelli NARCISO IN FAMIGLIA Indicazioni e avvertenze Conflitti, incomprensioni, violenza psicologica tra parenti stretti Nel 1972 uno dei capolavori della storia del cinema: Ultimo tango a Parigi. La…

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    Viaggio immaginale tra inferno e paradiso

    martedì, dicembre 20, 2016

    Un dono di grande ispirazione per tutti da Albedoimagination: un Viaggio Immaginale attraverso tre audiovisivi con la straordinaria colonna sonora di ENTEN HITTI diretto da Pierangelo Pandiscia, ispirato…

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  • Rizzoli -in tutte le librerie (425 pag.)

    SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO (+ AIP Test ...

    martedì, settembre 6, 2016

    SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO Pier Pietro Brunelli (Rizzoli, 2016.) Nuovo libro per il benessere psicologico della vita amorosa (450 pagine, in tutte le librerie) Clicca quisconto Amazon…

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  • Marina Abramović

    (TdN) Trauma da Narcisismo. Il senso di quella p...

    venerdì, maggio 13, 2016

     Pier Pietro Brunelli (TdN) Trauma da Narcisismo… ma da che dipende?  Quando nel 2010 ho proposto per la prima volta  l’ipotesi diagnostica di Trauma da Narcisismo (TdN) nelle…

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    Come trarre forza dai piccoli e grandi tiranni

    domenica, aprile 17, 2016

    Sembra assurdo, ma le più profonde forze e conoscenze, secondo la saggezza tolteca, degli sciamani dell’antico Messico, di altre antiche tradizioni, vengono attraverso la capacità di resistere contro…

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Protetto: Per una terapia del narcisismo nelle relazione amorose

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Narcisismo e dintorni

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SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO

Conferenza presentazione del libro di Pier Pietro Brunelli

12 settembre 2017

Casa della Psicologia a Milano - Ordine Psicologi della Lombardia

conferenza-2017-psi

Questa pagina è un sommario dei link di Albedoimagination che danno accesso agli studi misul Narcisismo, a cura di Pietro Brunelli (Psicologo e Psicoterapeuta). Si tratta di articoli, libri, conferenze, test e proposte terapeutiche che dal 2010 in poi hanno promosso una nuova e approfondita riflessione sugli effetti ‘vampirizzanti’ (patogeni) delle dinamiche narcisistiche, nella coppia, nella famiglia e nella società.

    Centinaia di migliaia di visite oltre 5000 commenti. Forum assistito gratuito.

E’ gradita la condivisione sui social media per favorire il dibattito e la partecipazione, con l’intento di contribuire ad  una riflessione terapeutica della vita erotico-affettiva.

E’ una questione sempre più importante nel tempo del narcisismo che uccide l’amore…

ma non ce la farà!

ALBEDO

Libri sul tema del narcisismo

di Pier Pietro Brunelli

425 pagine RIZZOLI - in tutte le librerieImmagine1Manuale cover definitivacover ebook

Articoli

Terapia e test

Video conferenze

 

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Gruppo Albedo per l'Immaginazione Attiva

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Archetipi e problemi di famiglia

SACRA-FAMIGLIA-INDIANA




 

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Rappresentazione artistica della camminata dei cinque ominidi che hanno lasciato le impronte nel sito di Laetoli (Credit: Dawid A. Iurino/CC BY 4.0)

 

Le origini psico-antropologiche dei problemi in famiglia

Recentemente sono stati scoperti alcuni affaire di una famiglia australopiteca simil-ominide – che visse in Tanzania circa 3,6 milioni di anni fa. Il ‘marito’, diciamo così, era poligamo, infatti le orme rinvenute dai paleoantropologi rivelano una passeggiata di cinque persone, ovvero un maschio, tre femmine, e un bambino. In precedenti rilevamenti erano apparse le orme solo di una coppia con il bambino, così che si era pensato ad una classica giovane famigliola.

Come si vede per indagare sul ‘profondo della famiglia’ – della famiglia attuale, quella nostra e quelle degli altri -  ci affacciamo per qualche istante fino ai tempi di Adamo ed Eva, e più esattamente gettiamo uno sguardo all’era di Lucy e dei suoi amici australopitechi, vissuti anche oltre 4 milioni di anni fa. Ma a che ci serve questa breve visita nel passato remoto? Ad esempio a farci riflttere sulle nostre originarie e connaturate tendenze monogamiche o poligamiche. Ma più complessivamente ci induce a presagire che, nel profondo della nostra coscienza, come individui e come membri di una famiglia, vi sono fattori archetipici che ci influenzano, ci ispirano, ci condizionano e che risalgono al primordiale formarsi della psiche. Gli archetipi secondo Jung sono i formanti dell’inconscio collettivo, ovvero la base psichica inconscia comune a tutti gli individui e relativamente immutabile nel corso dei tempi. Così come il corpo umano si è evoluto, ma ha conservato delle funzioni e delle forme di base, come la postura eretta e i molteplici aspetti morfologici e fisiologici necessari alla vita e alla riproduzione, così anche la psiche si è evoluta, ma ha preservato fattori archetipici comuni a tutti (in tal senso riferibili ad un inconscio collettivo).  Ad un livello sottostante le fantasie, le emozioni, i comportamenti,  gli archetipi hanno funzioni attive, in quanto predisposizioni e configurazioni innate e universali. Dopo tutto anche i primi uomini hanno affrontato le esperienze del dolore, della malattia, della morte, della nascita, del piacere, dell’alternarsi delle stagioni, del sole che nasce e tramonta, e ciò ha determinato una base archetipica insita nella psiche collettiva, dalla quale poi emerge la psiche individuale.  Ciascun essere umano nella sua psiche ha gli stessi ‘pezzi’ così come li ha un caleidoscopio, ma ciascuno lo ruota in modo diverso e così si possono costellare infinite immagini, tutte diverse eppure tutte composte da fattori comuni, ovvero gli archetipi. Così anche la famiglia di ciascuno è una ‘costellazione famigliare’ che a sua volta si posa su una ‘costellazione archetipica’ che ha avuto la sua origine col nascere della specie umana. Comprendere la nostra famiglia d’origine, vuol dire anche avere la capacità di vedere le componenti archetipiche che sono insite nelle origini primordiali della famiglia.

comunicac3a7c3a3oMentre per Freud la vita dell’individuo e della sua famiglia sono da leggersi nel quadro della vita personale nell’ambiente (ontogenesi) per Jung il quadro diventa più ampio e precede l’esistenza individuale in quanto si estende fino alle origini dell’umanità (filogenesi). Alla base dei nostri desideri, comportamenti, emozioni, potenzialità e disturbi psichici ci sono archetipi, cioè predisposizioni innate, delle quali è importante acquisire coscienza, dato che la conoscenza profonda di noi stessi ci aiuta a vivere e a recepire gli insegnamenti della scuola della vita. I nostri problemi, e quelli della nostra famiglia, non dipendono solo dalla nostra esistenza, ma da una remota eredità che agisce dentro di noi, e che ci sovrasta e ci disorienta quanto meno la comprendiamo, e quindi agisce in noi dall’inconscio esprimendosi anche attraverso sintomi e problematiche, che hanno il compito di richiamare la coscienza ai suoi archetipi ereditari. Questa stessa eredità archetipica, se ascoltata e compresa, con un’attenzione al suo linguaggio simbolico, immaginale ed anche spirituale può aiutarci ad individuare la strada giusta per essere noi stessi e per affrontare da un punto di vista più profondo le problematiche famigliari.

Il padre, la madre, i fratelli, le sorelle, i nonni, gli zii, non sono solo quelle persone con le quali siamo legati per questioni di DNA e per via della fatalità del destino, esse determinano in noi un legame archetipico con la vita, un nostro far parte della specie umana, in un tramandarsi di destini e di fatti ancestrali. In ogni epoca la famiglia ha costituito la cellula del tessuto sociale, e ha interagito con esso attraverso formidabili e complessi processi adattivi. La sua funzione fondamentale è sempre stata quella di trasmettere la vita umana, ma con essa anche i suoi archetipi fondativi. La famiglia nell’avviare  alla vita l’individuo non provvede solo ai bisogni materiali, ma anche a quelli psichici, inclusi quelli più elevati che  indicano la possibilità di sopravvivere a se stesso, verso il futuro della specie, ma anche in un spazio sovratemporale ed extraordinario che va al di là di ‘questa vita’ e anela a farsi spirito. In ogni famiglia ed intorno ad essa, e tra le famiglie, c’è sempre un’archetipica lotta tra il bene e il male, ciascuno deve vivere la sua, ed affrontare le sfide del suo tempo. Quindi ogni famiglia nel bene e nel male offre a ciascun essere umano una sfida evolutiva per trovare se stesso. L’ambivalenza degli affetti famigliari, la dura battaglia tra potere e armonia, amore e odio, protezione e dominazione, fiducia e timore, ingenera in ciascun individuo una possibilità personale di confrontarsi con le basi archetipiche della sua soggettività. In altri termini i problemi di famiglia non devono essere pensati solo come qualcosa che va risolto, ma come uno stimolo che per poter essere risolto richiede di rinsaldare l’albero della vita nelle sue radici, in modo che possa Continua

Narciso in famiglia. Indicazioni e avvertenze

Mr. Savethewall




Pier Pietro Brunelli

NARCISO IN FAMIGLIA

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Indicazioni e avvertenze

Conflitti, incomprensioni, violenza psicologica tra parenti stretti

Nel 1972 uno dei capolavori della storia del cinema: Ultimo tango a Parigi. La regia è di Bernardo Bertolucci, nomination all’Oscar come miglior regista, nel 1974. I protagonisti, Marlon Brando e una giovane Maria Schneider, appena ventenne. Marlon, alias Paul – quarantacinquenne americano trapiantato a Parigi dopo il suicidio della moglie… lui vuole spiegare a lei qualcosa sulla famiglia… la famiglia è in piena crisi in seguito alla rivolta politica e culturale dei movimenti giovanili del ’68…  è la ‘scena madre dello scandalo’… Paul prende del burro, sveste con veemenza Maria, alias Jeanne, le lubrifica il fondoschiena e infine la sodomizza facendole ripetere:

“Santa famiglia, sacrario dei buoni cittadini, dove i bambini sono torturati finché non dicono la prima bugia, la volontà è spezzata dalla repressione, la libertà è assassinata dall’egoismo”.

 

Mr. Savethewall

Mr. Savethewall

Le complicazioni di Edipo nel ‘Romanzo famigliare’

Da soli non ce la si può fare. Come si fa ‘senza famiglia’, o qualcosa di simile? Cavarsela da soli è dura, o si abbandona, o si è abbandonati… Da sempre gli esseri umani hanno dovuto imparare a stare insieme, aiutandosi o fregandosi a vicenda. La famiglia, nelle sue varie forme, sviluppatesi dall’antichità ai giorni nostri, dovrebbe servire ad aiutarsi meglio. Ma tutto ha un prezzo: le fregature più solenni a volte avvengono tra consaguinei. Egoismo, sopraffazione, manipolazione, raggiro, menzogne, dispetti e misfatti sono da sempre l’altra faccia della famiglia, quella oscura, attraversata da ombre, ansie, invidie ‘complessi psicologici famigliari’.

La tragedia greca è per antonomasia tragedia della famiglia, quale irruzione in essa del dramma storico e viceversa. Così le famiglie sono state prese a immagine del ‘rovinarsi della storia’, o di questa sono state la rovina.

Senza che si arrivi alla tragedia conclamata, la famiglia sembra covare nella sua intima natura psicoculturale un tragedia latente, un dramma interiore ed interpersonale che in gergo psicologico si estrinseca nel ‘Romanzo famigliare’. In questo Romanzo – comune ai membri di una famiglia (con tutte le sue novità e varianti) -  ciascuno, in un modo o in un altro, resta ‘fregato’, o è convinto di esserlo, oppure cerca di fregare, o anche un insieme tra queste possibilità. Tutto ciò pur scambiandosi vari tipi di aiuto e solidarietà, e volendosi bene, anche quando nel contempo serpeggia qualche odio o si traggono vantaggi ‘alle spalle’ dell’altro …da lì il senso della metaforica e perversa scena di sodomia di Ultimo tango, all’insegna di un plateale ‘family fuck off!’. La famiglia, sin dal suo nascere come desiderio di famiglia, o dal suo abortire, presume di accondiscendere a quel potenziale di relazioni psicodrammatiche che la coppia di due amanti, consciamente o inconsciamente, ricerca o rinnega. Unirsi per creare una famiglia… in modo da separarsi.

Quel che oggi sono i ‘resti o le rovine della Sacra Famiglia’ vengono dissacrati o riconsacrati attraverso nuove fantasie e nuove concretizzazione di possibili mondi famigliari, diversi, alternativi, trasversali, transgenici, omoerotici, comunitari, allargati o ristretti… ma comunque sempre in bilico tra il luogo di pace e di protezione affettiva e sostanziale, e la prigione ove si resta intrappolati in un conflitto tra odio e amore, lacrime e sangue del proprio sangue…

La famiglia è un crogiuolo di sentimenti contraddittori, un convitto d’amore che non sussiste senza almeno un po’ di odio, ma che può sussistere quasi senza amore. Per quanto i consanguinei venuti ai ferri corti si possano ripudiare a vicenda, continuano ad essere legati da un sangue psichico che nutre fantasmi morbosi, così che la psiche individuale resta a mollo in una invisibile soluzione miasmatica, che la condiziona e la ammorba. Il complesso di Edipo, tormenta gli individui, le famiglie, la società, il mondo in una catena genitoriale e figliale di odio-amore, egoismo, invidia, gelosia e pur sempre affetto, piacere, godimento e dolore. Eppure bisogna anche chiedersi come Edipo agisce nel complesso, e nel mito. Egli si trascina in una tragedia famigliare perché ogni volta che ha un presagio lo interpreta alla lettera e per evitarlo fugge dea una parte all’altra, e si caccia nei guai. Questo perché Edipo, come lo vediamo nelle pitture vascolari, è sempre ‘in pensiero’, ovvero reagisce ai problemi psichici cercando solo soluzioni logiche, pratiche, razionali. Edipo non è capace di elaborazione simbolica , di mitizzazione. Egli vede il suo dramma famigliare solo in superficie, come concatenarsi di sventurati fatti concreti, non comprende che i presagi oracolari infausti andrebbero interpretati con una sensibilità mitica, estetica, come immagini dall’inconscio della collettività che riverbera in ogni individuo. Gruppo_Di_Famiglia_In_Un_Interno_poster_01Intanto si arrovella di pensieri, prende provvedimenti drastici, o accetta tutto, mentre rimozioni e ri-emozioni gli de-formano la vita nelle ‘complicazioni del suo complesso’   Siamo tutti edipici, non tanto perché Continua

Viaggio immaginale tra inferno e paradiso

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angel-demonUn dono di grande ispirazione per tutti da Albedoimagination: un Viaggio Immaginale attraverso tre audiovisivi con la straordinaria colonna sonora di ENTEN HITTI diretto da Pierangelo Pandiscia, ispirato al libro di Pier Pietro Brunelli Se l’amore diventa un inferno (Rizzoli, 2016).

CIASCUNO HA IL SUO INFERNO DENTRO SE’, MA CIASCUNO PUO’ TRASFORMARLO ATTRAVERSO IL SUO PURGATORIO E IL SUO PARADISO

Attraverso i seguenti audiovisivi potrete effettuare un’esperienza immaginale seguendo le indicazioni che sono nel  PDF  (CONTIENE PERCORSO DI AUTOARTHERAPY -clicca QUI)  - oppure semplicemente facendosi toccare dalla musica, dalle visioni, e quindi da una personale percezione emozionale, ricettiva, sensibile e spontaneamente trasformatrice.

Il primo video esprime le tinte cupe, angosciose, ambigue dell’inferno. (15 min. circa). Non ha l’obiettivo di rattristare o di intimorire, ma di farci visitare con una consapevolezza emozionale e simbolica,  estetica, ed estatica, aperta all’immaginazione e alle sensazioni, le zone d’ombra che abitano l’anima umana, quella individuale, di ciascuno di noi, e quella archetipica dell’umanità e dell’inconscio collettivo. Quando noi riusciamo in qualche modo ad esprimere questa Ombra, con una consapevolezza simbolica, spirituale, trascendente possiamo acquisirne coscienza in modo più elevato e con un linguaggio più vicino all’anima-psiche. Questo aiuta a  depotenziare gli aspetti inconsci dell’Ombra che, a seconda delle fasi o di un periodo della vita, possono diventare particolarmente perturbanti e dare luogo a sintomi, disequilibri, insicurezze, relazioni difficili e disturbanti. Esplorare l’Ombra in modo ‘immaginale’ aiuta a conoscerla e a contenere la possibilità che essa agisca in noi inconsciamente come negatività e debolezza. In senso alchemico l’Ombra corrisponde alla Nigredo, è un’oscurità problematica, ed anche mortifera, ma che contiene un senso trasformatore e rigenerate. Come dal fango nasce il fiore di loto, dalle spine viene la rosa, dalla notte viene l’alba, così la Nigredo, se viene compresa nella sua simbolicità animica è un passaggio dalla morte interiore alla rinascita.

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Il secondo video trasporta attraverso il purgatorio.  (10 min. circa) La musica e le immagini sono sempre caratterizzate da un certo grado di malinconia, di crepuscolo e sofferenza… ma iniziano i primi colori di vita, è una trasformazione sofferta, tra fuochi e nevi che si sciolgono, tra paesaggi ancora difficili, ma dai quali sorge un primo sole che squarcia le nubi… L’atmosfera purgatoriale comporta la presa di coscienza dei motivi profondi della sofferenza. Riguarda la messa in discussione di sé, l’autocritica e l’accettazione, per quanto si siano subiti torti da parte degli altri. Si tratta di una sfida dolorosa per ri-conoscere se stessi e guardare gli altri in modo meno giudicante e più comprensivo delle loro difficoltà, per quanto siano stati o appaiano negativi.  Da questo processo di analisi e di visione spirituale su ciò che è il bene e il male, e su come talvolta non si possa essere giudici assoluti del bene e del male, in quanto bisogna vederli in un intrecciarsi trasformativo, ecco che inizia un processo di guarigione, di ‘integrazione dell’Ombra’, la quale può essere orientata in un processo fecondo, di sacrificio simbolico, di espiazione rigenerante. Immagini e musica evocano un a sorta di rituale purificatorio, che costa fatica e impegno, ma che apre ad una liberazione da ciò che pesa e offusca l’anima-psiche. Gli alchimisti riferivano questo processo di elaborazione che va dall’Ombra verso il Sé alla fase dell’ Albedo. E’ come un doloroso ripartorirsi e rinascere verso una ‘nuova Alba’… una fase che corrisponde ad una ‘preghiera psicologica e poetica’ dedicata ad evocare il principio di guarigione interiore.

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Il terzo video evoca la visione che dal Paradiso Terrestre si può ricevere dal Paradiso Celeste. (10 min. circa). Il primo è immanente, ed è un’esperienza alla quale ogni vita si può avvicinare e consiste nell’entrare in ‘contatto sensibile’ con una dimensione spirituale di amore e di pace trascendente. Il Paradiso Terrestre si riferisce al benessere esteriore, ma a una condizione dell’anima-psiche che si centra nel Sè: l’archetipo che unisce l’individuo all’universo, che fa percepire di essere se stessi e di far parte del tutto. Questo dà grande forza e gioia. La psicoterapia può essere intesa come l’avvio di un processo interiore di conoscenza e trasformazione di sé  che aiuta a ridiscendere all’inferno, rivisitarlo, per poi elaborarlo risalendo dalle aspre pendici del purgatorio, verso le sommità del Paradiso Terrestre. Perciò le immagini e i suoni di questo video evocano ispirazioni angeliche, in qualche modo anche ingenue, ma comunque volte a indurre uno stato di pacificazione e di quiete dal quale è possibile lasciarsi toccare da qualità più luminose e sottili, ed in tal senso paradisiache. Questa evocazione paradisiaca vuol richiamare nell’anima-psiche il compimento della fase alchemica dell’Albedo: il  rinascere del sole nell’anima, quale simbolismo del Sé, e della Rosa dei Beati che si apre nel mondo interiore più intimo e nel contempo più universale.

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a-tutti-gli-uraganiIl progetto Enten Hitti nasce nel 1990 come laboratorio sonoro volto a sperimentare le intersezioni fra elettronica, musica rituale ed etnica e poesia contemporanea. Pierangelo Pandiscia e Gino Ape ne sono i fondatori; essi spaziano dalla Paleografia musicale all’informatica, dai suoni elementari alla musicoterapia, dal teatro di ricerca alla performing arts. La storia di venti anni di attività parte da un’impostazione più rock in cui si nota l’influenza di gruppi come Tuxedomoon, Can e Penguin Cafe Orchestra.

Enten-hitti173Dal 2000 in poi prendono corpo attività più sperimentali fra musica preistorica e installazioni sonore.In questi anni vengono autoprodotti diversi CD e realizzati decine di concerti in festival e locali storici (Link di Bologna, Baraonda di Massa, Bloom di Mezzago, Circolo degli Artisti di Roma, Tunnel di Milano, Festival di RAdio Onda d’Urto, ecc.).

enten-hittiMoltissimi gli incontri, gli amici e le collaborazioni, dalle Officine Schwartz a Paolo Bandera ed Eraldo Bernocchi (Sigillum S), da Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti, alle esperienze sui mistici del Duecento con Franco Battiato, dalla ricerca sulla musica preistorica seguendo Walter Maioli e Art Of Primitive Sound alle contaminazioni teatrali col Teatro de Los Andes, l’Odin Teatret e il Workcenter di Jerzy Grotowski.

humana_copertinaPartecipano ai Simposi di Arte Preistorica e Tribale organizzati dal Centro Camumo di studi preistorici dal 1997 al 2002 e compiono viaggi di ricerca in India con i cantori tribali BAUL(1995-1997), in Nord Africa con la Confraternita Gnaua(Marocco) ed Essaiura (Tunisia), in Mongolia, Messico e Siberia facendo pratiche sciamaniche.

(da WIKIPEDIA maggiori info in : https://it.wikipedia.org/wiki/Enten_Hitti

Articolo di approfondimento e video in Albedoimagination. LA MUSICA INTERIORE

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DISCOGRAFIA 1996 – Giant Clowns of the Solar World (AMPLEXUS) -1997 – Giganteschi pagliacci del mondo solare (CPI/POLYGRAM)- 1999 – Musica Humana- 2000 – La conferenza degli uccelli- 2003 – A tutti gli Uragani che ci passarono accanto - 2011 – La solitudine del sole (ALIODIE Hic sunt leones)- 2015 – Fino alla fine della notte (ALIODIE Hic sunt leones) - 2016 – Musica humana (Lizard Records)

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FONDAMENTI PSICOTERAPEUTICI

Nei termini della psicoterapia junghiana il grande processo di guarigione ispirato a Dante , tra inferno, purgatorio e paradiso, è stato rivelato e introdotto nella pratica clinica per la prima volta dalla Psicoanalista e Pediatra Adriana Mazzarella nel libro ALLA RICERCA DI BEATRICE – DANTE E JUNG (1991/2015).

Presentazione e test gratuito Amore, Inferno e Paradiso http://www.albedoimagination.com/2016/09/5505/

 Il libro  di Pier Pietro Brunelli (Psicoterapeuta) SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO (Rizzoli , 2016)  ha ispirato la realizzazione concettuale e audiovisiva della proposta qui presentata di Viaggio Immaginale e Autoartherapy   con Pierangelo Pandiscia (Musicoterapeuta e direttore di Enten Hitti).

Pier Pietro Brunelli ha curato il Montaggio e lo Script  (sceneggiatura), in modo da far risaltare la Drammaturgia sonora di Enten Hitti e Pierangelo Pandiscia.

INFO e WORK IN PROGRESS

Gli audiovisivi in questa fase sono stati realizzati con tecnologie povere (artigianali) ma potranno essere rielaborati attraverso contributi e proposte a livello artistico e performativo   (fotografia, pittura, film, teatro).

INCONTRI, EVENTI E SEMINARI

Il COLLETTIVO ALBEDOIMAGINATION è disponibile a realizzare con ENTEN HITTI attività esperienziali e partecipative presso Centri e Associazioni. Le documentazioni e i video qui presentati sono quindi da considerarsi gli elementi per realizzare laboratori di gruppo ad orientamento drammaterapeutico e musicoterapeutico.

TERAPIA INDIVIDUALE

Se lo si desidera si può essere seguiti anche con sessioni e percorsi di psicoterapia e musicoterapia individuale che prendono l’avvio dal ‘Viaggio immaginale’ qui proposto

Per informazioni contattare Albedo per l’immaginazione attiva – cell 3391472230 o scrivere a Pietro.Brunelli@fastwebnet.it Oppure Pierangelo Pandiscia ENTEN HITTI pagina FB   

 

SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO (+ AIP Test gratuito)

Rizzoli -in tutte le librerie (425 pag.)




SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO

Pier Pietro Brunelli

(Rizzoli, 2016.)

Nuovo libro per il benessere psicologico della vita amorosa (450 pagine, in tutte le librerie)

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COPERTINA LIBRO

 Test gratuito AMORE, INFERNO E PARADISO

Clicca  sull’immagine qui sotto per scaricarlo in PDF con la presentazione del libro

Dettaglio  scritto AIP

(TdN) Trauma da Narcisismo. Il senso di quella piccola “d”

Marina Abramović




 Pier Pietro Brunelli

(TdN) Trauma da Narcisismo… ma da che dipende? 

Quando nel 2010 ho proposto pSadness-49-450x600er la prima volta  l’ipotesi diagnostica di Trauma da Narcisismo (TdN) nelle relazioni amorose, attraverso la rete si  è aperta spontaneamente una  nuova via di comprensione sulle dinamiche narcisistiche e borderline nelle relazioni di coppia. Ciò mi ha fatto molto piacere, ma sin dall’inizio mi sono preoccupati di quelle che potevano essere interpretazioni ed usi del concetto di TdN in modo fuorviante ed errato.  Inoltre  mi rendevo conto che il concetto di TdN implicava una questione cruciale circa la etiologia della malattia mentale. Cioè da dove vengono? Sono di origine organica o sono psicogene? Derivano dall’ambiente o sono innate? Dipendono da un insieme di cause? In effetti la sigla TdN è importante per quella piccola d, in quanto propone che vi sia un certo stato di condizione traumatica e post-traumatica che deriva dal Narcisismo.

Rizzoli -in tutte le librerie (425 pag.)

Rizzoli – in tutte le librerie (428 pag.)

Moltissime persone hanno interpretato quella N, non come Narcisismo, ma come Narcisista. Cioè hanno inteso che quel Trauma lo subisce una persona a causa di un Narcisista. In effetti io ho molto insistito sull’effetto disturbante e traumatizzante di un partner con uno stile di personalità narcisistica nei confronti dell’altro partner. In termini immaginali e metaforici, secondo l’uso diagnostico-terapeutico della psicologia junghiana, ho impiegato la figura del vampiro per evocare una dinamica amorosa vampirizzante e quindi psicologicamente dissanguante per il partner vampirizzato.

Marina Abramović

Marina Abramović

Tuttavia ho sempre insistito sul fatto che il partner vampirizzato che subisce il TdN, Continua

Amori patologici – conferenza di Pier Pietro Brunelli

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Manuale cover definitiva

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Conferenza/Seminario di Pier Pietro Brunelli AMORI PATOLOGICI TRA DIAGNOSI E TERAPIA -  spazio Mondadori – Karmanews 15 marzo 2016 – a cura di Manuela Pompas

Parte 1

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Parte 2

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Parte 3

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Parte 4

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Parte5

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Parte 6

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Mi scuso, ma per le ragioni che se vorrete potrete leggere devo inserire il seguente link:

 MONITO CONTRO I PLAGIATORI E I VAMPIRIZZATORI DI ALBEDOIMAGINATION E DEGLI SCRITTI DI PIER PIETRO BRUNELLI

Relazioni pericolose. Videoconferenza di Pier Pietro Brunelli

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Seminario RELAZIONI PERICOLOSE
Università Europea di Roma 10/11 ottobre 2014

Intervento di Pier Pietro Brunelli Psicoterapeuta :   Devianza e andamenti delinquenziali nelle dinamiche borderline e  narcisiste di coppia.

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Manuale cover definitiva

Immagine1     Questi libri sono disponibili con spedizione al proprio domicilio  in circa una settimana (e con varie modalità) . Si può ottenere sconto sulle spese di spedizione, iscrivendosi con una account a www.lulu.com , e richiedendolo con una mail all’ufficio ordini nel sito.

Bugiardi, ipocriti e manipolatori affettivi, saperne di più per potersi difendere

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NARCISISMO E TRAUMA SENTIMENTALE

Il narcisismo patologico e la ferita narcisistica nel ‘vampirismo affettivo’.

Leggere  questo articolo e se si vuole parteciparvi con commenti,  può essere di grande aiuto a voi e ad altri, ma una prima raccomandazione importante è la seguente: si tratta di informazione partecipata e non di psicoterapia o consulenza online (informazione divulgativa, ma concepita attraverso testi aventi valore scientifico e filosofico). Perciò fatene buon uso, non traete conclusioni affrettate, non fate scelte avventate, non giudicate nessuno e non sentitevi giudicati. Per ogni perplessità cruciale, fate riferimento a specialisti oppure chiedete un consulto personalizzato (info: http://albedoimagination.com/)

incubusAl termine dell’articolo collegamenti a video you tube con Pier Pietro Brunelli su Narcisismo patologico e trauma sentimentale (si consiglia di leggere prima l’articolo e i commenti). Continua

Il vittimismo patologico

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di Pier Pietro Brunelli e Elisabetta Lazzari

Una riflessione per comprendere le vittime di se stessi… gettando la colpa sugli altri.

arroganza_ombrelliINTRODUZIONE

Le persone che si comportano in modo vittimistico vivono in una persistente e involontaria sfiducia verso gli altri e verso le possibilità positive della vita, attraverso l’irrigidirsi di meccanismi difensivi disfunzionali. Queste persone possono essere   aiutate a migliorare la propria condizione generale di vita e la propria autostima quando si comprendo le ragioni psicologiche profonde del loro disagio interiore che le induce ad accusare gli altri e a non vedere mai le proprie responsabilità. Il recupero dell’autostima è fondamentale per uscire dal vittimismo patologico, ma a tal fine bisognerebbe essere capaci di un minimo di autocritica, cosa che purtroppo non c’è, o al massimo è simulata. Per diverse ragioni il comportamento vittimistico può essere considerato come una particolare forma di ‘narcisismo patologico’ che amplifica l’immagine dell’ego attraverso l’acquisizione di un potere sugli altri basato sulla colpevolizzazione, il ricatto affettivo, l’esaltazione del proprio Io attraverso la sofferenza effettiva, ma anche ingigatita, iperesibita e talvolta simulata.

Non esiste una diagnosi di ‘vittimismo patologico’, ma l’intento dell’articolo è di indagare e far discutere sugli aspetti patologici del vittimismo. Tuttaviaper comprenderci chiameremo genericamente ‘ vittimista patologico’ chi adotta uno stile comportamentale come quello di cui qui ci occupiamo.

La letteratura psichiatrica non parla esplicitamente di “vittimismo patologico” né come sintomo, né come disturbo di personalità… Un’etichetta psichiatrica che si può avvicinare è la “Sindrome di Munchausen” (vedi Wikipedia.org Sindrome di Münchhausen)nella classe dei cosiddetti Factitious Disorder (Wikipedia.org Factitious  disorder)…… ma per quanto queste etichette possano essere riferite al vittimismo, essendo quadri generali non vanno a cogliere il processo interiore delle persone che è estremamente soggettivo. Cerchiamo qui di comprendere cosa c’è di pesante e dannoso nel vittimismo, per gli altri e per le vittime del vittimismo stesso.

lupo_agnelloQui non si parla del malato immaginario e neppure della persona che fa finta di star male, qui si parla di persone che hanno una difficoltà ad esprimere le loro pene, ansie, dolori, preoccupazioni e sintomi anche reali in una modalità che non risulti affliggente per gli altri e per loro stessi. Non se ne rendono conto, non lo ammettono, non possono farne a meno, per cui esprimono il loro malessere in un modo frustrante e a volte più o meno aggressivo verso gli altri, e purtroppo in particolare verso chi li aiuta o li potrebbe aiutare. Non conoscono il senso di ‘aiutati che Dio ti aiuta’, e, in fondo, temono che richiedere aiuto voglia dire essere preda dell’aiutante, considerato più forte, alquanto ambiguo, e quindi anche da invidiare e difensivamente aggredire. Questo può essere un modo di reagire ad un’infanzia che per quanto abbia avuto una facciata sana e accettabile è stata vissuta, sul piano degli affetti e della fiducia, in modo alquanto ambivalente e pericolante. Nel vittimismo patologico allora si può rivivere l’ansia di non essere mai stati aiutati veramente da qualcuno con piena fiducia e reciproca disponibilità, in quanto da bambini non era così, e l’ambiente domestico e/o scolastico era percepito nella sua sostanziale ambiguità e inaffidabilità psicologica. Da ciò deriva che nel vittimismo patologico si crede che nessuno possa o voglia davvero aiutare e che tutti in fondo se ne fregano. Allora avviene che nel vittimismo patologico si esasperi la richiesta di aiuto implicito manifestando in modo sempre esasperato e continuo i propri dolori e bisogni frustrati – e al di là che siano veri o no, o che siano esagerati – si getta tutto ciò addosso all’altro che pure vorrebbe essere d’aiuto. Un’immagine è quella che la persona che si tenta di aiutare tenta a sua volta di graffiare e mordere chi la vuole aiutare e al fine la accusa anche di non averla voluta davvero aiutare o, come minimo, di colpevole incapacità… Parliamone insieme nel blog, c’è molto da comprendere…

Continua

Influenze genitoriali e amori sbagliati

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 Quando gli ‘oggetti di attaccamento primari’, – i genitori – generano un deficit, un disequilibrio, e incomprensioni di diversa natura, poi risulta più difficile un legame con un partner compatibile. Però la psicoterapia serve proprio ad emanciparsi dalle influenze genitorialei negative, e a anche a scoprire che comunque si può trarre esperienza e consapevolezza elaborando il nostro vissuto infantile e approfondendo nell’analisi la conoscenza dei nostri genitori, i quali a loro volta sono stati bambini, e a loro volta hanno ereditato problematiche.
Il quarto comandamento che recita ONORA IL PADRE E LA MADRE più precisamente: “Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio” (Libro dell’Esodo 20,12). secondo un ‘interpretazione etimologica più originaria vuol dire infatti, CONOSCILI A FONDO, SCOPRI PERCHE SONO STATI COSI’, SCOPRI DA DOVE VENGONO perché così potrai poi scegliere più liberamente la tua strada. Tutti sanno infatti che la Bibbia è anche (nel vecchio Testamento) una immensa narrazione di genitori e figli a loro volta genitori e figli, e ciò può essere interpretato anche in termini di analisi del rapporto con i nostri genitori, che appunto ci emancipa e ci libera dalle loro influenze negative, o addirittura ci può consentire anche di trarne vantaggio. Continua

Avrò certamente qualcosa di male!

Allen




Il malato immaginario

Ipocondria-vignettaL’ipocondria, è una preoccupazione eccessiva ed immotivata rispetto al proprio stato di salute, basata su una ipervalutazione in negativo di lievi disturbi fisici. Ciò può provocare anche una accentuazione di sintomi fisici di lieve entità, con una conseguente ulteriore intensificazione di uno generale stato ansioso-depressivo dovuto alla paura della malattia ma anche ad altri fattori di carattere nevrotico o anche organico. Quando i sintomi fisici non sono presenti, ma il paziente si sente in una situazione di forte pre-allarme rispetto ad una loro possibile comparsa, allora è più corretto parlare di patofobia, cioè della ingiustificata paura di sviluppare una grave malattia. Talvolta l’ipocondria può essere anche ‘rovesciata’, nel senso che essa sussiste a livello inconscio, ma non emerge, se non come formazione difensiva reattiva che si traduce nella assoluta non curanza della propria salute. In termini psichiatrici l’ipocondria può essere considerata una sindrome caratterizzata anche dall’accusare sintomi fisici sproporzionati rispetto ad una malattia organica eventualmente dimostrabile, dalla paura di ammalarsi o di essere malati, e dalla eccessiva ricerca di cure mediche.

A seconda delle situazioni possiamo diventare tutti un  po’ ipocondriaci. Ma a prescindere dai motivi di reale preoccupazione è bene comprendere che questa si amplifica perché l’ipocondria consente di dare sfogo ad un conflitto interno non ben riconosciuto (una nevosi) che viene spostato su sintomi corporei. In buona sostanza una problematica interiore che non si riesce a riconoscere e ad affrontare viene vissuta attraverso una somatizzazione o una condizione di eccessiva preoccupazione ed ansia sui i sintomi somatici (che talvolta possono anche essere banali manifestazioni corporee scambiate per sintomi).

tartufoSe le idee ipocondriache dovessero perdurare nel tempo (nonostante le rassicurazioni di carattere medico) o dovessero addirittura proporsi in modo delirante, o in forma di ruminazione ossessiva, è indispensabile considerare il soggetto effettivamente malato, ed è quindi necessario individuare il quadro diagnostico generale da cui emergere il disturbo ipocondriaco e provvedere ad una terapia, che può essere di natura psicoterapeutica, o anche psicofarmacologica.

Dice Jaspers:

“Quantunque l’individuo non sia infermo fisicamente, tuttavia non è un simulatore. Si sente realmente malato, il suo corpo si modifica effettivamente ed egli soffre come infermo. Il malato immaginario è, in modo nuovo, proprio per la sua natura, veramente malato” (Jasper, K. Psicopatologia generale, 1913-1959)

Nevrosi e ipocondria

 Secondo Freud l’ipocondria è una forma di “nevrosi attuale”  cioè quelle nevrosi che hanno la loro causa non solo nei conflitti psichici della vita infantile (“psiconevrosi”), ma anche in uno stato di insoddisfazione sessuale contingente e che perdura nel tempo. La nevrosi attuale genera a livello inconscio uno stato d’angoscia e un senso di colpa fluttuanti, ovvero una situazione conflittuale che si sviluppa dalla contraddittorietà tra i desideri che provengono dagli strati più profondi dell’inconscio (l’Es), e le idee repressive e moralistiche provenienti dal Super-Io. Al fine di costruire una difesa contro questo conflitto nevrotico, il soggetto cerca un modo per rigettarlo e quindi esprimerlo. In altri termini, la psiche cercano vie per spostare uno stato di sofferenza da un livello inconscio ad un livello più vicino alla coscienza, la quale dovrebbe poter riuscire ad intervenire nel conflitto interno, non essendo completamente occultato nell’inconscio. Poiché tale operazione difensiva molto spesso non riesce (dato che il paziente compie tale processo difensivo senza un orientamento realmente cosciente e consapevole), essa sviluppa una nevrosi che può essere di carattere fobico. La fobia, cioè la paura eccessiva di qualcosa, deriverebbe dallo spostare un disagio e una paura che provengono da oggetti interni (cioè da questioni inconsce) su un oggetto esterno di cui si può essere consci. In un certo senso si desidera di aver paura di questo oggetto piuttosto che di ‘covare’ la paura intorno a qualcosa di cui non si ha coscienza e con cui non si è in grado di confrontarsi. Molto spesso questo oggetto ‘esterno’ da cui paradossalmente si desidera aver paura è il proprio corpo, che viene vissuto come bersaglio costante della malattia. Questo processo viene definito anche come somatizzazione, per cui sentimenti psichicamente dolorosi vengono trasformati in preoccupazioni di carattere salutistico, nel quadro di un generale stato ansioso-depressivo, che si esprime prevalentemente con ideazioni e atteggiamenti nosofobici/patofobici (paura delle malattie).

cambiopannolino.600Un’altra concezione sull’origine della ipocondria può essere riferita alle considerazioni che Bion ha sviluppato circa la relazione madre-bambino. Compito della madre primario, non è solo quello di dare cibo e amore al bambino, ma anche di curarlo nel senso di ‘purificarlo’ da quelle che sono le sensazioni e le produzioni sgradevoli del suo corpo. Pulire il sedere al bambino, ad esempio, lo fa sentire protetto rispetto alla possibilità che il suo stesso corpo possa determinare dolore e fastidio. Se per qualche ragione, non necessariamente dovuta all’incuria della madre, ma ad una qualunque situazione che abbia potuto generare un deficit nella percezione dell’accudimento, tale funzione materna protettiva e purificante non si è ben radicata nella psiche del bambino, una volta adulto tenderà a percepire come potenzialmente più pericolosi i sintomi lievi e a considerare il suo corpo più incapace di reagire.

Vi è poi un’ulteriore considerazione sull’ipocondria da un punto di vista junghiano ed archetipico. Essa sembrerebbe il sintomo di un disequilibrio che non riguarda direttamente la relazione con il materno della propria infanzia, ma con le forze materne originarie, con la Grande Madre. Essa è per sua natura ambivalente in quanto dà la vita, ma anche la morte e solo attraverso una dimensione simbolica tale ambivalenza può essere armonizzata. Per cui l’ipocondria indicherebbe una carenza e una disarmonia della propria relazione simbolica e spirituale con il mondo, e quindi anche un conflitto tra quelli che sono i propri principi e valori, che possono essere anche di elevato senso simbolico e spirituale, ed uno stile di vita che li tradisce, non li incarna sufficientemente nella quotidianità e nel modo di compensare lo stress e la povertà simbolica della vita di tutti i giorni e quella che si desidera nella visione del futuro.

Perciò una buona psicoterapia, capace di sciogliere le nevrosi, ma anche di accogliere i contenuti problematici e dolorosi del paziente al fine di restituirgli possibilità di rielaborazione e di trasformazione, è determinante per una cura efficace dell’ipocondria. Nello stesso tempo è fondamentale ripristinare una relazione simbolica con ‘madre natura’ ed in particolare con la sua energia lunare che riguarda gli aspetti mitici e immaginali della salute psicosomatica. Ciò a prescindere da quelle che sono le proprie eventuali scelte religiose, in quanto qui si parla di porsi nella condizione di elaborare una propria relazione simbolica con forze archetipiche originarie che riguardano il materno originario di ogni cosa vivente, e quindi anche del proprio Sé.

iside

INNO A ISIDE
(La dea madre lunare)
Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.
III- IV secolo avanti Cristo,
rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto.

Sintomi e ipocondria

I più comuni sintomi fisici implicati nell’ipocondria sono: muscolo-scheletrici, gastrointestinali (indigestione, costipazione), cefalee. Le parti del corpo più afflitte sono in genere: la testa e il collo, l’addome e il petto, ma anche orecchio, naso e gola, possono essere colpiti da tipici sintomi fisici di esclusiva derivazione psicogena. Talvolta la fobia ipocondriaca può riguardare anche l’ipotesi di essere affetti da malattie mentali, e quindi dal timore di essere pervasi dalla follia. Nelle sue forme più acute e prolungate l’ipocondria deve dunque considerarsi non tanto come un disturbo fisico fine a se stesso, ma come una sindrome sintomatica di uno stato ansioso-depressivo generale, che può manifestarsi anche con sintomatologie parallele a quella ipocondriaca.

sincronicidadOra non intendiamo dire che se si hanno dei sintomi vanno sottovalutati o siamo solo immaginari, ma che la loro interpretazione e valutazione viene ingigantita dall’ipocondria, la quale può diventare assai più disturbante dei sintomi stessi. Inoltre anche per meglio affrontare la malattia, attraverso un maggior equilibrio emotivo, di certo l’ipocondria non è una buona cosa, in quanto fa aumentare stress e posizioni depressive, rendendo la situazione più penosa e l’organismo relativamente più debole.

Al fine la guarigione dal’ipocondria non dipende dal curare con accanimento i sintomi e quanto meno di non curarli con quell’ansia eccessiva dalla quale si può essere travolti, ma di riarmonizzare il proprio mondo interiore e la propria relazione con la natura, in senso simbolico e vitale; ciò del resto contribuisce anche a migliorare la propria condizione psicofisica e quindi ad affrontare i problemi di salute con maggior equilibrio.

Ipocondriaci: attenzione ai medici… e viceversa.

z-alberto-sordi-12Va considerato che il concentrarsi del paziente su sintomi somatici, i quali occultano quelli emotivi e cognitivi, crea una sorta di ‘collusione’ con il sistema sanitario, che per la sua impostazione teorico pratica tende alla somatizzazione. In tal senso si deve evidenziare che c’è il forte rischio che il medico ‘creda’ alla narrazione del paziente – solo, o prevalentemente – in termini di disturbo fisico, ed in tal senso si faccia promotore di analisi e di terapie esclusivamente centrate su fattori di carattere organico. In tal caso la relazione con il medico può diventare ‘iatrogena’, cioè può fortificare la sindrome ipocondriaca del paziente. D’altro canto va anche detto che ipocondria ed effettiva malattia fisica possono coesistere, per cui, al fine di escludere ogni dubbio circa lo stato di salute fisica del paziente, si dovrebbe orientare la diagnosi in una duplice prospettiva, sia psichica e sia organica.

Per consulti gratuiti on line scrivi a Pietro.Brunelli@fastwebnet.it e visita presentazione http://www.albedo-psicoteatro.com/

Difese psichiche sane o malsane secondo Freud

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sasasaL’Io soffre, e può anche arrivare alla follia, nel tentativo di difendersi da tre padroni tiranni che secondo Freud sono il mondo esterno, il Super-Io e l’ES.

E’ interessante osservare che Freud riferisce metaforicamente l’Io ad un servo che deve ubbidire a tre padroni , e non soltanto a due come nella celebre commedia goldoniana Arlecchino servitore di due padroni. Dice Freud: “Il povero Io ha una vita ancor più dura: è costretto a servire  tre severissimi padroni, deve sforzarsi di mettere d’accordo le loro esigenze e le loro pretese. Queste sono sempre fra loro discordanti e appaiono spesso del tutto incompatibili; nessuna meraviglia se l’Io fallisce così frequentemente nel suo compito. I tre tiranni sono: il mondo esterno, il Super-Io e l’Es”  (Freud, 1915-1917: 483).

 

image043Insomma siamo sempre a rischio che l’ES, cioè il nostro inconscio, ci condizioni in forme più o meno problematiche, larvate o anche gravi. Poi c’è il SUPER-IO quale sistema di credenze e convinzioni culturali e normative, per cui siamo sempre minacciati da sensi di colpa, vergogne, imperativi giustizialisti o vittimistici, che ci inducono ad essere e ad agire come non vorremmo, o che ci costringono a ‘volerlo’ ma in modo troppo rigido e intollerante.  E quindi c’è il mondo nella sua realtà concreta, sempre più complessa e problematica, che comprende gli squilibri e le ingiustizie sociali, la mancanza di lavoro, la violenza diffusa, la sopraffazione degli altri,  nonché l’ambiente e il corpo nella loro fisicità soggetta a incidenti e malattie.

Quindi il povero IO , come fosse un Arlecchino saltimbanco deve fare ogni sforzo per cavarsela dalle minacce e dalle angherie dei tre padroni citati da Freud. Secondo il padre della psicoanalisi i disturbi mentali sono derivati proprio dal tentativo più o meno errato e disfunzionale di difendersi dagli attacchi dell’ES, del SUPER-IO e del MONDO ESTERNO (ambiente naturale e sociale).

Le difese malsane 

Diamo solo pochissimi cenni, affinché si comprendano i ‘meccanismi’ di fondo di come la psiche possa soffrire e ammalarsi a causa di difese ‘malsane’ nei confronti di minacce che vengono dal suo mondo interno e da quello esterno. Queste difese sono tanto più errate quanto più sono immature, cosicché diventano ancora più gravose e dolorose della minaccia che si vuole contrastare.  Facciamo alcuni esempi semplici. Si ha paura di non essere accettati dagli altri, per cui ci si rinchiude in se stessi fino ad evitare gli altri, annientando la possibilità di essere capiti. Oppure si teme di non riuscire ad affermarsi nella vita, allora si perseguono obiettivi talmente ambiziosi, che diventano frustranti destini di fallimento. Si ha paura che i propri figli siano infelici e immaturi, allora si fa di tutto per renderli felici e maturi, senza lasciare loro la possibilità di cavarsela, così restano sempre più infelici in quanto immaturi. Si ha paura di essere traditi dal partner, allora lo si tormenta con una feroce gelosia, fino a quando questi o tradisce o abbandona. Oppure una persona ha una profonda insicurezza rispetto a come gli altri possano giudicarlo, allora adotta maschere comportamentali per apparire come non è, con la conseguenza che gli altri lo giudicano o male o non tanto a posto…

sognoMa questi sono esempi molto semplici e superficiali di comportamenti e concezioni derivanti da ‘meccanismi di difesa’, per quanto assai spesso le persone ci caschino dentro senza riconoscerne la dinamica. In verità le cose sono molto più complesse in quanto i condizionamenti, così come l’impiego di difese sbagliate dipendono in massima parte dall’ INCONSCIO (nel senso dell’ES di Freud). Allora può accadere che una persona che ha un pernicioso problema non elaborato, con il materno o con i genitori in generale, sin dai primi anni di vita abbia adottato come difesa la RIMOZIONE, che è il meccanismo di difesa più diffuso. Vale a dire che ha rimosso il problema relegandolo nell’inconscio. Non è come dimenticarlo, ma come renderlo silente e capace di condizionare scelte, idee ed emozioni coscienti senza che ce  ne rendiamo conto. Si generano quindi COMPLESSI (termine adottato da Jung, con specifiche designazioni inerenti la sua PSICOLOGIA ANALITICA, e condiviso dalla PSICOANALISI di Freud). Spesso il rimosso compare in forma simbolica nei sogni, in particolare in quelli ripetitivi. Questo rimosso nella vita adulta ritorna sotto forma di sintomi e quindi da luogo a difese sbagliate. Ad esempio si sviluppa una fobia per gli insetti, o per l’ascensore, o per lo sporco, o per le malattie, tutto ciò è lo spostamento dell’originario rimosso – il problema con i genitori – su altre questioni che appaiono assolutamente distanti da quel rimosso e che finiscono per tenerlo ancora più nascosto nell’inconscio.

don't_trash your dreams by aquasixioLa difesa sbagliata consisterebbe nel preferire di affrontare un qualche problema o paura relativamente controllabile, piuttosto che l’antico problema con i genitori al quale sono legate emozioni e ricordi troppo dolorosi e inaccettabili. Perciò compito della psicoterapia è aiutare ad affrontare questo rimosso. A volte il paziente si stufa di parlare della sua infanzia e vuole risolvere i problemi attuali, e quanto più ciò avviene, più vuol dire che il rimosso è profondo  ed è inconscio. Questo rimosso poi dà spesso luogo a problemi relazionali, in campo erotico-affettivo, per cui si tende alla cosiddetta COAZIONE A RIPETERE, ovvero seppure senza averne la benché minima consapevolezza conscia, si instaurano relazioni affettive dolorose e nodi di incomprensioni reciproche che ripetono atmosfere e dinamiche di vissuti infantili dolorosi. Questo perché si tenta di difendersi dalla rimozione facendola riemergere con vissuti analoghi, nella disperante e disturbante ‘speranza inconscia’ di poterli risolvere, e invece si ripropongono peggio di prima.

Nelle dinamiche relazionali è spesso impiegato a vari livelli il meccanismo di detto PROIEZIONE, per il quale non ci si rende conto che il proprio modo di interpretare e di reagire all’altro, che sia una persona, un ente, un gruppo, ecc, è condizionato dalla propria problematica interiore inconscia. Tipica è l proiezione nelle PROBLEMATICHE DI COPPIA, per cui  prescindere dalle responsabilità e dalle colpe dei rispettivi partner, vengono proiettate reciprocamente valenze che sono afferenti alle proprie problematiche personali. Più le proiezioni sono massicce e spropositate e più possono risultare distruttive e pericolose, in quanto possono portare ad atti ostili e violenti contro l’altro, il quale a prescindere dai suoi eventuali errori, viene inconsciamente odiato in funzione dell’odio rimosso e accumulato per una propria disfunzione affettiva famigliare.

In un certo senso anche i DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE (anoressie e bulimia) sono difese proiettive , che deviano sul cibo problemi di aggressività e di rifiuto affettivo inconsci accumulatisi nelle relazioni famigliari.

Vi sono poi le parafilie – PERVERSIONI SESSUALI -, che inconsciamente sono un modo di far scorrere la libido sessuale che si è bloccata per via di un nodo inconscio rimosso e irrisolto. Facciamo solo l’esempio del SADOMASOCHISMO. Esso consiste nel trasformare il dare o il ricevere umiliazione e dolore in piacere. L’analisi spesso riporta alla luce vissuti e fantasie infantili rimosse e relative a genitori punitivi, giudicanti, frustranti. Ora poiché il bambino temeva più di tutto, anche più delle botte o altre punizioni,  di non essere amato e quindi di essere abbandonato, in collegio o anche ‘nel bosco’ (secondo le varie narrazioni), doveva lottare per mantenere una relazione d’amore con il genitore ‘persecutorio’. Ecco allora che inconsciamente, da adulti, emerge il tema della EROTIZZAZIONE DELLA SOFFERENZA, attraverso la quale stringere un intenso legame con un partner erotico. Si potrà scegliere, sempre per motivi inconsci di prendere le parti del bimbo umiliato e percosso, oppure quelle del genitore ‘cattivo’, ma in entrambi i casi si ricaverà piacere, così che la relazione viene garantita. Ma a volte non si tratta solo di sadomasochismo erotico, quanto anche affettivo, per cui si vengono a creare legami di duratura e inestricabile sofferenza reciproca.

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Le perversioni non devono però essere considerate solo come difese sbagliate, ma anche come tentativi terapeutici inconsci di deviare la nevrosi e ricanalizzare la libido, solo che quando è troppo e troppo, e allora la libido si disperde fuori controllo e va a generare altre difese patologiche con i relativi sintomi e quadri disturbati per sé, per le relazioni affettive e gli altri in generale.

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Le difese quanto più sono paradossali e disfunzionali, tanto più si esprimono con comportamenti assurdi e attività ideatorie paradossali, fuori dalla realtà. La psicopatologia classifica entro tre ampissimi campi diagnostici: NEVROSI, PSICOSI, BORDERLINE

Fin qui abbiamo parlato essenzialmente di NEVROSI, cioè di stati di insoddisfazione e sofferenza psichica dovuti a difese che per quanto siano sbagliate (o perverse) non vanno ad alterare il PRINCIPIO DI REALTA’. La nevrosi, che in qualche modo, o prima o poi,  affligge un po’ tutti nella vita (normonevrosi) può cronicizzarsi, dare luogo a fasi acute, e quindi a sintomatologie ANSIOSO-DEPRESSIVE più o meno dolorose, ma la persona è in grado di fare ragionamenti coerenti su come stanno le cose di cui è conscia. Le DIPENDENZE affettive, da sostanze o da altri comportamenti (gioco, internet, ecc) sono difese contro la nevrosi che non si riesce a contenere altrimenti.  Si rende conto di ciò che è assurdo, e che pure non riesce ad evitare, e quindi, sebbene non riesca ad avere coscienza dell’inconscio (cosa che può avvenire con un percorso di analisi), si rende conto di cosa esiste e cosa non esiste, sia nella realtà fisica e sia attraverso emozioni e pensieri su se stessa e gli altri compatibili ad una concezione oggettiva della ‘normalità’.

A mano a mano che le difese nevrotiche non sono più sufficienti si instaurono altre difese che tendono a distorcere la realtà, quanto più la distorsione è elevata tanto più si parla di PSICOSI ACUTE. Allucinazioni, voci che parlano dentro e intorno a sè, valutazioni esagerate e assurde sugli altri e il mondo significano che le difese nevrotiche sono saltate ed entrano in atto quelle psicotiche, tra queste la NEGAZIONE, per cui la realtà viene annullata e si decide che è un altra, la SCISSIONE, quindi la divisione schizoide della persona in personalità doppie o multiple,  la DISSOCIAZIONE, quindi una perdita di Sé che comporta una condizione autistica, di annullamento della possibilità di coerenza con gli altri e la realtà. Si sviluppano quindi fantasie e attività ideatorie allucinatorie o comunque assurde rispetto alla realtà, con una gravità che cambia a seconda se la psicosi sia più o meno acuta. Ciò può comportare PSICOSI PARANOIDEE che non appaiono sintomatiche, il soggetto riesce a comportarsi normalmente ed anche apparire positivamente, ma dentro di sé cova l’idea che vi possano essere persone, o classi di persone’ che devono essere preventivamente aggredite e punite, in quanto potrebbero essere pericolose. Insomma i manuali di Psichiatria e di Psicopatologia sono interminabili classificazioni di quadri deliranti di tipo psicotico sui quali ovviamente non ci soffermiamo, non tanto per evitare improbabili sintesi, ma perché qui cerchiamo solo di offrire al lettore , anche non specialista, un ‘idea generale sui meccanismi di difesa.

sognoEsiste poi un’area intermedia tra psicosi e nevrosi detta BORDERLINE (“Casi al limite”), ove i tratti psicotici sono contenuti e dissimulati, mentre quelli nevrotici ‘sbordano’ spesso e in modo evidente.  Qui troviamo una ‘bolgia’ di pensieri e sentimenti difensivi, ma anche aggressivi. Si nutrono invidie, gelosie, egoismi, insicurezze, sospettosità, rivalità, ecc.  che rendono la persona malevola, confabulatoria, inquieta, rivendicativa, ed altro ancora, con danno per se stessa e per chi deve averci a che fare in famiglia, nella coppia, sul lavoro. Si presentano anche forti scompensi e oscillazioni dell’umore, che possono dare luogo anche a vari tipi di DISTURBO BIPOLARE.

Un quadro nevrotico, o  borderline o psicotico può ovviamente essere di entità lieve, seria e anche grave, ed avere un carattere transitorio, cronico o acuto.

Quando i meccanismi di difesa si strutturano in una tipologia caratteriale che si esprime con comportamenti, pensieri, emozioni e sintomi ascrivibili entro un certo quadro si parla di DISTURBI DI PERSONALITA’. Avremo ad esempio il disturbo di tipo isterico-istrionico, narcisista, psicopatico antisociale ecc, quando si parla di caratterialità che risultano disturbanti nelle relazioni con il prossimo, soprattutto, ma non solo nell’ambito dell’affettività di coppia e famigliare.

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Questi quadri diagnostici sono però da intendersi per quello che sono, ovvero come la cornice di un quadro, ovvero di un dipinto, e quindi quello che conta resta sempre e solo il dipinto con la sua unicità e specificità indipendente da qualsivoglia cornice possiamo metterci. Inoltre non tutte le teorie psichiatriche e psicopatologiche considerano realmente esistenti i disturbi di personalità, e si preferisce piuttosto parlare di TRATTI DELLA PERSONALITA’ dai quali si evincono FORMAZIONI REATTIVE  E PATTERN IDEATIVI E COMPORTAMENTALI che si strutturano nella complessità specifica di ogni soggetto, e che possono retrocedere qualora la situazione alla quale si reagisce cambi favorevolmente, e possa avvalersi di esperienze e processi terapeutici.

Difese sane o mature

In che termini, le istanze dell’Es sono esprimibili attraverso modalità non nevrotiche? Ovvero sotto la protezione di ‘difese mature’, che quindi possono essere considerate non disturbanti per gli equilibri dell’Io? Evidentemente tra l’Es e il Super Io è l’Io stesso che deve determinare una sua cifra soggettiva di equilibrio, capace di preservare le esigenze dell’individualità e quelle della collettività.  L’Io deve dunque potersi ‘difendere’, non solo dalle irruzioni dell’Es, ma anche dalle coercizioni paralizzanti del Super Io (nonché dalle pressioni della realtà interpersonale e sociale) .

La psichiatria dinamica di matrice freudiana considera come ‘maturi’ quattro tipi di ‘difesa’: la repressione, l’altruismo, la sublimazione, l’umorismo (vedi Gabbard, 1994: 29-31).

difesa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le ‘difese mature’, sono come si intuisce anche ‘fruttuose’,

L’UMORISMO, inteso soprattutto come “la capacità di prendere in giro se stessi e la situazione in cui ci si trova”

La REPRESSIONE, vale a dire “il bandire consciamente (diversamente dalla rimozione che è inconscia) dalla propria mente pensieri o sentimenti inaccettabili”(ibidem),   attraverso l’imperativo coscienziale di scacciare ogni forma di ansia, tristezza e di malinconia.

L’ALTRUISMO nel senso di privilegiare la convivialità e il godimento collettivo

La SUBLIMAZIONE, intesa come “un processo inconscio tramite il quale pulsioni o desideri inaccettabili per la coscienza vengono incanalati in alternative socialmente accettabili.

10419005_690063854443732_4981300858029702106_nConclusioni psicoterapeutiche
L’analisi e la psicoterapia, di qualunque orientamento, ci aiuta a conoscere l’inconscio, o comunque i meccanismi e le dinamiche di difesa disfunzionali e che adottiamo in modo inconsapevole. Quanto più ne acquisiamo coscienza, tanto più abbiamo la possibilità di adottare difese più sane capaci di far stare meglio noi e il nostro prossimo. Ciò che in questo breve articolo abbiamo sintetizzando è da considerarsi come una scheda di appunti affinché si possa meglio comprendere sul piano teorico i fondamenti freudiani della psicopatologia, e quindi per offrire una sorta di canovaccio generale, soprattutto a chi vuole intraprendere un’analisi o comprendere il senso di psicoparole troppo spesso adoperate senza che ne si possegga sufficientemente il senso.
io-e-i-meccanismi-di-difesaIL PIU’ IMPORTANTE STUDIO SISTEMATICO SUI MECCANISMI DI DIFESA FU EFFETTUATO DA ANNA FREUD (figlia e continuatrice del padre della psicoanalisi).  


 

 

 

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Protetto: Per una terapia del narcisismo nelle relazione amorose

lunedì, settembre 25, 2017

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Narcisismo e dintorni

martedì, luglio 11, 2017

SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO Conferenza presentazione del libro di Pier Pietro Brunelli 12 settembre 2017 Casa della Psicologia a Milano - Ordine Psicologi della Lombardia Questa pagina è…

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Difese psichiche sane o malsane secondo Freud

giovedì, maggio 25, 2017

L’Io soffre, e può anche arrivare alla follia, nel tentativo di difendersi da tre padroni tiranni che secondo Freud sono il mondo esterno, il Super-Io e l’ES. E’…

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Archetipi e problemi di famiglia

domenica, gennaio 8, 2017

    Le origini psico-antropologiche dei problemi in famiglia Recentemente sono stati scoperti alcuni affaire di una famiglia australopiteca simil-ominide – che visse in Tanzania circa 3,6 milioni…

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Narciso in famiglia. Indicazioni e avvertenze

giovedì, dicembre 22, 2016

Pier Pietro Brunelli NARCISO IN FAMIGLIA Indicazioni e avvertenze Conflitti, incomprensioni, violenza psicologica tra parenti stretti Nel 1972 uno dei capolavori della storia del cinema: Ultimo tango a Parigi. La…

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Viaggio immaginale tra inferno e paradiso

martedì, dicembre 20, 2016

Un dono di grande ispirazione per tutti da Albedoimagination: un Viaggio Immaginale attraverso tre audiovisivi con la straordinaria colonna sonora di ENTEN HITTI diretto da Pierangelo Pandiscia, ispirato…

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