• foto-brunelli

    IL MIO LAVORO DI PSICOTERAPEUTA

    mercoledì, dicembre 6, 2017

      Sono lieto di presentarmi e di poterti offrire le mie competenze. Il mio CV in brevis Sono iscritto all’ Ordine degli Psicoterapeuti della Lombardia e mi sono specializzato…

    Continua

  • cover-1

    Lo psicodramma di Cassandra

    domenica, novembre 19, 2017

    Presentazione nuovo libro di   Pier Pietro Brunelli Lo psicodramma di Cassandra Mito, tragedia e psiche nella pre-visione del destino (Albedo/Lulu, 2017 – per informazioni d’acquisto clicca qui) La sindrome di Cassandra…

    Continua

  • Clicca sul seguente link e apri la pagina dei miei libri:
http://www.albedoimagination.com/wp-content/uploads/2016/09/Libri.pdf

    Per una terapia del narcisismo nelle relazione a...

    lunedì, settembre 25, 2017

    A volte le relazioni problematiche, all’insegna del narcisismo, possono anche essere affrontate in modo risanante. Anche se poi non vi si riesce , ci si sentirà meglio poiché…

    Continua

  • conferenza-2017-psi

    Narcisismo e dintorni

    martedì, luglio 11, 2017

    SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO Conferenza presentazione del libro di Pier Pietro Brunelli 12 settembre 2017 Casa della Psicologia a Milano - Ordine Psicologi della Lombardia Questa pagina è…

    Continua

  • difesa

    Difese psichiche sane o malsane secondo Freud

    giovedì, maggio 25, 2017

    L’Io soffre, e può anche arrivare alla follia, nel tentativo di difendersi da tre padroni tiranni che secondo Freud sono il mondo esterno, il Super-Io e l’ES. E’…

    Continua

  • SACRA-FAMIGLIA-INDIANA

    Archetipi e problemi di famiglia

    domenica, gennaio 8, 2017

        Le origini psico-antropologiche dei problemi in famiglia Recentemente sono stati scoperti alcuni affaire di una famiglia australopiteca simil-ominide – che visse in Tanzania circa 3,6 milioni…

    Continua

  • Mr. Savethewall

    Narciso in famiglia. Indicazioni e avvertenze

    giovedì, dicembre 22, 2016

    Pier Pietro Brunelli NARCISO IN FAMIGLIA Indicazioni e avvertenze Conflitti, incomprensioni, violenza psicologica tra parenti stretti Nel 1972 uno dei capolavori della storia del cinema: Ultimo tango a Parigi. La…

    Continua

  • enten-hitti

    Viaggio immaginale tra inferno e paradiso

    martedì, dicembre 20, 2016

    Un dono di grande ispirazione per tutti da Albedoimagination: un Viaggio Immaginale attraverso tre audiovisivi con la straordinaria colonna sonora di ENTEN HITTI diretto da Pierangelo Pandiscia, ispirato…

    Continua

  • Rizzoli -in tutte le librerie (425 pag.)

    SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO (+ AIP Test ...

    martedì, settembre 6, 2016

    SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO Pier Pietro Brunelli (Rizzoli, 2016.) Nuovo libro per il benessere psicologico della vita amorosa (450 pagine, in tutte le librerie) Clicca quisconto Amazon…

    Continua

IL MIO LAVORO DI PSICOTERAPEUTA

foto-brunelli




 

banner1

Sono lieto di presentarmi e di poterti offrire le mie competenze.

aria

Il mio CV in brevis

Sono iscritto all’ Ordine degli Psicoterapeuti della Lombardia e mi sono specializzato in Psicoterapia analitica junghiana presso la scuola LI.STA di Milano. Ho seguito tirocini e seminari preso gli Ospedali Paolo Pini e San Carlo di Milano, in un campo profughi della ex-Jugoslavia, e in diversi contesti terapeutici,  socioterapeutici  ed educazionali. Ho seguito percorsi di analisi di me stesso, a livello formativo e terapeutico, con la supervisione di terapeuti più anziani di grande esperienza.  Prima di laurearmi in Psicologia ho conseguito una laura in DAMS (spettacolo) con il Professore Umberto Eco e una Specializzazione presso l’Università Cattolica in Comunicazioni Sociali. Pertanto ho svolto attività e ricerche nei campi del Teatro, della Musica e della Comunicazioneprivilegiando gli aspetti psicologici. Per circa tre decadi ho partecipato a seminari e gruppi laboratoriali (e li ho anche condotti) con obiettivi di ricerca e creatività, volti alla conoscenza del Sé e del mondo interiore. In particolare devo molto agli insegnamenti di Rena Mirecka, prima attrice del Teatr Laboratorium fondato da Jerzy Grotowski in Polonia, che ho seguito per lungo tempo nella ricerca “Parateatrale” (un percorso di indagine creativa sulle energie vitali in senso corporeo, psichico e spirituale).

Parallelamente alle mie attività di studio e di ricerca ho sempre lavorato come consulente, formatore e docente a contratto per conto di Aziende, Centri Studi e Università. Gradualmente la mia attività di psicoterapeuta è diventata preponderante, ma talvolta mi capita di occuparmi ancora di formazione e ricerca nell’ambito della Psicologia dei consumi, dei media e della moda. Si tratta di campi che, per quanto siano lontani dalla Psicologia clinica, consentono di trarre preziosi spunti per comprendere le dinamiche psicologiche a livello individuale e collettivo

In campo psicoterapeutico ho sviluppato una specifica competenza nel trattamento dei Traumi amorosi e nelle problematiche di coppia legate al narcisismo e ad altre disfunzioni e disequilibri della personalità, o a situazioni e contesti nevrotizzanti e problematici. Ma da ciò si aprono molti altri vissuti problematici che vanno affrontati, elaborati e terapizzati.

Sulle tematiche del mio lavoro clinico di psicoterapeuta e su argomenti di ricerca, ho scritto articoli, saggi e libri (vedi tutti gli articoli) che propongo attraverso il presente blog Albedoimagination, ed anche con seminari e conferenze Si tratta di un costante lavoro di sostegno e informazione a livello psicosociale che mi impegna moltissimo e con uno spirito di volontariato e di ricerca.

Attraverso l’insieme delle mie esperienze formative e professionali ho sviluppato una ‘poetica e una metodologia terapeutica’ che amo chiamare ’Psicoterapia individuativa’,  della quale  qui di seguito indico i fondamenti con una brevissima sintesi.

etereFondamenti etici ed umanistici

Nel corso di  lunghi anni di studio e di lavoro,  mi sono sempre più convinto che alla base di ogni psicoterapia, come di ogni ‘helping profession’ ,  debba esserci una ‘speciale volontà di amore e di comprensione’.  Intendo dire che lo psicoterapeuta non può limitarsi solo allo studio teorico e all’esercizio di una certa tecnica di intervento,  egli ha bisogno di ampliare le sue conoscenze anche lavorando costantemente su se stesso, attraverso attività ed esperienze che gli consentano di  acuire capacità empatiche, intuitive e di comunicazione.

Ovviamente anche lo psicoterapeuta esperisce afflizioni  e contraddizioni personali e sociali che feriscono  la sua psiche.  Ma nella misura in cui reagisce ed elabora le sue proprie difficoltà, riesce  meglio a comprendere ed aiutare le persone che assiste. Egli non opera solo attraverso un sapere conseguito sui libri, ma anche attraverso la sua stessa ‘energia psichica’, che perciò deve conoscere ed elaborare.  Qualunque sia il metodo o l’approccio di una psicoterapia, occorre applicarla per mezzo di una ‘coltivata personalità terapeutica’, fondata anche su valori etici, sociali e spirituali.

Per quanto riguarda  le questioni etiche, sociali ed umanistiche della psicoterapia ritengo importante collaborare con colleghi e ambienti professionali al fine di ‘democratizzare la psicoterapia’, cioè di renderla accessibile a tutti e quindi sempre più presente nel sistema della Sanità, dell’educazione, della vita lavorativa e sociale.

Ogni giorno giungono notizie di fatti drammatici e violenti nella vita delle persone, e che alla base denotano una incuria e una mancanza di prevenzione psicologica. I mass media ci informano continuamente di fatti brutali verso i quali ci sentiamo impotenti. Percepiamo continuamente un ‘mondo folle e crudele’, gravido di minacce e ingiustizie tremende, e per quanto  ciò non ci colpisca direttamente, la nostra psiche ne risente nel profondo. Nella scuola, come nella società non vi è sufficiente assistenza e attenzione psicologica rispetto alla crisi e alla trasformazione dei legami famigliari, sentimentali e sociali. Si aggiunga la mancanza di lavoro, l’insicurezza e il disagio sociale, la difficoltà e la confusione generate dalle ambiguità e invasività delle tecnologie e delle connessioni digitali, che spesso snaturano la vita riducendola ad una competizione freddamente virtuale. Infine una cultura centrata sul consumismo e sul narcisismo genera tendenze volte all’egoismo, all’indifferenza e al disamore verso ciò che è simbolico e disinteressato, in nome del potere, del denaro e dell’immagine.  Ritengo che questa situazione stressogena e destabilizzante colpisca tutti, ma in particolare i giovani, in quanto hanno capacità di elaborazione e difesa non ancora mature, e gli anziani, i quali provano uno spiacevole e disorientante senso abbandonico e di esclusione (trovo che in questi casi la Psicoterapia possa molto aiutare)  I drammi personali e collettivi dunque si intrecciano, generando epidemie di infelicità, incomprensione, caoticità e paura, ad un livello silenzioso e latente, così come in modo gravemente conclamato. Dunque è sempre più urgente una cultura e una pratica democratica della Psicoterapia, ovvero che si esprime e si valorizza nell’ambito di efficienti e accessibili serivizi consultivi e assistenziali nella Sanità pubblica, come in quella privata.

Individuare e riarmonizzare se stessi, nel rispetto e nell’amore verso il prossimo e verso la vita in tutte le sue forme, ci porta a riconoscere la nostra autenticita’ e dà un senso ‘terapeutico’ al nostro stesso esistere. Tutto questo  rende piu’ forti rispetto alle asperita’, ai dolori, alle ingiustizie che la vita reca in un modo o in un altro, e ci rende anche più aperti a ricevere le forze buone, risananti e generative che vengono dagli altri e dall’Universo.

acqua

Fondamenti teorici e culturali 

 Nella pratica clinica (di ascolto, diagnosi e cura), credo che non bisognerebbe essere  ‘fissati’ solo sull’approccio teorico di cui si ha specifica competenza. In tal senso, per quanto io abbia privilegiato una formazione e una metodologia clinica junghiana, faccio il possibile per arricchire le mie conoscenze anche rispetto ad altri orientamenti, sia attraverso le letture e sia nel dialogo con colleghi di differenti scuole e impostazioni tecniche e di pensiero.

In generale ogni tipo di Psicoterapia può essere considerato un metodo di sostegno e di cura attraverso l’elaborazione di una più profonda conoscenza di se stessi e del modo di relazionarsi agli altri e con il mondo. Secondo approcci differenti, grandi psicologi, filosofi e saggi di diverse epoche e culture, hanno raccomandato il “Conosci te stesso”, monito sul quale Socrate pose la pietra miliare dell’intero sapere.  Carl Gustav Jung ha esplorato attraverso la sua Psicologia Analitica il ‘Conosci te stesso’ nelle profondità archetipiche che connettono l’inconscio individuale all’inconscio collettivo. Egli ha allora parlato del “Processo di individuazione” per indicare che l’equilibrio dell’individuo dipende dalla capacità di riconoscere in se stessi ciò che è unico, irripetibile ed individuale, ma anche ciò che è archetipico, destinale e universale, perché è presente in tutti noi: ‘la psiche collettiva’ (per approfondire vedi articolo introduttivo alla ‘Psicologia junghiana’). Jung, attraverso la sua attività di terapeuta e le sue ricerche ha rivelato che, per stare in equilibrio, la nostra ‘natura umana’ ha bisogno di comprendere il suo senso in relazione all’Universo. Perciò ogni essere umano ha un intimo bisogno di una vita non solo legata a fatti materiali e a logiche razionali, ma anche a valori ed esperienze di ordine spirituale e simbolico. Ciascuno di noi è un UNO che nella sua finitezza è rivolto VERSO l’Infinito…  Uni-Verso. La “Psicoterapia individuativa” è una ‘via per individuare il ‘mondo del proprio essere’ e il proprio ‘essere nel mondo’.

In generale, l’ obiettivo di ogni Psicoterapia ad orientamento junghiano non è tanto quello di conformare l’individuo a regole e modelli precostituiti, e quindi di adattarlo a modi di essere e di pensare secondo convenzioni culturali e condizionamenti  che stabiliscono cosa è giusto e cosa è sbagliato… si tratta invece di rispettare le ‘differenze individuali’, di  adattarsi a se stessi, alla propria unicita’ ed individualita’. Essere come si e’, con i propri pregi e i propri difetti, ma sempre nel rispetto degli altri, e cercando di migliorarsi.  Solo cosi’ si diventa piu’ liberi e si puo’ fare del proprio meglio per vivere nel bene, non solo per se stessi, ma anche per il mondo in cui viviamo.  E’ un cammino non facile, ma e’ ragionevolmente quello più libero, generativo ed autentico.  Per percorrerlo  bisogna fare pace con se stessi, cioè non diventare vittime di se stessi,  e quindi comprendere ed elaborare i propri complessi e conflitti consci e inconsci connessi a dinamiche familiari e affettive disequilibrate, difficili e patologiche, così come ad idee, schemi e pregiudizi negativi, distruttivi ed errati.

terra

Cosa cura e a cosa serve una Psicoterapia individuativa?

La parola  ‘Psicoterapia’ la considero sopratutto nel senso di J. Hillman - cioè una pratica per “fare anima”, proprio perché, come lui dice: ‘psicoterapia’ dal greco vuol dire ‘servire l’anima’ (Terapia: ‘servire’ – Psiche: ‘Anima’). Ma in maniera più esplicita e riferita ai quadri esistenziali e clinici la psicoterapia serve a superare:

Stati ansioso-depressivi – traumi sentimentali – dinamiche famigliari e affettive disturbanti – problematiche della coppia – disturbi e problematiche della sessualità – disturbi dell’alimentazione e del sonno – disturbi dell’umore –  dipendenze da sostanze psicogene e da comportamenti autolesivi – fobie e attacchi di panico- problematiche relative all’adattamento sociale e lavorativo – problematiche relative al ciclo di vita (infanzia, adolescenza, terza età) – insicurezze e deficit dell’autostima, manie e mitomanie…  

Come si vede potremmo continuare a proporre un noioso elenco di quadri e dinamiche psicopatologiche, problematiche e disturbanti. Con ciò non possiamo dire che la psicoterapia possa curare ogni disturbo mentale e quindi in certi casi è opportuno che lo psicoterapeuta collabori anche con altri medici e psichiatri (cosa che mi premuro di fare al fine di indicare, qualora occorra, altri professionisti con competenze specialistiche adeguate). Resta comunque il fatto – anche qualora si abbia giovamento dagli psicofarmaci – che la psicoterapia è una via necessaria per ritrovare se stessi, ovvero la fonte di energie risananti che si sono sopite e che pure sono sempre potenzialmente presenti in ciascuno di noi.

E’ sempre più evidente che la psicoterapia è indispensabile per avere cura della salute e dell’equilibrio psicologico e questo anche a prescindere da eventuali disturbi mentali conclamati. Infatti vivere, relazionarsi, amare, esprimersi, appare sempre più difficile, condizionato e falsato, e questo genera molte forme di infelicità e conflitto che, a livello diagnostico possiamo diagnosticare genericamente come Nevrosi. Oggi siamo un po’ tutti ‘normo-nevrotici’ e quando qualche evento o problema acuisce questa condizione abbiamo bisogno di sostegno psicologico e di elaborare cosa ci sta accadendo, per prevenire aggravamenti – esistenziali e/o ’psicotici’ - ed anche per trarne possibilità di trasformazione e di crescita.

Non si tratta di avere la pretesa di raggiungere un ‘centro di gravità permanente’, ma di orientarsi con umiltà, pazienza e fiducia nella conoscenza del mondo interiore.  E’ dunque essenziale esaminare il senso simbolico dei sogni, delle fantasie ed anche dei sintomi disturbanti, non soltanto per diagnosticare le patologie, ma per trarre da esse indicazioni evolutive.

Jung e poi con particolare enfasi anche James Hillman – hanno compreso che le psicopatologie e i disequilibri psichici, non sono solo malattie da debellare, ma anche espressioni del ‘fare anima’ (Hillman) indispensabili affinché ciascuno venga in qualche modo anche ‘costretto’ a conoscere se stesso e quindi l’ anima/psiche, individuale e collettiva. I nostri problemi psichici, interiori e relazionali, possono essere affrontati ed elaborati nel profondo quando comprendiamo che essi sono anche disarmoniche manifestazioni soggettive di costellazioni archetipiche insite nella natura umana. In tal senso i sintomi e i problemi non dipendono solo da noi, infatti, per quanto siano personali, sono connessi a forze archetipiche, insite nella natura umana.

E’ come se ogni psiche individuale fosse l’immagine che si può vedere girando un caleidoscopio. A seconda di come si gira il caleidoscopio viene espresso un ‘complesso individuale’, ma tale ‘complesso’ dipende da ‘componenti’ che sono uguali per tutti gli individui, e questi sono gli ‘archetipi’. Quando soffriamo il nostro ‘caleidoscopio’ va a pezzi e non si riesce più a farlo roteare in modo che possa ridarci una visione riarmonizzante.   In questa circostanza è di grande aiuto ricomporre i ‘pezzi’ alla luce dei miti, delle grandi leggende del folklore, delle fiabe, delle arti e degli insegnamenti spirituali. Tutto ciò ispira la Psicoterapia individuativa e genera metafore terapeutiche che possono essere molto efficaci al fine di fecondare una più armoniosa congiunzione simbolica e immaginale tra le componenti individuali e collettive del mondo interiore.

Quando cadiamo preda di complessi e conflitti, che inducono a stati d’animo, comportamenti e attaccamenti sofferenti,  non è solo per causa di agenti esterni ed oggettivi, ma è  anche perché abbiamo perso la connessione con la radice archetipica della nostra anima/psiche e siamo quindi costretti a ricercarla. Dunque ci perdiamo in noi stessi e dobbiamo ritrovarci: individuarci. Le depressioni, le nevrosi, i traumi amorosi, i lutti, le solitudini, le delusioni, i tradimenti, i soprusi, le angosce e le ansie di ogni tipo e di ogni gravità sono sfide che per poter essere affrontate nel modo migliore, con consapevolezza, coraggio e voglia di reagire,  devono poter ritrovare una connessione e un senso con le forze sovrapersonali e  archetipiche che agiscono dentro di noi. ‘Farsene una ragione’ razionale non basta, occorre anche sviluppare una visione al di là di essa, volta a risvegliare energie simboliche, immaginali e spirituali che permettono alla vita inconscia e al ‘cuore’ di affrontare le difficoltà dal profondo e di reagire con luce e amore.

terraCome offro la ‘mia’ Psicoterapia individuativa

Dopo un CONSULTO TERAPEUTICO - che si compone di 2 sedute  – si decidono i tempi e i modi per effettuare un eventuale ciclo di colloqui, coadiuvati da pratiche immaginative e psicocorporee, e da eventuali attività di gruppo. Talvolta, per svolgere queste attività, possono essere indicati e consigliati Centri, luoghi ed esperti aventi titoli ed esperienze specialistiche. Qualora in seguito al Consulto dovesse risultare consigliabile orientare il richiedente verso altre figure ed ambiti terapeutici, che sembrano più adatti alla sua problematica e alla sua personalità, è sempre mia premura cercare di fornire i migliori riferimenti, soprattutto quelli dei colleghi e dei Centri con i quali sono a diretto contatto.

In seguito al Consulto terapeutico, è possibile concordare un programma basato su circa 10 sedute che può definirsi PSICOTERAPIA BREVE; in altri casi si decide insieme di sviluppare un percorso psicoanalitico la cui durata non è definita e dipende e dagli obiettivi terapeutici che si vogliono raggiungere. In ogni caso è mia responsabilità e competenza consigliare un PERCORSO TERAPEUTICO SU MISURA.

Nel mio stile terapeutico sono portato a stabilire una ‘relazione terapeutica’ che a poco a poco afferma un clima di alleanza e di fiducia reciproca. Questo vuol dire che il mio lavoro terapeutico è centrato sull’ascolto, ma anche sul dialogo. Ritengo ciò determinante affinché possano scaturire emozioni, sentimenti e riflessioni autentiche, nel rispetto dell’intimità, ma anche in una dimensione liberatoria e confidenziale. Il ragionare insieme sui problemi e gli stati d’animo, favorisce lo sviluppo di nuovi punti di vista e quindi cambiamenti interiori e relazionali. E’ tuttavia determinante che il ‘dialogo terapeutico’ si apra anche verso una prospettiva simbolica, che sollecita l”immaginale’, cioè il vissuto del mondo interiore nel suo manifestarsi con immagini più che con parole e argomentazioni logiche. Per parlare all’inconscio, comprenderlo e armonizzarlo, laddove si covano ombre, illusioni, regressioni, fantasmi disturbanti, abbiamo bisogno di sapienti e e creativi linguaggi immaginali, e quindi di metafore terapeutiche e ispirative. Insieme alla comprensione razionale, la via evocativa, simbolica, emozionale è indispensabile per una terapia che tiene conto della natura visionaria, mitica e immaginale del mondo della psiche, a livello personale e sovrapersonale. I cambiamenti e le trasformazioni non avvengono solo attraverso il ragionamento, ma assai spesso attraverso intuizioni che nascono da simboli, emozioni, immagini ed ispirazioni che riescono a toccare e ad illuminare la nostra vita interiore.

Le regole dei colloqui psicoterapeutici si basano sul rispetto della ‘deontologia professionale’ stabilita dall’ Ordine Professionale degli Psicologi.  Si ricorda che il costo della pèsicoterapia è detraibile come ‘Trattamento sanitario’. Per tutte le questioni organizzative relative ad accordi specifici - mi riferisco agli impegni e alle possibilità economiche delle persone che vengono a colloquio da me - cerco di offrire la massima disponibilità, tariffe contenute e tempistiche flessibili.

Per approfondire gli argomenti che qui ho sintetizzato ed altri di tuo specifico interesse puoi consultare e commentare i molti articoli di  Albedoimagination, che oltre ad essere un blog  esprime  un intento e una poetica psico e socio terapeutica alla quale tutti possono partecipare, con le loro rispettive competenze e con testimonianze, suggerimenti, creatività e solidarietà. Il mio lavoro volontaristico attraverso Albedoimagination costituisce un servizio  di ricerca psicologica, culturale ed umana che accompagna con un costante aggiornamento la mia attività di psicoterapeuta. Puoi partecipare ad Albedoimagination commentando gli articoli del blog o anche nel gruppo FB).

Se vuoi ricevere un Consulto terapeutico su una determinata problematica, per poi valutare l’opportunità di intraprendere un  ‘Percorso terapeutico e individuativo’ con il mio sostegno - ed eventualmente anche  di altri esperti e ambienti connessi al Collettivo Culturale di Albedoimagination – contattami attraverso una mail o al telefono (i dati sono qui di seguito e nel presente sito).

Saluti e auguri a te  

Pier Pietro Brunelli

tigre-tao

Cavalcare la tigre e volare. Un simbolo taoista che esprime l’equilibrio acrobatico e virtuoso tra forze terrestri e celesti.
La Via dell’individuazione di se stessi, nel Sé.

PIER PIETRO BRUNELLI

PSICOLOGO – PSICOTERAPEUTA 

               Specialista della comunicazione (Scuola Superiore – Università Cattolica)                     Dottore in Discipline dello Spettacolo (DAMS)

Iscritto all’Ordine degli Psicologi della Lombardia, n. 03/6614 -  Assicurazione Terzi e Professionale/Spese legali Polizza N. 77045930

Riceve principalmente a Milano, occasionalmente a Roma e a Genova. I consulti sono effettuabili anche via Skype o al telefono, previo breve colloquio valutativo, e nel rispetto delle norme e delle raccomandazioni deontologiche.

Informazioni e appuntamenti:  Pietro.Brunelli@fastwebnet.it – cell. +393391472230 

Lo psicodramma di Cassandra

cover-1




Presentazione nuovo libro di  

Pier Pietro Brunelli

Lo psicodramma di Cassandra

Mito, tragedia e psiche nella pre-visione del destino

(Albedo/Lulu, 2017 – per informazioni d’acquisto clicca qui)

cover-1

The broken column by Frida Kahlo

The broken column by Frida Kahlo

La sindrome di Cassandra

La ‘Sindrome di Cassandra’ è una pseudodiagnosi psichiatrica che indica una spiccata e persistente attitudine e vocazione al catastrofismo, alla profezia avverse per se stessi e gli altri. In senso generico e rispetto a manifestazioni di tale Sindrome, più o meno latenti e sintomatiche, possiamo parlare anche di una condizione di ‘ansia-depressiva’ dovuta al presentimento di una qualche fine drammatica, di un evento sciagurato sempre imminente o più ampiamente di un futuro malato e ingrato in generale, e quindi, all’intima sensazione, vita natural durante, che tutto andrà storto, e che l’unica certezza – prima o poi – è data dal dolore e infine dalla morte.

In buona sostanza il paziente/Cassandra non soffre soltanto di un condizionamento interno e/o di una situazione esterna che possono essere effettivamente disturbanti, ma anche della sovra-interpretazione che ne dà. Vi è dunque una qualche implicazione cognitiva ed emotiva a sfondo paranoideo. Tuttavia, come si suol dire anche i paranoici hanno dei nemici…

La Cassandra ‘interiore’ – nell’uomo come nella donna – minaccia un’evoluzione inesorabilmente catastrofica e sente di non poter essere creduta e compresa da nessuno. Perciò questa Cassandra funestatrice e frustrata, si rivolge allo psicoterapeuta al fine di poter prevedere e trasformare il destino prima della catastrofe. Emerge che qualcosa del passato rende inesorabilmente il destino nefasto. Può trattarsi di un ricordo o di un accaduto traumatico, oppure altri eventi e dinamiche che hanno un’origine pregressa, come un una ‘storia famigliare’ e/o sentimentale disturbata che fanno angosciare non tanto per ciò che è stato e che è, ma perché sembrano rendere il destino inesorabilmente nefasto.

Anna Magnani in Mamma Roma

Anna Magnani in Mamma Roma

La Cassandra interiore, nella misura in cui non viene accolta, e quindi non viene compresa e creduta, genera varie forme di difesa nevrotica, psicotica o borderline, con il risultato di mettersi in trappola con le sue stesse mani, affinché si possa inconsciamente dirigere proprio verso ciò che più si teme. In tal modo la profezia infausta si evolve attraverso un ‘pensiero negativo’ che la porta ad auto-avverarsi.

display-image-php_88_orig   Ma il futuro diventa disgraziato, non perché davvero è rovinato, ma perché si viene invasi da presagi negativi. Inoltre, seppure si riesce a parlarne non si viene creduti e neppure considerati in modo empatico e compassionevole. Allora si soffoca nel bisogno di urlare, ma si comprende che sarà invano. Ed è così che le cose peggiorano dal momento che si viene giudicati ‘pazzi’, ‘squinternati’, ‘ scellerati’,  e in qualche modo lo si diventa.  Queste dinamiche costituiscono la manifestazione sintomatica della Sindrome di Cassandra, ma non spiegano cosa la provoca in origine, e quindi quale sia la ‘natura della malattia’ o il ‘suo spirito’. La nostra ipotesi è che alla base della Sindrome di Cassandra vi sia una forte incapacità a simbolizzare, a vedere il mondo non soltanto con gli occhi, ma anche con l’ immaginazione spirituale.  Questo anche perché una tale visione è sempre più difficile da condividere, da scambiare ed esperire insieme agli altri.  I sintomi della Sindrome di Cassandra si manifestano tanto più quanto vi è una lesione o una disfunzione delle possibilità di avere una condi/visione immaginale, trascendente, simbolica e spirituale del destino, nel suo correlarsi tra tempo passato, presente, futuro e fuori dal tempo. Cassandra allora vive la mancanza in un mondo povero di amore e di motivazione spirituale  e lo esprime attraverso presagi catastrofici – cosa che peraltro ha anche un suo senso.

Disponibile on line cliccando sulla copertina

Disponibile on line cliccando sulla copertina

Quando gli esseri umani, come individui, ma anche come gruppi e collettività, non riescono ad esperire una possibilità cosmogonica di Pre-Visione del loro destino, possono diventare esasperatamente preoccupati e ansiosi. Questo non tanto perché non sono sicuri di prevedere il destino, ma di poterlo pre-visionare secondo un senso simbolico, di immaginarlo con uno sguardo interiore mitopoietico e spirituale.  Quando è inficiata la possibilità di ‘patologizzare’ la Pre-Visione del destino, attraverso una visione immaginale quindi a-razionale, misterica, simbolica, evocativa, Cassandra si trasforma in una sindrome sintomatica con caratteri ansioso-depressivi, paranoidei, maniacali ed anche con ricadute psicosomatiche. Uno psicodramma per guarire Cassandra – quale specifico nodo problematico e infausto della psiche -  dovrebbe quindi essere orientato a simboleggiare e ritualizzare piuttosto che a comprendere razionalmente. E poiché vi è una qualche Cassandra in atto o potenziale in ciascun complesso, o nevrosi, o psicosi, la cura dovrebbe essere adatta anche a ‘lei’ e trasmutarsi e valorizzarsi in quanto esperienza animica, divinatoria, propiziatrice.

Cassandra ph Angelo-Cricchilost Found-studio

Cassandra ph Angelo-Cricchilost Found-studio

Nel libro di cui sono autore:  Lo psicodramma di Cassandra (2014/2017),  lo sguardo prevalentemente psicodrammaturgico su Cassandra vuole anche essere esortativo di una una pratica arte terapeutica ‘ispirata’, vele a dire che contempli la possibilità di esperire la Cassandra interiore anche attraverso il corpo, la creatività, il teatro, l’espressione artistica. – da soli e con gli altri. D’altra parte quante Cassandre interiori spaventate e addolorate appaiono negli psicodrammi, nelle costellazioni famigliari, nel gesto di provocazione e denuncia degli artisti e dei movimenti che protestano con il grido entusiastico, ma sofferente di una Cassandra che non viene mai creduta e rispettata?

La Sindrome originaria di Cassandra si è riversata dal mito omerico alla tragedia, fino alla letteratura e al teatro contemporaneo perché rappresenta la fine di un’era in cui la “funzione trascendente”(Jung)  della psiche e più specificamente la possibilità di agirla, di esperirla nell’atto visionario e immaginale, viene cassata dall’irrompere di cultura logico-razionale, volta a cercare di leggere e controllare il destino secondo leggi e strumenti scientifici, oggettivabili, sperimentalmente convalidabili.

La malattia di Cassandra nasce dunque da una letteralizzazione del destino che viene indagato solo al fine di comprendere la realtà fisica, effettuale, piuttosto che la realtà mitica e immaginale che sottende alla psiche e all’inconscio.

cassandra-in-front-of-city-of-troy-by-e-de-morgan-1898La Pre-Visione del destino senza Cassandra

La “Pre-visione del destino” è sempre più l’obiettivo essenziale della scienza e della tecnica, in ogni campo, anche quello più umani: la religione, la psicologia, le arti, la poesia. La Pre-visione è diventata essenzialmente prevenzione, aventi ragioni cautelative e spesso non esenti da calcoli e interessi economici e di parte. L’industria e il business della prevenzione,  fornita da straordinari mezzi tecnici e da pareri esperiti, fiorisce con il progressivo andare in crisi della società e dell’individuo che perisce. Diagnosi e terapie si accaniscono a mutare il destino o soltanto a rallentarne e addolcirne gli effetti. Attraverso osservazioni e analisi scientifiche e calcoli statistici si possono – entro una certa misura – prevedere gli andamenti dei mercati (indici della borsa), le oscillazioni del gusto (audience e trend), le elezioni (exit pool), così come anche possibilmente i terremoti (sismologia), le probabilità di ammalarsi e di morire (esame del DNA), l’orientamento scolastico e professionale (test attitudinali)… tutto ciò non è affatto disprezzabile, infatti in questa evoluzione umana delle capacità prognostiche e predittive c’è qualcosa di meraviglioso, di giusto e di utile, ma a patto che non si debba uccidere la Pre-Visione del destino secondo Cassandra, e che quindi un pensiero logico-razionale-scientifico rinneghi e uccida ogni possibilità di credere e di vivere  e condividere l’esperienza visionaria e immaginale del mondo interiore. Perciò la ‘Sindrome di Cassandra’ reclama  – alla psicoterapia, ma anche agli artisti, ai filosofi, ai teologi e a tutti coloro che vogliono mantenere viva l’anima umana e la conoscenza dell’invisibile mondo interiore che abbraccia il mondo cosmico della totalità e dell’Anima Mundi – non tanto la possibilità di essere guarita e convinta di doversene  ‘fare una ragione’ delle sue problematiche allucinatorie, quanto di poter “patologizzare” (Hillman) e vivere il suo contatto visionario con l’alterità, il ‘non noto’, l’invisibile, il mistero, lo Spirito.

imagesGuarire Cassandra: In šāʾ Allāh

L’Anima mundi del nostro tempo, secondo quello che è il suo Zeitgeist (lo Spirito del tempo) nell’accorgersi che  il pianeta muore, che il destino stesso muore, nonostante le capacità tecnico–scientifiche predittive e riparatorie siano in continua evoluzione -  indica da tempo di rivolgere lo sguardo ad una psicologia orientata all’antropologia, nel senso che possa ripristinare la rielaborazione psichica della realtà attraverso il mito, gli insegnamenti tradizionali, la mente istintuale e spirituale.  In tal senso la ‘cura di Cassandra’  ha bisogno di una dimensione più naturale, primitiva, organica ed anche poeticamente ispirata. Si tratta di una dimensione archetipica, senza tempo e senza confine – la dimensione del Sé (secondo Jung) o del “Fare Anima” (secondo Hillman) -  insita nella natura umana, che favorisce spontaneamente l’esperienza della trascendenza, senza che ciò debba voler necessariamente dire: seguire una religione, un maestro, una disciplina, o un qualche picco spirituale che nella sua somma saggezza resta un vertice, un segno indicatore, un monito essenziale e fondativo, ma non è il processo viaggio visionario che si compie percorrendo i sentieri e i boschi della valle dell’anima.

Narcisismo e dintorni

conferenza-2017-psi




SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO

Conferenza presentazione del libro di Pier Pietro Brunelli

12 settembre 2017

Casa della Psicologia a Milano - Ordine Psicologi della Lombardia

conferenza-2017-psi

Questa pagina è un sommario dei link di Albedoimagination che danno accesso agli studi misul Narcisismo, a cura di Pietro Brunelli (Psicologo e Psicoterapeuta). Si tratta di articoli, libri, conferenze, test e proposte terapeutiche che dal 2010 in poi hanno promosso una nuova e approfondita riflessione sugli effetti ‘vampirizzanti’ (patogeni) delle dinamiche narcisistiche, nella coppia, nella famiglia e nella società.

    Centinaia di migliaia di visite oltre 5000 commenti. Forum assistito gratuito.

E’ gradita la condivisione sui social media per favorire il dibattito e la partecipazione, con l’intento di contribuire ad  una riflessione terapeutica della vita erotico-affettiva.

E’ una questione sempre più importante nel tempo del narcisismo che uccide l’amore…

ma non ce la farà!

ALBEDO

Libri sul tema del narcisismo

di Pier Pietro Brunelli

425 pagine RIZZOLI - in tutte le librerieImmagine1Manuale cover definitivacover ebook

Articoli

Terapia e test

Video conferenze

 

foto-brunelli-albedo

Se desideri iscriviti alla mailing list di Albedoimagination (Collettivo culturale aperto) ed anche al Gruppo pubblico di Albedo per l’Immaginazione attiva in Facebook (Psicoloigia, Arte, Cultura e Solidarietà)

Gruppo Albedo per l'Immaginazione Attiva

Gruppo Albedo per l’Immaginazione Attiva

Archetipi e problemi di famiglia

SACRA-FAMIGLIA-INDIANA




 

120722369-90e97b92-a0da-42a0-a7f2-c12d8967e3c6

Rappresentazione artistica della camminata dei cinque ominidi che hanno lasciato le impronte nel sito di Laetoli (Credit: Dawid A. Iurino/CC BY 4.0)

 

Le origini psico-antropologiche dei problemi in famiglia

Recentemente sono stati scoperti alcuni affaire di una famiglia australopiteca simil-ominide – che visse in Tanzania circa 3,6 milioni di anni fa. Il ‘marito’, diciamo così, era poligamo, infatti le orme rinvenute dai paleoantropologi rivelano una passeggiata di cinque persone, ovvero un maschio, tre femmine, e un bambino. In precedenti rilevamenti erano apparse le orme solo di una coppia con il bambino, così che si era pensato ad una classica giovane famigliola.

Come si vede per indagare sul ‘profondo della famiglia’ – della famiglia attuale, quella nostra e quelle degli altri -  ci affacciamo per qualche istante fino ai tempi di Adamo ed Eva, e più esattamente gettiamo uno sguardo all’era di Lucy e dei suoi amici australopitechi, vissuti anche oltre 4 milioni di anni fa. Ma a che ci serve questa breve visita nel passato remoto? Ad esempio a farci riflttere sulle nostre originarie e connaturate tendenze monogamiche o poligamiche. Ma più complessivamente ci induce a presagire che, nel profondo della nostra coscienza, come individui e come membri di una famiglia, vi sono fattori archetipici che ci influenzano, ci ispirano, ci condizionano e che risalgono al primordiale formarsi della psiche. Gli archetipi secondo Jung sono i formanti dell’inconscio collettivo, ovvero la base psichica inconscia comune a tutti gli individui e relativamente immutabile nel corso dei tempi. Così come il corpo umano si è evoluto, ma ha conservato delle funzioni e delle forme di base, come la postura eretta e i molteplici aspetti morfologici e fisiologici necessari alla vita e alla riproduzione, così anche la psiche si è evoluta, ma ha preservato fattori archetipici comuni a tutti (in tal senso riferibili ad un inconscio collettivo).  Ad un livello sottostante le fantasie, le emozioni, i comportamenti,  gli archetipi hanno funzioni attive, in quanto predisposizioni e configurazioni innate e universali. Dopo tutto anche i primi uomini hanno affrontato le esperienze del dolore, della malattia, della morte, della nascita, del piacere, dell’alternarsi delle stagioni, del sole che nasce e tramonta, e ciò ha determinato una base archetipica insita nella psiche collettiva, dalla quale poi emerge la psiche individuale.  Ciascun essere umano nella sua psiche ha gli stessi ‘pezzi’ così come li ha un caleidoscopio, ma ciascuno lo ruota in modo diverso e così si possono costellare infinite immagini, tutte diverse eppure tutte composte da fattori comuni, ovvero gli archetipi. Così anche la famiglia di ciascuno è una ‘costellazione famigliare’ che a sua volta si posa su una ‘costellazione archetipica’ che ha avuto la sua origine col nascere della specie umana. Comprendere la nostra famiglia d’origine, vuol dire anche avere la capacità di vedere le componenti archetipiche che sono insite nelle origini primordiali della famiglia.

comunicac3a7c3a3oMentre per Freud la vita dell’individuo e della sua famiglia sono da leggersi nel quadro della vita personale nell’ambiente (ontogenesi) per Jung il quadro diventa più ampio e precede l’esistenza individuale in quanto si estende fino alle origini dell’umanità (filogenesi). Alla base dei nostri desideri, comportamenti, emozioni, potenzialità e disturbi psichici ci sono archetipi, cioè predisposizioni innate, delle quali è importante acquisire coscienza, dato che la conoscenza profonda di noi stessi ci aiuta a vivere e a recepire gli insegnamenti della scuola della vita. I nostri problemi, e quelli della nostra famiglia, non dipendono solo dalla nostra esistenza, ma da una remota eredità che agisce dentro di noi, e che ci sovrasta e ci disorienta quanto meno la comprendiamo, e quindi agisce in noi dall’inconscio esprimendosi anche attraverso sintomi e problematiche, che hanno il compito di richiamare la coscienza ai suoi archetipi ereditari. Questa stessa eredità archetipica, se ascoltata e compresa, con un’attenzione al suo linguaggio simbolico, immaginale ed anche spirituale può aiutarci ad individuare la strada giusta per essere noi stessi e per affrontare da un punto di vista più profondo le problematiche famigliari.

Il padre, la madre, i fratelli, le sorelle, i nonni, gli zii, non sono solo quelle persone con le quali siamo legati per questioni di DNA e per via della fatalità del destino, esse determinano in noi un legame archetipico con la vita, un nostro far parte della specie umana, in un tramandarsi di destini e di fatti ancestrali. In ogni epoca la famiglia ha costituito la cellula del tessuto sociale, e ha interagito con esso attraverso formidabili e complessi processi adattivi. La sua funzione fondamentale è sempre stata quella di trasmettere la vita umana, ma con essa anche i suoi archetipi fondativi. La famiglia nell’avviare  alla vita l’individuo non provvede solo ai bisogni materiali, ma anche a quelli psichici, inclusi quelli più elevati che  indicano la possibilità di sopravvivere a se stesso, verso il futuro della specie, ma anche in un spazio sovratemporale ed extraordinario che va al di là di ‘questa vita’ e anela a farsi spirito. In ogni famiglia ed intorno ad essa, e tra le famiglie, c’è sempre un’archetipica lotta tra il bene e il male, ciascuno deve vivere la sua, ed affrontare le sfide del suo tempo. Quindi ogni famiglia nel bene e nel male offre a ciascun essere umano una sfida evolutiva per trovare se stesso. L’ambivalenza degli affetti famigliari, la dura battaglia tra potere e armonia, amore e odio, protezione e dominazione, fiducia e timore, ingenera in ciascun individuo una possibilità personale di confrontarsi con le basi archetipiche della sua soggettività. In altri termini i problemi di famiglia non devono essere pensati solo come qualcosa che va risolto, ma come uno stimolo che per poter essere risolto richiede di rinsaldare l’albero della vita nelle sue radici, in modo che possa Continua

Narciso in famiglia. Indicazioni e avvertenze

Mr. Savethewall




Pier Pietro Brunelli

NARCISO IN FAMIGLIA

14939339_10154140817065914_1236824714304556574_o

Indicazioni e avvertenze

Conflitti, incomprensioni, violenza psicologica tra parenti stretti

Nel 1972 uno dei capolavori della storia del cinema: Ultimo tango a Parigi. La regia è di Bernardo Bertolucci, nomination all’Oscar come miglior regista, nel 1974. I protagonisti, Marlon Brando e una giovane Maria Schneider, appena ventenne. Marlon, alias Paul – quarantacinquenne americano trapiantato a Parigi dopo il suicidio della moglie… lui vuole spiegare a lei qualcosa sulla famiglia… la famiglia è in piena crisi in seguito alla rivolta politica e culturale dei movimenti giovanili del ’68…  è la ‘scena madre dello scandalo’… Paul prende del burro, sveste con veemenza Maria, alias Jeanne, le lubrifica il fondoschiena e infine la sodomizza facendole ripetere:

“Santa famiglia, sacrario dei buoni cittadini, dove i bambini sono torturati finché non dicono la prima bugia, la volontà è spezzata dalla repressione, la libertà è assassinata dall’egoismo”.

 

Mr. Savethewall

Mr. Savethewall

Le complicazioni di Edipo nel ‘Romanzo famigliare’

Da soli non ce la si può fare. Come si fa ‘senza famiglia’, o qualcosa di simile? Cavarsela da soli è dura, o si abbandona, o si è abbandonati… Da sempre gli esseri umani hanno dovuto imparare a stare insieme, aiutandosi o fregandosi a vicenda. La famiglia, nelle sue varie forme, sviluppatesi dall’antichità ai giorni nostri, dovrebbe servire ad aiutarsi meglio. Ma tutto ha un prezzo: le fregature più solenni a volte avvengono tra consaguinei. Egoismo, sopraffazione, manipolazione, raggiro, menzogne, dispetti e misfatti sono da sempre l’altra faccia della famiglia, quella oscura, attraversata da ombre, ansie, invidie ‘complessi psicologici famigliari’.

La tragedia greca è per antonomasia tragedia della famiglia, quale irruzione in essa del dramma storico e viceversa. Così le famiglie sono state prese a immagine del ‘rovinarsi della storia’, o di questa sono state la rovina.

Senza che si arrivi alla tragedia conclamata, la famiglia sembra covare nella sua intima natura psicoculturale un tragedia latente, un dramma interiore ed interpersonale che in gergo psicologico si estrinseca nel ‘Romanzo famigliare’. In questo Romanzo – comune ai membri di una famiglia (con tutte le sue novità e varianti) -  ciascuno, in un modo o in un altro, resta ‘fregato’, o è convinto di esserlo, oppure cerca di fregare, o anche un insieme tra queste possibilità. Tutto ciò pur scambiandosi vari tipi di aiuto e solidarietà, e volendosi bene, anche quando nel contempo serpeggia qualche odio o si traggono vantaggi ‘alle spalle’ dell’altro …da lì il senso della metaforica e perversa scena di sodomia di Ultimo tango, all’insegna di un plateale ‘family fuck off!’. La famiglia, sin dal suo nascere come desiderio di famiglia, o dal suo abortire, presume di accondiscendere a quel potenziale di relazioni psicodrammatiche che la coppia di due amanti, consciamente o inconsciamente, ricerca o rinnega. Unirsi per creare una famiglia… in modo da separarsi.

Quel che oggi sono i ‘resti o le rovine della Sacra Famiglia’ vengono dissacrati o riconsacrati attraverso nuove fantasie e nuove concretizzazione di possibili mondi famigliari, diversi, alternativi, trasversali, transgenici, omoerotici, comunitari, allargati o ristretti… ma comunque sempre in bilico tra il luogo di pace e di protezione affettiva e sostanziale, e la prigione ove si resta intrappolati in un conflitto tra odio e amore, lacrime e sangue del proprio sangue…

La famiglia è un crogiuolo di sentimenti contraddittori, un convitto d’amore che non sussiste senza almeno un po’ di odio, ma che può sussistere quasi senza amore. Per quanto i consanguinei venuti ai ferri corti si possano ripudiare a vicenda, continuano ad essere legati da un sangue psichico che nutre fantasmi morbosi, così che la psiche individuale resta a mollo in una invisibile soluzione miasmatica, che la condiziona e la ammorba. Il complesso di Edipo, tormenta gli individui, le famiglie, la società, il mondo in una catena genitoriale e figliale di odio-amore, egoismo, invidia, gelosia e pur sempre affetto, piacere, godimento e dolore. Eppure bisogna anche chiedersi come Edipo agisce nel complesso, e nel mito. Egli si trascina in una tragedia famigliare perché ogni volta che ha un presagio lo interpreta alla lettera e per evitarlo fugge dea una parte all’altra, e si caccia nei guai. Questo perché Edipo, come lo vediamo nelle pitture vascolari, è sempre ‘in pensiero’, ovvero reagisce ai problemi psichici cercando solo soluzioni logiche, pratiche, razionali. Edipo non è capace di elaborazione simbolica , di mitizzazione. Egli vede il suo dramma famigliare solo in superficie, come concatenarsi di sventurati fatti concreti, non comprende che i presagi oracolari infausti andrebbero interpretati con una sensibilità mitica, estetica, come immagini dall’inconscio della collettività che riverbera in ogni individuo. Gruppo_Di_Famiglia_In_Un_Interno_poster_01Intanto si arrovella di pensieri, prende provvedimenti drastici, o accetta tutto, mentre rimozioni e ri-emozioni gli de-formano la vita nelle ‘complicazioni del suo complesso’   Siamo tutti edipici, non tanto perché Continua

Viaggio immaginale tra inferno e paradiso

enten-hitti




angel-demonUn dono di grande ispirazione per tutti da Albedoimagination: un Viaggio Immaginale attraverso tre audiovisivi con la straordinaria colonna sonora di ENTEN HITTI diretto da Pierangelo Pandiscia, ispirato al libro di Pier Pietro Brunelli Se l’amore diventa un inferno (Rizzoli, 2016).

CIASCUNO HA IL SUO INFERNO DENTRO SE’, MA CIASCUNO PUO’ TRASFORMARLO ATTRAVERSO IL SUO PURGATORIO E IL SUO PARADISO

Attraverso i seguenti audiovisivi potrete effettuare un’esperienza immaginale seguendo le indicazioni che sono nel  PDF  (CONTIENE PERCORSO DI AUTOARTHERAPY -clicca QUI)  - oppure semplicemente facendosi toccare dalla musica, dalle visioni, e quindi da una personale percezione emozionale, ricettiva, sensibile e spontaneamente trasformatrice.

Il primo video esprime le tinte cupe, angosciose, ambigue dell’inferno. (15 min. circa). Non ha l’obiettivo di rattristare o di intimorire, ma di farci visitare con una consapevolezza emozionale e simbolica,  estetica, ed estatica, aperta all’immaginazione e alle sensazioni, le zone d’ombra che abitano l’anima umana, quella individuale, di ciascuno di noi, e quella archetipica dell’umanità e dell’inconscio collettivo. Quando noi riusciamo in qualche modo ad esprimere questa Ombra, con una consapevolezza simbolica, spirituale, trascendente possiamo acquisirne coscienza in modo più elevato e con un linguaggio più vicino all’anima-psiche. Questo aiuta a  depotenziare gli aspetti inconsci dell’Ombra che, a seconda delle fasi o di un periodo della vita, possono diventare particolarmente perturbanti e dare luogo a sintomi, disequilibri, insicurezze, relazioni difficili e disturbanti. Esplorare l’Ombra in modo ‘immaginale’ aiuta a conoscerla e a contenere la possibilità che essa agisca in noi inconsciamente come negatività e debolezza. In senso alchemico l’Ombra corrisponde alla Nigredo, è un’oscurità problematica, ed anche mortifera, ma che contiene un senso trasformatore e rigenerate. Come dal fango nasce il fiore di loto, dalle spine viene la rosa, dalla notte viene l’alba, così la Nigredo, se viene compresa nella sua simbolicità animica è un passaggio dalla morte interiore alla rinascita.

Watch this video on YouTube.

Il secondo video trasporta attraverso il purgatorio.  (10 min. circa) La musica e le immagini sono sempre caratterizzate da un certo grado di malinconia, di crepuscolo e sofferenza… ma iniziano i primi colori di vita, è una trasformazione sofferta, tra fuochi e nevi che si sciolgono, tra paesaggi ancora difficili, ma dai quali sorge un primo sole che squarcia le nubi… L’atmosfera purgatoriale comporta la presa di coscienza dei motivi profondi della sofferenza. Riguarda la messa in discussione di sé, l’autocritica e l’accettazione, per quanto si siano subiti torti da parte degli altri. Si tratta di una sfida dolorosa per ri-conoscere se stessi e guardare gli altri in modo meno giudicante e più comprensivo delle loro difficoltà, per quanto siano stati o appaiano negativi.  Da questo processo di analisi e di visione spirituale su ciò che è il bene e il male, e su come talvolta non si possa essere giudici assoluti del bene e del male, in quanto bisogna vederli in un intrecciarsi trasformativo, ecco che inizia un processo di guarigione, di ‘integrazione dell’Ombra’, la quale può essere orientata in un processo fecondo, di sacrificio simbolico, di espiazione rigenerante. Immagini e musica evocano un a sorta di rituale purificatorio, che costa fatica e impegno, ma che apre ad una liberazione da ciò che pesa e offusca l’anima-psiche. Gli alchimisti riferivano questo processo di elaborazione che va dall’Ombra verso il Sé alla fase dell’ Albedo. E’ come un doloroso ripartorirsi e rinascere verso una ‘nuova Alba’… una fase che corrisponde ad una ‘preghiera psicologica e poetica’ dedicata ad evocare il principio di guarigione interiore.

Watch this video on YouTube.

Il terzo video evoca la visione che dal Paradiso Terrestre si può ricevere dal Paradiso Celeste. (10 min. circa). Il primo è immanente, ed è un’esperienza alla quale ogni vita si può avvicinare e consiste nell’entrare in ‘contatto sensibile’ con una dimensione spirituale di amore e di pace trascendente. Il Paradiso Terrestre si riferisce al benessere esteriore, ma a una condizione dell’anima-psiche che si centra nel Sè: l’archetipo che unisce l’individuo all’universo, che fa percepire di essere se stessi e di far parte del tutto. Questo dà grande forza e gioia. La psicoterapia può essere intesa come l’avvio di un processo interiore di conoscenza e trasformazione di sé  che aiuta a ridiscendere all’inferno, rivisitarlo, per poi elaborarlo risalendo dalle aspre pendici del purgatorio, verso le sommità del Paradiso Terrestre. Perciò le immagini e i suoni di questo video evocano ispirazioni angeliche, in qualche modo anche ingenue, ma comunque volte a indurre uno stato di pacificazione e di quiete dal quale è possibile lasciarsi toccare da qualità più luminose e sottili, ed in tal senso paradisiache. Questa evocazione paradisiaca vuol richiamare nell’anima-psiche il compimento della fase alchemica dell’Albedo: il  rinascere del sole nell’anima, quale simbolismo del Sé, e della Rosa dei Beati che si apre nel mondo interiore più intimo e nel contempo più universale.

Watch this video on YouTube.

a-tutti-gli-uraganiIl progetto Enten Hitti nasce nel 1990 come laboratorio sonoro volto a sperimentare le intersezioni fra elettronica, musica rituale ed etnica e poesia contemporanea. Pierangelo Pandiscia e Gino Ape ne sono i fondatori; essi spaziano dalla Paleografia musicale all’informatica, dai suoni elementari alla musicoterapia, dal teatro di ricerca alla performing arts. La storia di venti anni di attività parte da un’impostazione più rock in cui si nota l’influenza di gruppi come Tuxedomoon, Can e Penguin Cafe Orchestra.

Enten-hitti173Dal 2000 in poi prendono corpo attività più sperimentali fra musica preistorica e installazioni sonore.In questi anni vengono autoprodotti diversi CD e realizzati decine di concerti in festival e locali storici (Link di Bologna, Baraonda di Massa, Bloom di Mezzago, Circolo degli Artisti di Roma, Tunnel di Milano, Festival di RAdio Onda d’Urto, ecc.).

enten-hittiMoltissimi gli incontri, gli amici e le collaborazioni, dalle Officine Schwartz a Paolo Bandera ed Eraldo Bernocchi (Sigillum S), da Massimo Zamboni e Giovanni Lindo Ferretti, alle esperienze sui mistici del Duecento con Franco Battiato, dalla ricerca sulla musica preistorica seguendo Walter Maioli e Art Of Primitive Sound alle contaminazioni teatrali col Teatro de Los Andes, l’Odin Teatret e il Workcenter di Jerzy Grotowski.

humana_copertinaPartecipano ai Simposi di Arte Preistorica e Tribale organizzati dal Centro Camumo di studi preistorici dal 1997 al 2002 e compiono viaggi di ricerca in India con i cantori tribali BAUL(1995-1997), in Nord Africa con la Confraternita Gnaua(Marocco) ed Essaiura (Tunisia), in Mongolia, Messico e Siberia facendo pratiche sciamaniche.

(da WIKIPEDIA maggiori info in : https://it.wikipedia.org/wiki/Enten_Hitti

Articolo di approfondimento e video in Albedoimagination. LA MUSICA INTERIORE

5598164538_c61b20451e

DISCOGRAFIA 1996 – Giant Clowns of the Solar World (AMPLEXUS) -1997 – Giganteschi pagliacci del mondo solare (CPI/POLYGRAM)- 1999 – Musica Humana- 2000 – La conferenza degli uccelli- 2003 – A tutti gli Uragani che ci passarono accanto - 2011 – La solitudine del sole (ALIODIE Hic sunt leones)- 2015 – Fino alla fine della notte (ALIODIE Hic sunt leones) - 2016 – Musica humana (Lizard Records)

Watch this video on YouTube.

9788821440700_0_0_1592_80

FONDAMENTI PSICOTERAPEUTICI

Nei termini della psicoterapia junghiana il grande processo di guarigione ispirato a Dante , tra inferno, purgatorio e paradiso, è stato rivelato e introdotto nella pratica clinica per la prima volta dalla Psicoanalista e Pediatra Adriana Mazzarella nel libro ALLA RICERCA DI BEATRICE – DANTE E JUNG (1991/2015).

Presentazione e test gratuito Amore, Inferno e Paradiso http://www.albedoimagination.com/2016/09/5505/

 Il libro  di Pier Pietro Brunelli (Psicoterapeuta) SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO (Rizzoli , 2016)  ha ispirato la realizzazione concettuale e audiovisiva della proposta qui presentata di Viaggio Immaginale e Autoartherapy   con Pierangelo Pandiscia (Musicoterapeuta e direttore di Enten Hitti).

Pier Pietro Brunelli ha curato il Montaggio e lo Script  (sceneggiatura), in modo da far risaltare la Drammaturgia sonora di Enten Hitti e Pierangelo Pandiscia.

INFO e WORK IN PROGRESS

Gli audiovisivi in questa fase sono stati realizzati con tecnologie povere (artigianali) ma potranno essere rielaborati attraverso contributi e proposte a livello artistico e performativo   (fotografia, pittura, film, teatro).

INCONTRI, EVENTI E SEMINARI

Il COLLETTIVO ALBEDOIMAGINATION è disponibile a realizzare con ENTEN HITTI attività esperienziali e partecipative presso Centri e Associazioni. Le documentazioni e i video qui presentati sono quindi da considerarsi gli elementi per realizzare laboratori di gruppo ad orientamento drammaterapeutico e musicoterapeutico.

TERAPIA INDIVIDUALE

Se lo si desidera si può essere seguiti anche con sessioni e percorsi di psicoterapia e musicoterapia individuale che prendono l’avvio dal ‘Viaggio immaginale’ qui proposto

Per informazioni contattare Albedo per l’immaginazione attiva – cell 3391472230 o scrivere a Pietro.Brunelli@fastwebnet.it Oppure Pierangelo Pandiscia ENTEN HITTI pagina FB   

 

SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO (+ AIP Test gratuito)

Rizzoli -in tutte le librerie (425 pag.)




SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO

Pier Pietro Brunelli

(Rizzoli, 2016.)

Nuovo libro per il benessere psicologico della vita amorosa (450 pagine, in tutte le librerie)

Clicca quisconto Amazon e arriva a casa in un giorno

COPERTINA LIBRO

 Test gratuito AMORE, INFERNO E PARADISO

Clicca  sull’immagine qui sotto per scaricarlo in PDF con la presentazione del libro

Dettaglio  scritto AIP

(TdN) Trauma da Narcisismo. Il senso di quella piccola “d”

Marina Abramović




 Pier Pietro Brunelli

(TdN) Trauma da Narcisismo… ma da che dipende? 

Quando nel 2010 ho proposto pSadness-49-450x600er la prima volta  l’ipotesi diagnostica di Trauma da Narcisismo (TdN) nelle relazioni amorose, attraverso la rete si  è aperta spontaneamente una  nuova via di comprensione sulle dinamiche narcisistiche e borderline nelle relazioni di coppia. Ciò mi ha fatto molto piacere, ma sin dall’inizio mi sono preoccupati di quelle che potevano essere interpretazioni ed usi del concetto di TdN in modo fuorviante ed errato.  Inoltre  mi rendevo conto che il concetto di TdN implicava una questione cruciale circa la etiologia della malattia mentale. Cioè da dove vengono? Sono di origine organica o sono psicogene? Derivano dall’ambiente o sono innate? Dipendono da un insieme di cause? In effetti la sigla TdN è importante per quella piccola d, in quanto propone che vi sia un certo stato di condizione traumatica e post-traumatica che deriva dal Narcisismo.

Rizzoli -in tutte le librerie (425 pag.)

Rizzoli – in tutte le librerie (428 pag.)

Moltissime persone hanno interpretato quella N, non come Narcisismo, ma come Narcisista. Cioè hanno inteso che quel Trauma lo subisce una persona a causa di un Narcisista. In effetti io ho molto insistito sull’effetto disturbante e traumatizzante di un partner con uno stile di personalità narcisistica nei confronti dell’altro partner. In termini immaginali e metaforici, secondo l’uso diagnostico-terapeutico della psicologia junghiana, ho impiegato la figura del vampiro per evocare una dinamica amorosa vampirizzante e quindi psicologicamente dissanguante per il partner vampirizzato.

Marina Abramović

Marina Abramović

Tuttavia ho sempre insistito sul fatto che il partner vampirizzato che subisce il TdN, Continua

Amori patologici – conferenza di Pier Pietro Brunelli

Love




 

Manuale cover definitiva

Immagine1

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Conferenza/Seminario di Pier Pietro Brunelli AMORI PATOLOGICI TRA DIAGNOSI E TERAPIA -  spazio Mondadori – Karmanews 15 marzo 2016 – a cura di Manuela Pompas

Parte 1

Watch this video on YouTube.

Parte 2

Watch this video on YouTube.

Parte 3

Watch this video on YouTube.

Parte 4

Watch this video on YouTube.

Parte5

Watch this video on YouTube.

Parte 6

Watch this video on YouTube.

 

Mi scuso, ma per le ragioni che se vorrete potrete leggere devo inserire il seguente link:

 MONITO CONTRO I PLAGIATORI E I VAMPIRIZZATORI DI ALBEDOIMAGINATION E DEGLI SCRITTI DI PIER PIETRO BRUNELLI

Relazioni pericolose. Videoconferenza di Pier Pietro Brunelli

Banner Consulenza di Coppia1




Seminario RELAZIONI PERICOLOSE
Università Europea di Roma 10/11 ottobre 2014

Intervento di Pier Pietro Brunelli Psicoterapeuta :   Devianza e andamenti delinquenziali nelle dinamiche borderline e  narcisiste di coppia.

Watch this video on YouTube.

Watch this video on YouTube.

Watch this video on YouTube.

 

Manuale cover definitiva

Immagine1     Questi libri sono disponibili con spedizione al proprio domicilio  in circa una settimana (e con varie modalità) . Si può ottenere sconto sulle spese di spedizione, iscrivendosi con una account a www.lulu.com , e richiedendolo con una mail all’ufficio ordini nel sito.

Bugiardi, ipocriti e manipolatori affettivi, saperne di più per potersi difendere

bugiardi_vampiri




NARCISISMO E TRAUMA SENTIMENTALE

Il narcisismo patologico e la ferita narcisistica nel ‘vampirismo affettivo’.

Leggere  questo articolo e se si vuole parteciparvi con commenti,  può essere di grande aiuto a voi e ad altri, ma una prima raccomandazione importante è la seguente: si tratta di informazione partecipata e non di psicoterapia o consulenza online (informazione divulgativa, ma concepita attraverso testi aventi valore scientifico e filosofico). Perciò fatene buon uso, non traete conclusioni affrettate, non fate scelte avventate, non giudicate nessuno e non sentitevi giudicati. Per ogni perplessità cruciale, fate riferimento a specialisti oppure chiedete un consulto personalizzato (info: http://albedoimagination.com/)

incubusAl termine dell’articolo collegamenti a video you tube con Pier Pietro Brunelli su Narcisismo patologico e trauma sentimentale (si consiglia di leggere prima l’articolo e i commenti). Continua

Il vittimismo patologico

Photo-Manipulation-Lady-Down-to-the-Water-L1




di Pier Pietro Brunelli e Elisabetta Lazzari

Una riflessione per comprendere le vittime di se stessi… gettando la colpa sugli altri.

arroganza_ombrelliINTRODUZIONE

Le persone che si comportano in modo vittimistico vivono in una persistente e involontaria sfiducia verso gli altri e verso le possibilità positive della vita, attraverso l’irrigidirsi di meccanismi difensivi disfunzionali. Queste persone possono essere   aiutate a migliorare la propria condizione generale di vita e la propria autostima quando si comprendo le ragioni psicologiche profonde del loro disagio interiore che le induce ad accusare gli altri e a non vedere mai le proprie responsabilità. Il recupero dell’autostima è fondamentale per uscire dal vittimismo patologico, ma a tal fine bisognerebbe essere capaci di un minimo di autocritica, cosa che purtroppo non c’è, o al massimo è simulata. Per diverse ragioni il comportamento vittimistico può essere considerato come una particolare forma di ‘narcisismo patologico’ che amplifica l’immagine dell’ego attraverso l’acquisizione di un potere sugli altri basato sulla colpevolizzazione, il ricatto affettivo, l’esaltazione del proprio Io attraverso la sofferenza effettiva, ma anche ingigatita, iperesibita e talvolta simulata.

Non esiste una diagnosi di ‘vittimismo patologico’, ma l’intento dell’articolo è di indagare e far discutere sugli aspetti patologici del vittimismo. Tuttaviaper comprenderci chiameremo genericamente ‘ vittimista patologico’ chi adotta uno stile comportamentale come quello di cui qui ci occupiamo.

La letteratura psichiatrica non parla esplicitamente di “vittimismo patologico” né come sintomo, né come disturbo di personalità… Un’etichetta psichiatrica che si può avvicinare è la “Sindrome di Munchausen” (vedi Wikipedia.org Sindrome di Münchhausen)nella classe dei cosiddetti Factitious Disorder (Wikipedia.org Factitious  disorder)…… ma per quanto queste etichette possano essere riferite al vittimismo, essendo quadri generali non vanno a cogliere il processo interiore delle persone che è estremamente soggettivo. Cerchiamo qui di comprendere cosa c’è di pesante e dannoso nel vittimismo, per gli altri e per le vittime del vittimismo stesso.

lupo_agnelloQui non si parla del malato immaginario e neppure della persona che fa finta di star male, qui si parla di persone che hanno una difficoltà ad esprimere le loro pene, ansie, dolori, preoccupazioni e sintomi anche reali in una modalità che non risulti affliggente per gli altri e per loro stessi. Non se ne rendono conto, non lo ammettono, non possono farne a meno, per cui esprimono il loro malessere in un modo frustrante e a volte più o meno aggressivo verso gli altri, e purtroppo in particolare verso chi li aiuta o li potrebbe aiutare. Non conoscono il senso di ‘aiutati che Dio ti aiuta’, e, in fondo, temono che richiedere aiuto voglia dire essere preda dell’aiutante, considerato più forte, alquanto ambiguo, e quindi anche da invidiare e difensivamente aggredire. Questo può essere un modo di reagire ad un’infanzia che per quanto abbia avuto una facciata sana e accettabile è stata vissuta, sul piano degli affetti e della fiducia, in modo alquanto ambivalente e pericolante. Nel vittimismo patologico allora si può rivivere l’ansia di non essere mai stati aiutati veramente da qualcuno con piena fiducia e reciproca disponibilità, in quanto da bambini non era così, e l’ambiente domestico e/o scolastico era percepito nella sua sostanziale ambiguità e inaffidabilità psicologica. Da ciò deriva che nel vittimismo patologico si crede che nessuno possa o voglia davvero aiutare e che tutti in fondo se ne fregano. Allora avviene che nel vittimismo patologico si esasperi la richiesta di aiuto implicito manifestando in modo sempre esasperato e continuo i propri dolori e bisogni frustrati – e al di là che siano veri o no, o che siano esagerati – si getta tutto ciò addosso all’altro che pure vorrebbe essere d’aiuto. Un’immagine è quella che la persona che si tenta di aiutare tenta a sua volta di graffiare e mordere chi la vuole aiutare e al fine la accusa anche di non averla voluta davvero aiutare o, come minimo, di colpevole incapacità… Parliamone insieme nel blog, c’è molto da comprendere…

Continua

Influenze genitoriali e amori sbagliati

genitori-figli




 Quando gli ‘oggetti di attaccamento primari’, – i genitori – generano un deficit, un disequilibrio, e incomprensioni di diversa natura, poi risulta più difficile un legame con un partner compatibile. Però la psicoterapia serve proprio ad emanciparsi dalle influenze genitorialei negative, e a anche a scoprire che comunque si può trarre esperienza e consapevolezza elaborando il nostro vissuto infantile e approfondendo nell’analisi la conoscenza dei nostri genitori, i quali a loro volta sono stati bambini, e a loro volta hanno ereditato problematiche.
Il quarto comandamento che recita ONORA IL PADRE E LA MADRE più precisamente: “Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio” (Libro dell’Esodo 20,12). secondo un ‘interpretazione etimologica più originaria vuol dire infatti, CONOSCILI A FONDO, SCOPRI PERCHE SONO STATI COSI’, SCOPRI DA DOVE VENGONO perché così potrai poi scegliere più liberamente la tua strada. Tutti sanno infatti che la Bibbia è anche (nel vecchio Testamento) una immensa narrazione di genitori e figli a loro volta genitori e figli, e ciò può essere interpretato anche in termini di analisi del rapporto con i nostri genitori, che appunto ci emancipa e ci libera dalle loro influenze negative, o addirittura ci può consentire anche di trarne vantaggio. Continua

Avrò certamente qualcosa di male!

Allen




Il malato immaginario

Ipocondria-vignettaL’ipocondria, è una preoccupazione eccessiva ed immotivata rispetto al proprio stato di salute, basata su una ipervalutazione in negativo di lievi disturbi fisici. Ciò può provocare anche una accentuazione di sintomi fisici di lieve entità, con una conseguente ulteriore intensificazione di uno generale stato ansioso-depressivo dovuto alla paura della malattia ma anche ad altri fattori di carattere nevrotico o anche organico. Quando i sintomi fisici non sono presenti, ma il paziente si sente in una situazione di forte pre-allarme rispetto ad una loro possibile comparsa, allora è più corretto parlare di patofobia, cioè della ingiustificata paura di sviluppare una grave malattia. Talvolta l’ipocondria può essere anche ‘rovesciata’, nel senso che essa sussiste a livello inconscio, ma non emerge, se non come formazione difensiva reattiva che si traduce nella assoluta non curanza della propria salute. In termini psichiatrici l’ipocondria può essere considerata una sindrome caratterizzata anche dall’accusare sintomi fisici sproporzionati rispetto ad una malattia organica eventualmente dimostrabile, dalla paura di ammalarsi o di essere malati, e dalla eccessiva ricerca di cure mediche.

A seconda delle situazioni possiamo diventare tutti un  po’ ipocondriaci. Ma a prescindere dai motivi di reale preoccupazione è bene comprendere che questa si amplifica perché l’ipocondria consente di dare sfogo ad un conflitto interno non ben riconosciuto (una nevosi) che viene spostato su sintomi corporei. In buona sostanza una problematica interiore che non si riesce a riconoscere e ad affrontare viene vissuta attraverso una somatizzazione o una condizione di eccessiva preoccupazione ed ansia sui i sintomi somatici (che talvolta possono anche essere banali manifestazioni corporee scambiate per sintomi).

tartufoSe le idee ipocondriache dovessero perdurare nel tempo (nonostante le rassicurazioni di carattere medico) o dovessero addirittura proporsi in modo delirante, o in forma di ruminazione ossessiva, è indispensabile considerare il soggetto effettivamente malato, ed è quindi necessario individuare il quadro diagnostico generale da cui emergere il disturbo ipocondriaco e provvedere ad una terapia, che può essere di natura psicoterapeutica, o anche psicofarmacologica.

Dice Jaspers:

“Quantunque l’individuo non sia infermo fisicamente, tuttavia non è un simulatore. Si sente realmente malato, il suo corpo si modifica effettivamente ed egli soffre come infermo. Il malato immaginario è, in modo nuovo, proprio per la sua natura, veramente malato” (Jasper, K. Psicopatologia generale, 1913-1959)

Nevrosi e ipocondria

 Secondo Freud l’ipocondria è una forma di “nevrosi attuale”  cioè quelle nevrosi che hanno la loro causa non solo nei conflitti psichici della vita infantile (“psiconevrosi”), ma anche in uno stato di insoddisfazione sessuale contingente e che perdura nel tempo. La nevrosi attuale genera a livello inconscio uno stato d’angoscia e un senso di colpa fluttuanti, ovvero una situazione conflittuale che si sviluppa dalla contraddittorietà tra i desideri che provengono dagli strati più profondi dell’inconscio (l’Es), e le idee repressive e moralistiche provenienti dal Super-Io. Al fine di costruire una difesa contro questo conflitto nevrotico, il soggetto cerca un modo per rigettarlo e quindi esprimerlo. In altri termini, la psiche cercano vie per spostare uno stato di sofferenza da un livello inconscio ad un livello più vicino alla coscienza, la quale dovrebbe poter riuscire ad intervenire nel conflitto interno, non essendo completamente occultato nell’inconscio. Poiché tale operazione difensiva molto spesso non riesce (dato che il paziente compie tale processo difensivo senza un orientamento realmente cosciente e consapevole), essa sviluppa una nevrosi che può essere di carattere fobico. La fobia, cioè la paura eccessiva di qualcosa, deriverebbe dallo spostare un disagio e una paura che provengono da oggetti interni (cioè da questioni inconsce) su un oggetto esterno di cui si può essere consci. In un certo senso si desidera di aver paura di questo oggetto piuttosto che di ‘covare’ la paura intorno a qualcosa di cui non si ha coscienza e con cui non si è in grado di confrontarsi. Molto spesso questo oggetto ‘esterno’ da cui paradossalmente si desidera aver paura è il proprio corpo, che viene vissuto come bersaglio costante della malattia. Questo processo viene definito anche come somatizzazione, per cui sentimenti psichicamente dolorosi vengono trasformati in preoccupazioni di carattere salutistico, nel quadro di un generale stato ansioso-depressivo, che si esprime prevalentemente con ideazioni e atteggiamenti nosofobici/patofobici (paura delle malattie).

cambiopannolino.600Un’altra concezione sull’origine della ipocondria può essere riferita alle considerazioni che Bion ha sviluppato circa la relazione madre-bambino. Compito della madre primario, non è solo quello di dare cibo e amore al bambino, ma anche di curarlo nel senso di ‘purificarlo’ da quelle che sono le sensazioni e le produzioni sgradevoli del suo corpo. Pulire il sedere al bambino, ad esempio, lo fa sentire protetto rispetto alla possibilità che il suo stesso corpo possa determinare dolore e fastidio. Se per qualche ragione, non necessariamente dovuta all’incuria della madre, ma ad una qualunque situazione che abbia potuto generare un deficit nella percezione dell’accudimento, tale funzione materna protettiva e purificante non si è ben radicata nella psiche del bambino, una volta adulto tenderà a percepire come potenzialmente più pericolosi i sintomi lievi e a considerare il suo corpo più incapace di reagire.

Vi è poi un’ulteriore considerazione sull’ipocondria da un punto di vista junghiano ed archetipico. Essa sembrerebbe il sintomo di un disequilibrio che non riguarda direttamente la relazione con il materno della propria infanzia, ma con le forze materne originarie, con la Grande Madre. Essa è per sua natura ambivalente in quanto dà la vita, ma anche la morte e solo attraverso una dimensione simbolica tale ambivalenza può essere armonizzata. Per cui l’ipocondria indicherebbe una carenza e una disarmonia della propria relazione simbolica e spirituale con il mondo, e quindi anche un conflitto tra quelli che sono i propri principi e valori, che possono essere anche di elevato senso simbolico e spirituale, ed uno stile di vita che li tradisce, non li incarna sufficientemente nella quotidianità e nel modo di compensare lo stress e la povertà simbolica della vita di tutti i giorni e quella che si desidera nella visione del futuro.

Perciò una buona psicoterapia, capace di sciogliere le nevrosi, ma anche di accogliere i contenuti problematici e dolorosi del paziente al fine di restituirgli possibilità di rielaborazione e di trasformazione, è determinante per una cura efficace dell’ipocondria. Nello stesso tempo è fondamentale ripristinare una relazione simbolica con ‘madre natura’ ed in particolare con la sua energia lunare che riguarda gli aspetti mitici e immaginali della salute psicosomatica. Ciò a prescindere da quelle che sono le proprie eventuali scelte religiose, in quanto qui si parla di porsi nella condizione di elaborare una propria relazione simbolica con forze archetipiche originarie che riguardano il materno originario di ogni cosa vivente, e quindi anche del proprio Sé.

iside

INNO A ISIDE
(La dea madre lunare)
Perché io sono la prima e l’ ultima
Io sono la venerata e la disprezzata,
Io sono la prostituta e la santa,
Io sono la sposa e la vergine,
Io sono la madre e la figlia,
Io sono le braccia di mia madre,
Io sono la sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono la donna sposata e la nubile,
Io sono Colei che dà alla luce e Colei che non ha mai partorito,
Io sono la consolazione dei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
E fu il mio uomo che nutrì la mia fertilità,
Io sono la Madre di mio padre,
Io sono la sorella di mio marito,
Ed egli è il mio figliolo respinto.
Rispettatemi sempre,
Poiché io sono la Scandalosa e la Magnifica.
III- IV secolo avanti Cristo,
rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto.

Sintomi e ipocondria

I più comuni sintomi fisici implicati nell’ipocondria sono: muscolo-scheletrici, gastrointestinali (indigestione, costipazione), cefalee. Le parti del corpo più afflitte sono in genere: la testa e il collo, l’addome e il petto, ma anche orecchio, naso e gola, possono essere colpiti da tipici sintomi fisici di esclusiva derivazione psicogena. Talvolta la fobia ipocondriaca può riguardare anche l’ipotesi di essere affetti da malattie mentali, e quindi dal timore di essere pervasi dalla follia. Nelle sue forme più acute e prolungate l’ipocondria deve dunque considerarsi non tanto come un disturbo fisico fine a se stesso, ma come una sindrome sintomatica di uno stato ansioso-depressivo generale, che può manifestarsi anche con sintomatologie parallele a quella ipocondriaca.

sincronicidadOra non intendiamo dire che se si hanno dei sintomi vanno sottovalutati o siamo solo immaginari, ma che la loro interpretazione e valutazione viene ingigantita dall’ipocondria, la quale può diventare assai più disturbante dei sintomi stessi. Inoltre anche per meglio affrontare la malattia, attraverso un maggior equilibrio emotivo, di certo l’ipocondria non è una buona cosa, in quanto fa aumentare stress e posizioni depressive, rendendo la situazione più penosa e l’organismo relativamente più debole.

Al fine la guarigione dal’ipocondria non dipende dal curare con accanimento i sintomi e quanto meno di non curarli con quell’ansia eccessiva dalla quale si può essere travolti, ma di riarmonizzare il proprio mondo interiore e la propria relazione con la natura, in senso simbolico e vitale; ciò del resto contribuisce anche a migliorare la propria condizione psicofisica e quindi ad affrontare i problemi di salute con maggior equilibrio.

Ipocondriaci: attenzione ai medici… e viceversa.

z-alberto-sordi-12Va considerato che il concentrarsi del paziente su sintomi somatici, i quali occultano quelli emotivi e cognitivi, crea una sorta di ‘collusione’ con il sistema sanitario, che per la sua impostazione teorico pratica tende alla somatizzazione. In tal senso si deve evidenziare che c’è il forte rischio che il medico ‘creda’ alla narrazione del paziente – solo, o prevalentemente – in termini di disturbo fisico, ed in tal senso si faccia promotore di analisi e di terapie esclusivamente centrate su fattori di carattere organico. In tal caso la relazione con il medico può diventare ‘iatrogena’, cioè può fortificare la sindrome ipocondriaca del paziente. D’altro canto va anche detto che ipocondria ed effettiva malattia fisica possono coesistere, per cui, al fine di escludere ogni dubbio circa lo stato di salute fisica del paziente, si dovrebbe orientare la diagnosi in una duplice prospettiva, sia psichica e sia organica.

Per consulti gratuiti on line scrivi a Pietro.Brunelli@fastwebnet.it e visita presentazione http://www.albedo-psicoteatro.com/

Depressione, ingiustizie e mali globali

hesselindignezvous




Il peggiore degli atteggiamenti è l’indifferenza, dire “io non posso niente, me ne infischio”. Comportandovi così, perdete una delle componenti essenziali che ci fa essere umani. Una delle componenti essenziali: la facoltà di indignazione  e l’impegno che è la diretta conseguenza. 

(Indignez-vous, Stéphane Hessel, 2010)

IGNAVIA, NARCISISMO O INDIGNAZIONE? download

Che effetti ha sulla nostra psiche constatare che il mondo è così pieno di ingiustizie, dolore, disumanità? Miseria,. guerre, morte in mare degli immigrati, persecuzioni, inquinamento… E’ inevitabile che tutto ciò abbia una sua ripercussione nell’inconscio collettivo e diventi causa inconscia di varie forme di depressione a livello individuale. Affinchè ciò non avvenga si è indotti a ‘fregarsene’, a diventare narcisisti spietati, che si interessano solo del proprio ego, fino al punto di contribuire, nel piccolo e nel grande, ad esasperare il clima di ingiustizia e a considerare gli altri solo come cose da utilizzare. Si prefigurano orizzonti limitati, dove si fa come lo struzzo e si nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere. Ci si ottunde la mente con il consumismo e tutto ciò che pare essere gratificante e si giustifica come una difesa un evidente egoismo. Si vive come ignavi, che tirano avanti come cavalli da tiro con il paraocchi… Tutte queste modalità di relazionarsi ai mali del mondo finiscono poi con il generare altri mali, e comunque diventano depressogeni,  per gli altri e alla lunga anche per se stessi. Come psicoterapeuta sono certo che esprimere in qualche modo l’indignazione e la concreta solidarietà, fa bene, non solo ad altri, ma anche a se stessi, perché ‘l’arte di essere umani’, ha bisogno di ‘vivere nel viviamo’, e quindi con la capacità di esperire un senso d’amore collettivo e universale…  Sebbene scrivere o parlare e riflettere – per quanto siano attività oneste e ragionate -  possano essere ridotte ad una dimensione di improduttivo ‘facta no verbam’ , soprattutto oggi, non è così, infatti è quanto mai urgente ‘prendere coscienza’ e fare in modo che la coscienza non venga egemonizzata da modelli dominanti uniformanti, unilaterali, normatizzanti e all’insegna di un unico “pensiero unico”.  Perciò anche grazie ai media digitali, che vanno quanto più resi accessibili a tutti, è importante comunicare e dialogare, con scritti, eventi, arti, dibattiti e testimonianze, per ‘liberare il pensiero dalle manipolazioni mediatico-consumistiche’ e diffondere nuove e determinanti  ‘prese e pretese di coscienza’.

IL MALE CHE VIENE DA IDEE MALATE quaderni-lettera5

Come ha saputo straordinariamente esprimere lo psicoanalista James Hillman – fondatore della ‘psicologia archetipica’ in continuità con il pensiero di Carl Gustav Jung – i nostri problemi psicologici, le nostre malattie mentali, non sono solo una questione individuale e non è quindi sufficiente una terapia che non tenga conto del contesto psicoculturale in cui viviamo. Il nostro malessere psicologico è dovuto anche alle idee malate che circolano intorno e dentro di noi, soprattutto qualora non ce ne rendiamo conto, e ne siamo allora tanto più condizionati. Le idee malate generano fatti malati che ci ammorbano l’esistenza! Viviamo in un mondo psicopatologico, governato da ‘idee malate’ che si impossessano di gruppi di persone che impongono queste malattie al mondo. E’ così che si impongono forme di governo  prepotenti maligne e vampirizzanti, cioè tirannie che possono agire nell’ombra, attraverso la manipolazione, attraverso la diffusione di idee malate che si impossessano anche dei loro sudditi, i quali in tal modo vengono controllati e schiavizzati a partire dal loro inconscio, dai loro stessi pensieri che in realtà non sono i ‘loro’, ma sono indotti come un’infezione, come un’epidemia silente. Nell’antica medicina cinese, ma anche in quella ippocratica , gli organi del corpo che sono considerati in modo psicosomatico, cioè in modo olistico rispetto alla mente e all’anima, hanno una precisa analogia con le forme di governo della società, e quindi le malattie e le disfunzioni sociali hanno un loro correlato leggibile nelle malattie dei corpi e delle menti. Le arti della politica, come cura della ‘salute pubblica’, e della terapia come cura della ‘salute privata’ sono per diversi aspetti, non soltanto due metafore parallele, ma due piani che si intersecano interagenti. questaeconomiauccide-214x300Quanto più non siamo in grado di vedere con empatia, ragionevolezza e compassione  le malattie sociali e del pianeta, tanto più la nostra psiche patisce e si ammala per mancanza di spirito, l’energia vitale si vizia e si indebolisce, ed anche la nostra salute psicosomatica diventa più fragile. Ciò che non turba la coscienza, magari assuefatta ad accettare un mondo malatissimo, rimuovendolo dalle proprie preoccupazioni, girandosi dall’altra parte come qualcosa che tanto non si può affrontare se non ricavandone qualcosa per se stessi, tanto più l’inconscio viene turbato, in quanto in esso vi è una carica archetipica ed istintiva che ha bisogno di uscire dall’egoismo e di tutelare non solo la propria individualità, ma la specie animale e la natura alla quale appartiene. Se la specie è malata, la natura è malata, anche l’individuo nel suo inconscio si ammala, e queste malattie si manifestano nella forma di disturbi e disfunzioni individuali – ansie, depressioni, bipolarismi, ossessioni e manie – che per essere curate necessitano di una consapevolezza che non riguarda solo la vita personale, ma anche quella della società e del mondo in cui viviamo. Si tratta di una consapevolezza del proprio ‘essere nel mondo’ , del proprio Sé, che non è solo il proprio Io, ma è una funzione che rende la soggettività come partecipe dell’Universo, e la rende quindi ‘spirituale’ oltre che ‘ragionevole’. cacciata-dei-veditoriL’anima-psiche per essere curata, per nutrirsi ha bisogno di ‘spirito e ragione’, e quindi di una visione di se stessi che non viene marginalizzata e deformata all’’ombra delle maggioranze silenziose’ che spingono a rifugiarsi nella soluzione dei propri problemi, o in un ‘conosci te stesso’, pseudo ascetico, che rinuncia a capire il mondo in cui si vive e ‘lo spirito del mondo’ in nome di una consapevolezza interiore depurata dalla ‘mondanità’. In realtà il mondo esteriore è anche dentro al mondo interiore e lo condiziona.  Non si può più nascondere la virulenza delle orrende ambiguità socioculturali, economiche, politiche, rispetto ad un’analisi individuale. Perciò una diagnosi ed una terapia dovrebbero invece impegnare ad una ‘cura di sé’, contestualmente ad una ‘cura della collettività’, e quindi della società e della cultura. Fino a che punto i nostri problemi sono proprio i ‘nostri’? E fino a che punto si sono infiltrati in noi da idee, credenze e convinzioni che ci sono inoculate dalla cultura, dalla pubblicità, ad esempio, o da una manipolazione disinformativa rispetto al mondo in cui viviamo? soldi-e-fed-567-col-contr-liv-011580Se consideriamo che eminenti studiosi, accettando in modo più o meno complice o collusivo, di dedicarsi a sofisticate teorie e analisi di marketing che oggi le marche – brands – sono considerabili come ‘persone’, si può meglio comprendere come mai le persone si sentano marche, e come mai il loro problemi di narcisismo patologico o di ferita narcisistica siano leggibili anche come difficoltà a vendersi o a dominare il ‘mercato delle anime’, mentre si resta facilmente esclusi o espulsi dal ‘mercato del lavoro’. In queste ambiguità psicoeconomiche viene snaturato anche il potenziale trasformativo, conoscitivo e solidale dei social network che inconsciamente diventano vetrine, più o meno di successo, o più o meno fallimentari, per competere e vendere la propria ‘merce’, cioè se stessi (spesso anche con vere e proprie manovre di falsificazione, edulcorazione e spionaggio industriale che finiscono con il rovinare la privacy e i sentimenti di se stessi e degli altri). 7535425Allora possiamo ancora chiederci, ad esempio, come può  il nostro sistema emotivo non reagire ‘male’, con  un qualche sintomo o sindrome patologica rispetto all’esposizione continua di messaggi di Tv e giornali e altri media che, da una parte inneggiano al godimento di un benessere ideale e materiale, al ‘paradisiaco cabaret dei consumi’ (per chi può, altrimenti resta un’allucinazione), e da un’altra parte ci mostrano delitti, atrocità, ingiustizie, morte e mortificazioni della vita umana e di quella dell’ambiente? Su una doppia pagina di una rivista o di un giornale, o tra uno spot televisivo e un telegiornale, siamo incalzati da un continuo bipolarismo mediatico che sottopone il nostro sistema psicoemotivo a continui sbalzi umorali disforici ed euforici, come mai poteva avvenire in epoche precedenti. E allora perché non vedere, ad esempio, un’ inquietante ‘convergenza parallela’ tra il dilagare dell’anoressia mentale nelle società ‘opulente’ e la fame e la miseria di massa? downloadForse che l’inconscio di alcune persone reagisca rifiutando il cibo, e quindi la materia, in quanto ha un bisogno di spirito che viene mortificato e violentato, non solo a causa di una condizione di incomprensione famigliare e relazionale, ma da una dimensione sociale che in nome di ragioni economiche volte ad un’efficienza tutta materiale è omertoso ed inefficace dinnanzi  alla morte per fame?

IMPEGNARSI PER IL MONDO VUOL DIRE EMANCIPARE SE STESSI

download-1Dunque, se non comprendiamo il mondo esteriore non possiamo neppure renderci conto di come questo venga interiorizzato nella nostra fantasia, nella nostra immaginazione, nei sentimenti, nella sessualità, con tutto danno della salute mentale e di una vita che potrebbe comunque essere migliore se vissuta con maggior coscienza e maggiore possibilità di liberare nuove idee. Se non si elaborano e si possiedono nuove idee, veniamo posseduti da quelle troppo vecchie e malate, che sono poi il pregiudizio su cui si fonda il falso potere dei pre-potenti. Come si vede la parola pre-potente indica che in realtà vi è un’impotenza che precede la potenza, un essere dominati dal bisogno di dominare, un pre-varicare, perché altrimenti non si riuscirebbe a ‘varcare’… perciò ciascuno deve fare i conti con i pre-potenti, ma anche con la sua pre-potenza interiore che impedisce di acquisire una vera potenza matura, la quale consiste nell’emanciparsi e nell’acquisire il potere di essere liberi, nel senso di non essere condizionati da idee e pregiudizi imposte dalla prepotenza, e di impegnarsi verso una libertà che deve essere tale per tutti, altrimenti ritorna ad essere pre-potenza.

IL DIO DENARO ODIA IL BENE COMUNEdownload-2

Questi concetti li  spiega assai a fondo James Hillman nel suo libro Forme del potere (1965)  facendo  osservare che innanzitutto è importante comprendere le idee pre-potenti dell’economia patologica e patogena che sta continua a massacrare il mondo, a livello individuale e collettivo. Dice Hillman:

L’Economia è differente dagli altri imperi del mondo, dato che non dipende né dalle legioni romane, né dalle navi da guerra inglesi, o dalla polizia segreta, o dalle riserve di armi nucleari. Il suo potere, come quello delle religioni, è stato interiorizzato. Governa con mezzi psicologici. E’ l’Economia a determinare chi è incluso e chi è marginalizzato, distribuendo premi e punizioni quali ricchezza e povertà, vantaggi e svantaggi. Proprio perché questa interiorizzazione delle sue idee è così indiscutibilmente e universalmente accettata, è l’Economia il luogo ove risiede l’inconscio e dove il bisogno di analisi psicologica è maggiore. Non è più la nostra vita personale il luogo dell’inconscio – tutte le sedute terapeutiche, i gruppi di recupero e i consultori familiari, tutti i talk-show pomeridiani e le soap-opera hanno spalancato i ripostigli delle passioni e delle sofferenze private. L’inconscio è esattamente quello che la parola dice: ciò che è meno conscio perché è più usuale, più familiare, più quotidiano. E’ questo il ciclo quotidiano del business. 3176170Proprio perché governano il mondo, le idee di business, specialmente l’idea che sostiene il suo potere – l’idea stessa del potere – deve diventare uno dei punti centrali per ogni psicologia che voglia tentare di capire i membri della società attuale. Il business non è semplicemente un fattore, una componente fra le molte che influiscono sulla nostra vita. Le sue idee costituiscono le trame e l’ordito fondamentali e imprescindibili su cui sono tessuti i modelli dei nostri comportamenti. Non si può sfuggire dall’Economia. Affrontare separatamente il tema del profitto, il desiderio di possesso, gli ideali dell’equa redistribuzione e della giustizia economica, il risentimento nei confronti del fisco, le fantasie di inflazione e di depressione, l’interesse per il risparmio, così come ignorare le psicopatologie del commerciare, del collezionare, del consumare, del vendere e del lavorare, e tuttavia pretendere di comprendere la vita interiore delle persone nella nostra società, sarebbe come analizzare i contadini, gli artigiani, le dame e i nobili della società medievale ignorando la teologia cristiana, come se fosse un fatto irrilevante. Oggi la nostra teologia è l’Economia, indipendentemente da come impieghiamo la domenica. Oggi l’Economia è l’unico effettivo culto sincretistico superstite, la nostra unica fede ecumenica,. Fornisce il rituale quotidiano che unisce cristiani, induisti, mormoni, atei, buddhisti, sikh, avventisti, animisti, evangelisti, musulmani, ebrei, fondamentalisti e new ager, in quel tempio comune che accoglie tutti allo stesso modo e dal quale i mercanti non sono stati cacciati: la banca svizzera (1995:12).

Ed eccoci giunti al punto: le banche, il capitale finanziario, la borsa, le istituzioni monetarie… ed ecco che si scopre che attraverso questi luoghi l’economia diventa assai simile alla magia, al gioco d’azzardo, alla fiducia nella fortuna. La parola “Economia” è derivata da Oikos, che vuol dire ‘casa  collettiva’’habitat comune’, e Nomos, che vuol dire legge e regole concordate per amministrare, produrre e distribuire ordinatamente a favore del Oikos.thomas-pikettyMa quali sarebbero le regole non puramente formali, ma sostanziali, che regolano l’economia dei mercati e della finanza oggi? I mercati, si sa, con il neo-liberismo hanno assunto la regola della deregulation, cioè avrebbero in se stessi un dispositivo virtuoso che si regola da sé. Sebbene ciò con tutta evidenza non sembra sia vero, si insiste in un’atteggiamento fideistico, e cioè come in ambito magico-sacrale bisogna avere fede, cioè fiducia nella ‘sorte dei mercati’, nella speranza di nuovi ‘miracoli economici’. Ma è in banca, cioè nella finanza e nella moneta, che l’economia non può contare propriamente su una fede teologica, su un principio supremo e super partes di autoregolazione da ingraziarsi. Nella finanza le leggi divine del mercato che in qualche modo premierebbero i bravi e punirebbero i cattivi non sussistono.  In campo finanziario la devozione non riguarda tanto un credo religioso, quanto di tipo magico-propiziatorio, esso viene affidato ai ‘maghi e ai guru della finanza’, nonché a veri e propri truffatori, come spesso avviene nel campo della magia e delle superstizioni. 51sm69hq9jlIl grande economista a americano Thorstein Veblen, agli esordi del’900 svelava i retroscena psicoculturali che si celano nel forme di potere e nei desideri delle classi agiate, e quindi in un’economia che non conosce né un Oikos, né un Nomos, in quanto riguarda questioni di privilegio e di status simbol, e non si interessa né del bene comune, né di regole che possano equamente amministrarlo. Egli spiega come la credenza nella fortuna, si sia sviluppata nelle società barbariche e predatorie dell’antichità, per poi fare da retroscena ai modi di produzione e di funzionamento dell’economia ‘moderna’. Giacché i flussi finanziari dipendono dallo ‘scommettere in borsa’, si capisce come ciò faccia affidamento alla fortuna, e comunque a dati che non possono essere veramente indagati e regolarizzati, altrimenti non si potrebbe scommettere. Alla base della finanza vi è dunque una logica di gioco d’azzardo che in quanto tale presume che quando qualcuno vince qualcun altro perde, e quindi non vi è una la considerazione di un Oikos, e neppure la regola di mercato secondo la quale ‘vinca il migliore’, vincerà invece il più furbo, o il più fortunato, quello che riuscirà appunto a realizzare una ‘fortuna’. In genere è anche il più ladro e il più prepotente, ammanicato in lobby, potentati e gruppi di interesse tra legalità e illegalità.  Certamente, come dice il ‘proverbio piove sempre sul bagnato’, anche perché quanto più ci si può permettere di ‘tentare la fortuna’ , tanto più la si può incontrare, altrimenti la si raggiunge con l’imbroglio. Ciò che appare come fortunoso e quindi proveniente da una forza extracausale, di ordine sovrannaturale, un fluido imprecisabile che rende fruttuosi per alcuni l’economia e infruttuosa per altri, viene fomentato da trucchi ed artifici (imbrogli) che dalle banche passano sotto banco nelle forme più disparate e irregolari, sfruttando le vacatio legis o raggirando le stesse leggi nella più totale illegalità. Nel primo caso si approfitta di mancanza o scarsità di organi di controllo e di regolamenti per la creazione di prodotti finanziari che si rivelano ‘bolle’, cioè pellicole vuote che poi esplodono in faccia a chi ha creduto fossero qualcosa di reale, e che rimane così defraudato. download-3Si inventano modalità di scommessa sempre più sofisticate, ad esempio i ‘derivati’ che sono basati su forme di scommessa su altre scommesse riferite ai debiti di altri dovuti alla perdita di altre scommesse e così via, sono in buona sostanza operazioni di investimento ad alto rischio effettuate da banche o da altri enti specializzati il cui rendimento dipende da una qualche possibilità previsionale sul ‘futuro’ di titoli ed altre operazioni che sono incontrollabili, in quanto compiute da altri operatori i quali anch’essi sono legati a calcoli previsionali sul ‘futuro’. Insomma la ‘sfera di cristallo’ è l’unica vera possibilità di ‘calcolo’ circa operazioni dalle quali dipende il destino reale di risparmiatori che nulla possono sapere su come vengono impiegati i loro soldi, ma che in definitiva possono recare ingenti danni alle imprese e quindi ai lavoratori, fino al punto di portare sul lastrico moltissime persone ‘innocenti’. 41nlgxjhtbl-_sx326_bo1204203200_-1-197x300Così come un tempo maghi e stregoni si servivano per il loro sortilegi anche di segni previsionali attendibili, inerenti la conoscenza dei fenomeni naturali, così la finanza della globalizzazione neoliberista e selvaggia dispone di indici, quali ad esempio il Nasdac, il Down Jones o il Mibtel, i quali indicano comunque andamenti delle borse, ma che nulla possono effettivamente garantire per una gestione razionale dell’economia intesa nel suo senso proprio, razionale ed equitario. Dunque, così come in tempi arcaici i maghi ricavavano privilegi e benefici dalla loro abilità di indurre credenze e superstizioni, così ancora oggi questo avviene e si dà per scontato in un campo come quello economico che dovrebbe invece basarsi sulla possibilità di fare di programmarsi e d fare i conti – almeno per quanto riguarda la possibilità di far fronte alle sue esigenze basilari. Tuttavia oggi non si tratta di maghi, ma di veri e propri pescecani che hanno in mente solo il massimo dei profitti, anche a costo di divorare la vita, la natura e l’intera umanità, attuale e futura. Ecco allora che l’economia magica della fortuna diventa economia di guerra e di devastazione, traffico d’armi e rapina dei popoli tengono in piedi i prepotenti e la loro finanza. La stragrande magoranza degli abitanti del pianeta è devastata da una economia che non è più tale perché non  ha ‘casa comune’, l’Oikos, dell’umanità. Con una tale disumanizzazione, mascherata da ‘società del benessere’, l’inconscio individuale si ammala, o si tormenta nell’acquisire strategie per diventare prepotente e tormentare gli altri, o si deprime, si svilisce, si indebolisce. Ecco alloora che interviene il business degli psicofarmaci su larga scala piuttosto che ogni tipo di droga fai da te pur di resistere ad oppressioni interne ed esterne. No, meglio indignarsi, capire, impegnarsi per il ‘bene comune’, che è ll base di ogni vero bene personale.

IL PIU’ GRANDE ANTIDEPRESSIVO E’ NELLA SOLIDARIETA’ E NELL’AMORE

download-4Prendiamo dunque coscienza di come il nostro ‘essere nel mondo’ sia sottoposto ad agenti depressogeni che seppure non ci colpiscono direttamente ci costringono a subire un clima di disumanità per ragioni di puro e spietato egoismo.  Ecco allora che esprimere indignazione, mettere in pratica forme di solidarieta’ sociale,  partecipare alla  ricostruzione di una convivenza civile più umana e armoniosa ci rende senz’altro meno vulnerabili alla depressione e anche alle ansie che sono ad essa connesse. Una nuova psicoterapia ‘consapevole e democratica’ dovrebbe incentivare a comprendere che  lavorare su se stessi vuol dire anche lavorare per il bene del mondo in cui viviamo. A ciascuno è dato di portare il suo contributo, e ciascuno può ingrandire il suo cuore affinché il bene comune possa essere un valore più prezioso di quelli indotti dall’avidità e dall’egoismo. Del resto è solo sforzandosi  di ricercare e generare il bene per tutti,’ con pensieri , parole ed opere’ che si può vivere meglio oggi e vi sarà un futuro per chi verrà.

Watch this video on YouTube.

    

Per una terapia del narcisismo nelle relazione amorose

Clicca sul seguente link e apri la pagina dei miei libri:
http://www.albedoimagination.com/wp-content/uploads/2016/09/Libri.pdf




A volte le relazioni problematiche, all’insegna del narcisismo, possono anche essere affrontate in modo risanante. Anche se poi non vi si riesce , ci si sentirà meglio poiché si sarà davvero provato tutto il possibile, e non soltanto da soli, ma anche con un supporto terapeutico e informazioni approfondite e corrette. Informarsi bene, consultarsi con un esperto e farsi seguire, è veramente determinante, o per uscire con maggior serenità e salute da relazioni patologiche, o per riparare ciò che appare distrutto, distruttivo e irreparabile.

COPERTINA LIBROIn questi video, che riportano parti della mia conferenza presso la “Casa della Psicologia di Milano” (Ordine Psicologi della Lombardia) vi sono elementi informativi e di riflessione per meglio valutare certi concetti e certe diagnosi che vanno per la maggiore, ma che non sempre sono appropriati, come quello del Narcisismo Patologico, della ‘Vampirizzazione amorosa, del DNP, ecc.  Spesso queste etichette vengono usate in modo generico, colpevolizzante, criminalizzante, vittimistico, esagerato, o anche sottovalutato, e tutto ciò non aiuta affatto, anzi fa peggiorare la relazione con il partner, i parenti, gli amici e l’autorelazione (con se stessi).  Una diagnosi inappropriata di una problematica relazionale fa stare ancora più male  chi la ha subita.

La conferenza si basa sulla presentazione del mio libro SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO (Rizzoli, 2016) e di altri libri e studi da me pubblicati sui temi del narcisismo e della vampirizzazione nelle relazioni di coppia. Poiché sono stato il primo in Italia a lanciare queste tematiche in una certa specifica prospettiva (si veda l’ipotesi diagnostica di “Trauma da Narcisismo” TdN) , e con soddisfazione ho visto che sono state assai utili e riprese da molti, mi preme anche di osservare che spesso sono usate e interpretate in modo errato e fuorviante.

Con questi video (più tutti gli articoli e gli altri video e i forum di Albedoimagination) spero di potermi ulteriormente relazionare con i colleghi, così come con i pazienti e i cultori di questi temi, al fine di aggiustare il tiro e a lanciare un nuovo dibattito all’insegna di una più profonda comprensione, per il bene di tutti. Ci sono persone veramente delinquenziali dal punto di vista sentimentale (e a volte non solo), ciò va valutato e compreso a fondo, però la cosa più importante è che chi le ha subite,  possa trovare una buona pace interiore e una nuova via nella vita amorosa. A tale riguardo è necessario che ogni caso sia valutato correttamente e in profondità e non con visioni semplicistiche per quanto avvalorate da teorie e nomenclature generali che sembrano inquadrare ogni cosa, ma che poi sono invece alquanto grossolane. Non basta dare una denominazione psichiatrica che bolla l’altro come cattivo e/o pazzo, bisogna capire innanzitutto fino a che punto quella denominazione sia giusta e in che modo, e poi cosa ha indotto (dentro se stessi e non solo “a causa” dell’altro)  a subire un legame così nocivo. Ogni storia è diversa, ogni narcisismo è diverso, se si vuol guarire da relazioni a sfondo narcisistico disturbante si deve esaminare a fondo la propria, senza restare incastrati in quadri generici, che non permettono una elaborazione più sottile e veramente personale.

Il rischio è di fermarsi a cornici come ‘Narcisista patologico’ senza interpretare come e perché e in quale specificità, così poi non si elabora, non si matura, e si cade in una in una psicologia sommaria e giustizialista o criminalizzante, che non fa crescere e persino può attanagliare in un trauma ancora più pernicioso e cronicizzante.

Guarire si può e si deve, a volte si possono anche riparare relazioni che sembrano impossibili, a volte è necessario tagliare, nel modo e nel tempo giusto. Ma in ogni caso bisogna impegnarsi in modo non grossolano, avere voglia e pazienza di approfondire  e anche mettersi in discussione. Tutto ciò possibilmente con l’accompagnamento di specialisti che abbiano adeguata competenza ed esperienza in questo particolare campo della patologia della coppia, segnata da problematiche narcisistiche e borderline. In mancanza di ciò non è bene fissarsi solo su visioni generiche che appaiono su social e siti troppo divulgativi, o persino che tendono in qualche modo a speculare su questo argomento perché fa audience e pubblico.

Informiamoci con maggior cura, chiediamo ai medici curanti -agli Ordini regionali degli psicologi, alle ASL, alle Associazioni, e a tutti coloro che davvero dimostrano di ricercare e di aiutare su questa materia – di informarci e  sostenerci in ogni modo possibile per ritornare a vivere con fiducia, nell’amore e nel bene.

Introduzione

Watch this video on YouTube.

1) Tra inferni e vampirizzazione…

Watch this video on YouTube.

2) Purgatorio: elaborare la sofferenza amorosa…

Watch this video on YouTube.

3) Trauma da narcisismo (TdN) inteso correttamente…

Watch this video on YouTube.

4) Una diagnosi terapeutica corretta per il Trauma abbandonico di Didone…

Watch this video on YouTube.

5) Elementi per una Terapia immaginale del trauma amoroso…

Watch this video on YouTube.

 

Difese psichiche sane o malsane secondo Freud

difesa




sasasaL’Io soffre, e può anche arrivare alla follia, nel tentativo di difendersi da tre padroni tiranni che secondo Freud sono il mondo esterno, il Super-Io e l’ES.

E’ interessante osservare che Freud riferisce metaforicamente l’Io ad un servo che deve ubbidire a tre padroni , e non soltanto a due come nella celebre commedia goldoniana Arlecchino servitore di due padroni. Dice Freud: “Il povero Io ha una vita ancor più dura: è costretto a servire  tre severissimi padroni, deve sforzarsi di mettere d’accordo le loro esigenze e le loro pretese. Queste sono sempre fra loro discordanti e appaiono spesso del tutto incompatibili; nessuna meraviglia se l’Io fallisce così frequentemente nel suo compito. I tre tiranni sono: il mondo esterno, il Super-Io e l’Es”  (Freud, 1915-1917: 483).

 

image043Insomma siamo sempre a rischio che l’ES, cioè il nostro inconscio, ci condizioni in forme più o meno problematiche, larvate o anche gravi. Poi c’è il SUPER-IO quale sistema di credenze e convinzioni culturali e normative, per cui siamo sempre minacciati da sensi di colpa, vergogne, imperativi giustizialisti o vittimistici, che ci inducono ad essere e ad agire come non vorremmo, o che ci costringono a ‘volerlo’ ma in modo troppo rigido e intollerante.  E quindi c’è il mondo nella sua realtà concreta, sempre più complessa e problematica, che comprende gli squilibri e le ingiustizie sociali, la mancanza di lavoro, la violenza diffusa, la sopraffazione degli altri,  nonché l’ambiente e il corpo nella loro fisicità soggetta a incidenti e malattie.

Quindi il povero IO , come fosse un Arlecchino saltimbanco deve fare ogni sforzo per cavarsela dalle minacce e dalle angherie dei tre padroni citati da Freud. Secondo il padre della psicoanalisi i disturbi mentali sono derivati proprio dal tentativo più o meno errato e disfunzionale di difendersi dagli attacchi dell’ES, del SUPER-IO e del MONDO ESTERNO (ambiente naturale e sociale).

Le difese malsane 

Diamo solo pochissimi cenni, affinché si comprendano i ‘meccanismi’ di fondo di come la psiche possa soffrire e ammalarsi a causa di difese ‘malsane’ nei confronti di minacce che vengono dal suo mondo interno e da quello esterno. Queste difese sono tanto più errate quanto più sono immature, cosicché diventano ancora più gravose e dolorose della minaccia che si vuole contrastare.  Facciamo alcuni esempi semplici. Si ha paura di non essere accettati dagli altri, per cui ci si rinchiude in se stessi fino ad evitare gli altri, annientando la possibilità di essere capiti. Oppure si teme di non riuscire ad affermarsi nella vita, allora si perseguono obiettivi talmente ambiziosi, che diventano frustranti destini di fallimento. Si ha paura che i propri figli siano infelici e immaturi, allora si fa di tutto per renderli felici e maturi, senza lasciare loro la possibilità di cavarsela, così restano sempre più infelici in quanto immaturi. Si ha paura di essere traditi dal partner, allora lo si tormenta con una feroce gelosia, fino a quando questi o tradisce o abbandona. Oppure una persona ha una profonda insicurezza rispetto a come gli altri possano giudicarlo, allora adotta maschere comportamentali per apparire come non è, con la conseguenza che gli altri lo giudicano o male o non tanto a posto…

sognoMa questi sono esempi molto semplici e superficiali di comportamenti e concezioni derivanti da ‘meccanismi di difesa’, per quanto assai spesso le persone ci caschino dentro senza riconoscerne la dinamica. In verità le cose sono molto più complesse in quanto i condizionamenti, così come l’impiego di difese sbagliate dipendono in massima parte dall’ INCONSCIO (nel senso dell’ES di Freud). Allora può accadere che una persona che ha un pernicioso problema non elaborato, con il materno o con i genitori in generale, sin dai primi anni di vita abbia adottato come difesa la RIMOZIONE, che è il meccanismo di difesa più diffuso. Vale a dire che ha rimosso il problema relegandolo nell’inconscio. Non è come dimenticarlo, ma come renderlo silente e capace di condizionare scelte, idee ed emozioni coscienti senza che ce  ne rendiamo conto. Si generano quindi COMPLESSI (termine adottato da Jung, con specifiche designazioni inerenti la sua PSICOLOGIA ANALITICA, e condiviso dalla PSICOANALISI di Freud). Spesso il rimosso compare in forma simbolica nei sogni, in particolare in quelli ripetitivi. Questo rimosso nella vita adulta ritorna sotto forma di sintomi e quindi da luogo a difese sbagliate. Ad esempio si sviluppa una fobia per gli insetti, o per l’ascensore, o per lo sporco, o per le malattie, tutto ciò è lo spostamento dell’originario rimosso – il problema con i genitori – su altre questioni che appaiono assolutamente distanti da quel rimosso e che finiscono per tenerlo ancora più nascosto nell’inconscio.

don't_trash your dreams by aquasixioLa difesa sbagliata consisterebbe nel preferire di affrontare un qualche problema o paura relativamente controllabile, piuttosto che l’antico problema con i genitori al quale sono legate emozioni e ricordi troppo dolorosi e inaccettabili. Perciò compito della psicoterapia è aiutare ad affrontare questo rimosso. A volte il paziente si stufa di parlare della sua infanzia e vuole risolvere i problemi attuali, e quanto più ciò avviene, più vuol dire che il rimosso è profondo  ed è inconscio. Questo rimosso poi dà spesso luogo a problemi relazionali, in campo erotico-affettivo, per cui si tende alla cosiddetta COAZIONE A RIPETERE, ovvero seppure senza averne la benché minima consapevolezza conscia, si instaurano relazioni affettive dolorose e nodi di incomprensioni reciproche che ripetono atmosfere e dinamiche di vissuti infantili dolorosi. Questo perché si tenta di difendersi dalla rimozione facendola riemergere con vissuti analoghi, nella disperante e disturbante ‘speranza inconscia’ di poterli risolvere, e invece si ripropongono peggio di prima.

Nelle dinamiche relazionali è spesso impiegato a vari livelli il meccanismo di detto PROIEZIONE, per il quale non ci si rende conto che il proprio modo di interpretare e di reagire all’altro, che sia una persona, un ente, un gruppo, ecc, è condizionato dalla propria problematica interiore inconscia. Tipica è l proiezione nelle PROBLEMATICHE DI COPPIA, per cui  prescindere dalle responsabilità e dalle colpe dei rispettivi partner, vengono proiettate reciprocamente valenze che sono afferenti alle proprie problematiche personali. Più le proiezioni sono massicce e spropositate e più possono risultare distruttive e pericolose, in quanto possono portare ad atti ostili e violenti contro l’altro, il quale a prescindere dai suoi eventuali errori, viene inconsciamente odiato in funzione dell’odio rimosso e accumulato per una propria disfunzione affettiva famigliare.

In un certo senso anche i DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE (anoressie e bulimia) sono difese proiettive , che deviano sul cibo problemi di aggressività e di rifiuto affettivo inconsci accumulatisi nelle relazioni famigliari.

Vi sono poi le parafilie – PERVERSIONI SESSUALI -, che inconsciamente sono un modo di far scorrere la libido sessuale che si è bloccata per via di un nodo inconscio rimosso e irrisolto. Facciamo solo l’esempio del SADOMASOCHISMO. Esso consiste nel trasformare il dare o il ricevere umiliazione e dolore in piacere. L’analisi spesso riporta alla luce vissuti e fantasie infantili rimosse e relative a genitori punitivi, giudicanti, frustranti. Ora poiché il bambino temeva più di tutto, anche più delle botte o altre punizioni,  di non essere amato e quindi di essere abbandonato, in collegio o anche ‘nel bosco’ (secondo le varie narrazioni), doveva lottare per mantenere una relazione d’amore con il genitore ‘persecutorio’. Ecco allora che inconsciamente, da adulti, emerge il tema della EROTIZZAZIONE DELLA SOFFERENZA, attraverso la quale stringere un intenso legame con un partner erotico. Si potrà scegliere, sempre per motivi inconsci di prendere le parti del bimbo umiliato e percosso, oppure quelle del genitore ‘cattivo’, ma in entrambi i casi si ricaverà piacere, così che la relazione viene garantita. Ma a volte non si tratta solo di sadomasochismo erotico, quanto anche affettivo, per cui si vengono a creare legami di duratura e inestricabile sofferenza reciproca.

andre-masson-metamorfodi-degli-amanti-1938

andre-masson-metamorfodi-degli-amanti-1938

Le perversioni non devono però essere considerate solo come difese sbagliate, ma anche come tentativi terapeutici inconsci di deviare la nevrosi e ricanalizzare la libido, solo che quando è troppo e troppo, e allora la libido si disperde fuori controllo e va a generare altre difese patologiche con i relativi sintomi e quadri disturbati per sé, per le relazioni affettive e gli altri in generale.

surrealistische-digitale-illustraties-van-alexander-jansson

surrealistische-digitale-illustraties-van-alexander-jansson

 

 

 

Le difese quanto più sono paradossali e disfunzionali, tanto più si esprimono con comportamenti assurdi e attività ideatorie paradossali, fuori dalla realtà. La psicopatologia classifica entro tre ampissimi campi diagnostici: NEVROSI, PSICOSI, BORDERLINE

Fin qui abbiamo parlato essenzialmente di NEVROSI, cioè di stati di insoddisfazione e sofferenza psichica dovuti a difese che per quanto siano sbagliate (o perverse) non vanno ad alterare il PRINCIPIO DI REALTA’. La nevrosi, che in qualche modo, o prima o poi,  affligge un po’ tutti nella vita (normonevrosi) può cronicizzarsi, dare luogo a fasi acute, e quindi a sintomatologie ANSIOSO-DEPRESSIVE più o meno dolorose, ma la persona è in grado di fare ragionamenti coerenti su come stanno le cose di cui è conscia. Le DIPENDENZE affettive, da sostanze o da altri comportamenti (gioco, internet, ecc) sono difese contro la nevrosi che non si riesce a contenere altrimenti.  Si rende conto di ciò che è assurdo, e che pure non riesce ad evitare, e quindi, sebbene non riesca ad avere coscienza dell’inconscio (cosa che può avvenire con un percorso di analisi), si rende conto di cosa esiste e cosa non esiste, sia nella realtà fisica e sia attraverso emozioni e pensieri su se stessa e gli altri compatibili ad una concezione oggettiva della ‘normalità’.

A mano a mano che le difese nevrotiche non sono più sufficienti si instaurono altre difese che tendono a distorcere la realtà, quanto più la distorsione è elevata tanto più si parla di PSICOSI ACUTE. Allucinazioni, voci che parlano dentro e intorno a sè, valutazioni esagerate e assurde sugli altri e il mondo significano che le difese nevrotiche sono saltate ed entrano in atto quelle psicotiche, tra queste la NEGAZIONE, per cui la realtà viene annullata e si decide che è un altra, la SCISSIONE, quindi la divisione schizoide della persona in personalità doppie o multiple,  la DISSOCIAZIONE, quindi una perdita di Sé che comporta una condizione autistica, di annullamento della possibilità di coerenza con gli altri e la realtà. Si sviluppano quindi fantasie e attività ideatorie allucinatorie o comunque assurde rispetto alla realtà, con una gravità che cambia a seconda se la psicosi sia più o meno acuta. Ciò può comportare PSICOSI PARANOIDEE che non appaiono sintomatiche, il soggetto riesce a comportarsi normalmente ed anche apparire positivamente, ma dentro di sé cova l’idea che vi possano essere persone, o classi di persone’ che devono essere preventivamente aggredite e punite, in quanto potrebbero essere pericolose. Insomma i manuali di Psichiatria e di Psicopatologia sono interminabili classificazioni di quadri deliranti di tipo psicotico sui quali ovviamente non ci soffermiamo, non tanto per evitare improbabili sintesi, ma perché qui cerchiamo solo di offrire al lettore , anche non specialista, un ‘idea generale sui meccanismi di difesa.

sognoEsiste poi un’area intermedia tra psicosi e nevrosi detta BORDERLINE (“Casi al limite”), ove i tratti psicotici sono contenuti e dissimulati, mentre quelli nevrotici ‘sbordano’ spesso e in modo evidente.  Qui troviamo una ‘bolgia’ di pensieri e sentimenti difensivi, ma anche aggressivi. Si nutrono invidie, gelosie, egoismi, insicurezze, sospettosità, rivalità, ecc.  che rendono la persona malevola, confabulatoria, inquieta, rivendicativa, ed altro ancora, con danno per se stessa e per chi deve averci a che fare in famiglia, nella coppia, sul lavoro. Si presentano anche forti scompensi e oscillazioni dell’umore, che possono dare luogo anche a vari tipi di DISTURBO BIPOLARE.

Un quadro nevrotico, o  borderline o psicotico può ovviamente essere di entità lieve, seria e anche grave, ed avere un carattere transitorio, cronico o acuto.

Quando i meccanismi di difesa si strutturano in una tipologia caratteriale che si esprime con comportamenti, pensieri, emozioni e sintomi ascrivibili entro un certo quadro si parla di DISTURBI DI PERSONALITA’. Avremo ad esempio il disturbo di tipo isterico-istrionico, narcisista, psicopatico antisociale ecc, quando si parla di caratterialità che risultano disturbanti nelle relazioni con il prossimo, soprattutto, ma non solo nell’ambito dell’affettività di coppia e famigliare.

surrealistische-digitale-illustraties-van-alexander-jansson

surrealistische-digitale-illustraties-van-alexander-jansson

Questi quadri diagnostici sono però da intendersi per quello che sono, ovvero come la cornice di un quadro, ovvero di un dipinto, e quindi quello che conta resta sempre e solo il dipinto con la sua unicità e specificità indipendente da qualsivoglia cornice possiamo metterci. Inoltre non tutte le teorie psichiatriche e psicopatologiche considerano realmente esistenti i disturbi di personalità, e si preferisce piuttosto parlare di TRATTI DELLA PERSONALITA’ dai quali si evincono FORMAZIONI REATTIVE  E PATTERN IDEATIVI E COMPORTAMENTALI che si strutturano nella complessità specifica di ogni soggetto, e che possono retrocedere qualora la situazione alla quale si reagisce cambi favorevolmente, e possa avvalersi di esperienze e processi terapeutici.

Difese sane o mature

In che termini, le istanze dell’Es sono esprimibili attraverso modalità non nevrotiche? Ovvero sotto la protezione di ‘difese mature’, che quindi possono essere considerate non disturbanti per gli equilibri dell’Io? Evidentemente tra l’Es e il Super Io è l’Io stesso che deve determinare una sua cifra soggettiva di equilibrio, capace di preservare le esigenze dell’individualità e quelle della collettività.  L’Io deve dunque potersi ‘difendere’, non solo dalle irruzioni dell’Es, ma anche dalle coercizioni paralizzanti del Super Io (nonché dalle pressioni della realtà interpersonale e sociale) .

La psichiatria dinamica di matrice freudiana considera come ‘maturi’ quattro tipi di ‘difesa’: la repressione, l’altruismo, la sublimazione, l’umorismo (vedi Gabbard, 1994: 29-31).

difesa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le ‘difese mature’, sono come si intuisce anche ‘fruttuose’,

L’UMORISMO, inteso soprattutto come “la capacità di prendere in giro se stessi e la situazione in cui ci si trova”

La REPRESSIONE, vale a dire “il bandire consciamente (diversamente dalla rimozione che è inconscia) dalla propria mente pensieri o sentimenti inaccettabili”(ibidem),   attraverso l’imperativo coscienziale di scacciare ogni forma di ansia, tristezza e di malinconia.

L’ALTRUISMO nel senso di privilegiare la convivialità e il godimento collettivo

La SUBLIMAZIONE, intesa come “un processo inconscio tramite il quale pulsioni o desideri inaccettabili per la coscienza vengono incanalati in alternative socialmente accettabili.

10419005_690063854443732_4981300858029702106_nConclusioni psicoterapeutiche
L’analisi e la psicoterapia, di qualunque orientamento, ci aiuta a conoscere l’inconscio, o comunque i meccanismi e le dinamiche di difesa disfunzionali e che adottiamo in modo inconsapevole. Quanto più ne acquisiamo coscienza, tanto più abbiamo la possibilità di adottare difese più sane capaci di far stare meglio noi e il nostro prossimo. Ciò che in questo breve articolo abbiamo sintetizzando è da considerarsi come una scheda di appunti affinché si possa meglio comprendere sul piano teorico i fondamenti freudiani della psicopatologia, e quindi per offrire una sorta di canovaccio generale, soprattutto a chi vuole intraprendere un’analisi o comprendere il senso di psicoparole troppo spesso adoperate senza che ne si possegga sufficientemente il senso.
io-e-i-meccanismi-di-difesaIL PIU’ IMPORTANTE STUDIO SISTEMATICO SUI MECCANISMI DI DIFESA FU EFFETTUATO DA ANNA FREUD (figlia e continuatrice del padre della psicoanalisi).  


 

 

 

AlbedoImagination-Tutti gli Articoli

foto-brunelli

IL MIO LAVORO DI PSICOTERAPEUTA

mercoledì, dicembre 6, 2017

  Sono lieto di presentarmi e di poterti offrire le mie competenze. Il mio CV in brevis Sono iscritto all’ Ordine degli Psicoterapeuti della Lombardia e mi sono specializzato…

cover-1

Lo psicodramma di Cassandra

domenica, novembre 19, 2017

Presentazione nuovo libro di   Pier Pietro Brunelli Lo psicodramma di Cassandra Mito, tragedia e psiche nella pre-visione del destino (Albedo/Lulu, 2017 – per informazioni d’acquisto clicca qui) La sindrome di Cassandra…

hesselindignezvous

Depressione, ingiustizie e mali globali

martedì, novembre 7, 2017

Il peggiore degli atteggiamenti è l’indifferenza, dire “io non posso niente, me ne infischio”. Comportandovi così, perdete una delle componenti essenziali che ci fa essere umani. Una delle…

Clicca sul seguente link e apri la pagina dei miei libri:
http://www.albedoimagination.com/wp-content/uploads/2016/09/Libri.pdf

Per una terapia del narcisismo nelle relazione amorose

lunedì, settembre 25, 2017

A volte le relazioni problematiche, all’insegna del narcisismo, possono anche essere affrontate in modo risanante. Anche se poi non vi si riesce , ci si sentirà meglio poiché…

conferenza-2017-psi

Narcisismo e dintorni

martedì, luglio 11, 2017

SE L’AMORE DIVENTA UN INFERNO Conferenza presentazione del libro di Pier Pietro Brunelli 12 settembre 2017 Casa della Psicologia a Milano - Ordine Psicologi della Lombardia Questa pagina è…

difesa

Difese psichiche sane o malsane secondo Freud

giovedì, maggio 25, 2017

L’Io soffre, e può anche arrivare alla follia, nel tentativo di difendersi da tre padroni tiranni che secondo Freud sono il mondo esterno, il Super-Io e l’ES. E’…

Albedoimagination

Albedoimagination è un'iniziativa no-profit
L'impiego delle immagini, per quanto possibile è stato segnalato agli autori citati nelle didascalia.

Per qualunque esigenza di inserimento dati o di cancellazione delle immagini preghiamo di contattarci, provvederemo immediatamente (vedi contatti).

Iscriviti alla NewsLetter

* = campo richiesto!