Un po’ di anatomia del sistema nervoso

 Test e appunti a cura di Pier Pietro Brunelli… dedicato agli studenti di psicologia 

 I profani possono prima leggere qualcosa di moooolto divulgativo e mooooolto introduttivo…  oppure possono leggere per un curioso cimentarsi e per ripasso – ma senza innervosirsi… dato l’argomento- Questi ‘appuntini’ sono dedicati agli studenti di psicologia: per l’esame di anatomia del sistema nervoso. NOTA BENE si tratta di appunti di studio e quindi non hanno valore scientifico e andrebbero anzi corretti e sviluppati con i commenti di chi li adopera. I profani possono iniziare ad es. con il seguente  introduttivissimo link: http://spazioinwind.libero.it/risvegliodiadamo/sistema_nervoso.htm

QUESTIONS TEST… ricavato dai miei appunti per un esame di ‘Anatomia del sistema nervoso’ (I) nel quale ottenni 30 e lode… e svoltosi nel secolo scorso.

Dunque, provate a dire qualcosina sui seguenti punti (circa 250 nei seguenti 16 capitoli)… Le risposte  – in forma schematica e da verificare ulteriormente – sono alla fine delle domande… non barare, prima provare a dire di che si tratta , dove si trova, come funziona, ecc. –  test/eserciziario consigliato agli studenti di Psicologia… cercando di non impazzire anche se vi fa venire i nervi…

scherzi a parte, consideratelo uno spunto per organizzare i vostri appunti ed esercizi di memoria – e non chiedetemi lezioni private, piuttosto chiedetemi ANALISI DIDATTICA indispensabile per ogni psicologo che vuol fare lo psicologo clinico – E’ IMPORTANTE, PER SAPERNE DI PIU’ CONTATTATEMI – riferimenti nella pagina info/contatti).

BUON STUDIO.

Cap. 1 IL NEURONE

Cap. 2  LA SINAPSI E I NEUROTRASMETTITORI

CAP. 3 ANATOMIA GENERALE DEL SISTEMA NERVOSO

CAP. 4  I SISTEMI SENSORIALI E LA PERCEZIONE

Cap. 5 IL SISTEMA SOMESTESICO

Cap. 6 LA VISIONE

Cap. 7 L’ORECCHIO:  ORGANO DELL’ UDITO E DELL’ EQUILIBRIO

Cap. 8 I SENSI CHIMICI  GUSTO E OLFATTO

Cap. 9  IL CONTROLLO DEI MOVIMENTI

Cap. 10 SISTEMA LIMBICO ED EMOZIONI

Cap. 11 VISUALIZZAZIONE DELL’ ATTIVITA’ CEREBRALE

Cap. 12 LE STRUTTURE RESPONSABILI DEL CICLO SONNO-VEGLIA

Cap. 13  I  CENTRI DEL LINGUAGGIO

Cap. 14 GLI EMISFERI E I LOBI CEREBRALI

Cap. 15  I CIRCUITI NERVOSI DELLA MEMORIA

Cap. 16  PLASTICITA’ DEL SISTEMA NERVOSO

… pronti VIA! e in bocca al lupo (ma aggiornatevi e non siate nervosi all’esame!)

 

p.s… le immagini sono messe un po’ a caso, per entusiasmare, ma anche per confondervi un po’ le idee così dovete studiare di più…

Cap. 1 IL NEURONE

 1) Barriera fra sangue e tessuto nervoso

– Sostanze idrosolubili e liposolubili?

– tipi di cellule mieliniche e funzioni

2) Morfologia e tipi di neurone

– polarizzazione dinamica

3) Tipi di flusso e di trasporto nel neurone

4) Membrana neuronale e canali ionici

5) Diffusione semplice (lungo il gradiente di concentrazione)

– relazione tra gradiente di concentrazione e gradiente elettrico

6) Concentrazioni intra ed extra cellulari

– potenziali di riposo e di equilibrio

7) Pompe metaboliche e trasporto attivo

8) Iperpolarizzazione e depolarizzazione e potenziale d’azione

9) Propagazione del potenziale d’azione

– Velocità e modi di conduzione

Cap. 2  LA SINAPSI E I NEUROTRASMETTITORI

1) La sinapsi

– elettriche e chimiche

– funzione degli ioni calcio (Ca++)

-PPSE e PPSI

– funzione del (Cl-)

2) Sommazione spaziale e temporale

3) Tipi di sinapsi e relative differenze

-asso-assonica e dendro-dendritica

4) Sintesi dell’acetilcolina

– funzioni del CAT e della colinesterasi

5) Funzione e distribuzione dei principali neurotrasmettitori

– Acetilcolina, dopamina, serotonina, glutammato, (Gaba), glicina,

encefaline, endorfine, sostanza P.

6) effetti e specificità dei neuromodulatori

7) Classificazione dei principali neurotrasmettitori

CAPITOLO 3 ANATOMIA GENERALE DEL SISTEMA NERVOSO

1) Aree bianche e aree grige nel cervello

2) Suddivisione del sistema nervoso

3) Il proencefalo e gli altri costituenti dell’encefalo

4) Fessure, circonvoluzioni e lobi

5)Diencefalo e sue principali funzioni

6) Amigdala e sue principali relazioni

7)Gangli della base

8) Tronco dell’encefalo

9) Collocazione dei nuclei vestibolari e nucleo rosso

10) Fibre ascendenti e discendenti

11) Formazione reticolare e funzioni

12) Funzioni principali del cervelletto

13) Il terzo ventricolo e gli altri

– canale ependimale

14) Aracnoide (Funzioni e connessioni)

15) Corna anteriori e corna posteriori

16) Nervi spinali

17) Nervi cranici

18) Il glossofaringeo, l’ipoglosso, e il vestibolo cocleare

19) Uscita del parasimpatico e del simpatico

20) Neurotrasmettitori del vegetativo

21) Bradicardia, midriasi e miosi.

22) Importanza dell’ipotalamo nel vegetativo

CAP. 4  I SISTEMI SENSORIALI E LA PERCEZION

1) Fisiologia oggettiva e fisiologia soggettiva (o psicofisica)

2) Differenza tra percezione e sensazione

3) Dimensioni della sensazione

(modalità – intensità – durata – spazialità)

4) Stimolo adeguato

5) Inibizione laterale e localizzazione spaziale

6) Campo recettivo

Cap. 5 IL SISTEMA SOMESTESICO

1)  Spiegazione  generale

2) Recettori di senso, gangli radicolari, neuroni a T

3) Vie tattili-propriocettive

4) Vie termo-dolorifiche (fascicolo anterolaterale)

5) Fasci paleospinotalamico, neospinotalamico, spino-reticolo-talamico

6) Territori cutanei di innervazione

7) Effetti della emisezione del midollo spinale

8) Sistema aspecifico e sistema specifico

9) Nervo trigemino

10 ) Il talamo

11) Il pulvinar

12) Somatotopia di S-I

13) Recettori, acuità tattile, campi recettivi

14) S-I, S-II collocazione e funzioni

15) Combinazione di stimoli e convergenze polisensoriali

16) Dolore (Teoria dell’ intensità e nocicettori)

17) Tipi di dolore

(iniziale, tardivo, vie e velocità di conduzione, dolore riferito)

18) Dolore centrale e fantasma

19) Sistemi inibitori (discendente e ascendente)

20) Sostanze endogene

21) Cordotomia

Cap. 6 LA VISIONE

1) Fotorecettori

2) Pigmento visivo

3) Retina

4) Nervo ottico, chiasma e tratto ottico

5) V1 e altre proiezioni dai tratti ottici

6) Campi visivi

7) Campi recettivi del sistema visivo

8) Campi recettivi della corteccia visiva

9) Aree visive

10) Organizzazione colonnare nella V 1

11)Campi ricettivi semplici, complessi e ipercomplessi

12) Vie delle cellule ganglionari X

13) Vie delle cellule ganglionari Y

14) Collicolo superiore

15) Deficit da lesione del lobo parietale posteriore

16) Deficit da lesione del lobo frontale

17) Blindsight

Cap. 7 L’ORECCHIO:  ORGANO DELL’ UDITO E DELL’ EQUILIBRIO

1) Onde sonore dal padiglione alla finestra ovale

2) L’ orecchio interno

3) Liquidi interni

4) Funzioni della membrana basilare e finestra rotonda

5) I reccettori acustici

6) Organizzazione tonotopica della membrana basilare

7) Conduzione ossea

8) Organo del Corti

9) Nuclei clocleari

10) Stazioni sinaptiche da ambedue gli orecchi

11) Corteccia uditiva primaria

12) Elaborazione stimoli acustici

13) Discriminazione spaziale

14) Sistema vestibolare

15) Recettori dei canali semicircolari

16) Recettori dell’utricolo e del sacculo

17) Ganglio di Scarpa

18) Riflessi statotonici e statocinetici

19) Nistagmo vestibolare

20) Mal di mare

Il gusto


Cap. 8 I SENSI CHIMICI  GUSTO E OLFATTO

1) Vie e funzioni del gusto

2) Discriminazione e connessione col sistema limbico del gusto

3) Ageusia e disgeusia

4) Vie e funzioni dell ‘olfatto

5) Altre vie delle informazioni olfattive

6) Anosmia totale e specifica e fantosmie

Cap. 9  IL CONTROLLO DEI MOVIMENTI

1) Tipi di muscolo

2) Sinapsi neuromuscolari

3) Strutture delle fibre muscolari

4) Tubulo T

5) Funzione del CA++ nelle sinapsi neuromusolari

6)Contrazione muscolare isometrica e isotonica

7) Rapida e lenta contrazione

8) Troponina e tropomiosina

9) Organi coinvolti nel controllo dei movimenti

10) Riflesso (tipi, definizione e funzioni)

11) Riflesso di stiramento e riflesso patellare

12) Neuroni a T e motoneuroni alfa

13) Motoneuroni gamma e recettori tendinei dei Golgi

14) Riflesso flessorio

15) Dipendenza dei riflessi spinali dai centri superiori

16) Contatto tra centri superiori e motoneuroni spinali

– Shok spinale

17) Il sistema piramidale

18) Tratto dorsolaterale e ventromediale nel sistema piramidale

19) Parti distali

20) Sistema extra piramidale

21) Fasci rubro-spinale e reticolo spinale laterale

22) Fasci vestibolo-spinale e reticolo spinale mediale

23) Effetti di lesioni del piramidale o dell’ extrapiramidale

24) Morbo di Parkinson

25) Aree motorie corticali

26) Homunculus motorio

27) Area premotoria

28)  M II (o Sma)

29) Ideazione e programmazione dei movimenti

30) Organizzazione cellulare del cervelletto

31) Fibre muscoidi e fibre rampicanti nel cervelletto

32) Vie d’uscita dalla corteccia cerebellare

33) Funzione del Gaba

34) Archicerebello (funzione e parti)

35)Paleocerebello (funzioni e parti)

36) Neocerebello (funzioni e parti)

37) Effetti di lesioni del cervelletto

 

Cap. 10 SISTEMA LIMBICO ED EMOZIONI

1) Effetti degli stati emotivi

(componente emotiva e affettiva di sensazioni e percezioni)

2) Il sistema nervoso autonomo negli stati emotivi

3) Strutture del sistema limbico e collocazione

4) Autostimolazione intracranica

5)Stimolazioni di zone precise e sensazioni

(Considerazioni in psicochirurgia)

Cap. Cap.

  VCAP.11 ISUALIZZAZIONE DELL’ ATTIVITA’ CEREBRALE

1) EEG ed ECoG

– Cosa si registra?

2) Discrimazione tra eccitazione ed inibizione

3) Piazzamento standard di elettrodi

4) Tracciati in veglia attiva e rilassata

5) Onde, frequenza, ampiezza e loro comparsa

6)Controllo della sincronizzazione

7) Metodo per lo spettro di frequenza

8) Potenziali evocati e loro evidenziazione

9) Potenziali correlati ad eventi

– P 300

– (CNV)

– Potenziale premotorio

-10) Neurouimaging

-PET

-TAC

-NMR

11) Qualità e utilità della desossiemoglobina

 

Cap. 12 LE STRUTTURE RESPONSABILI DEL CICLO SONNO-VEGLI

1)Stadi 1 e 2, 3 e 4 del sonno

-Complessi K

2) Sonno REM

3) Funzione del nucleo soprachiasmatico

– dove si trova?

4) Sostanza reticolare

-Funzioni

-Proiezioni

5) Effetti di varie sezioni della sostanza reticolare

6)Nuclei del rafe

7)Neurottrasmettirori e sonno-veglia

8) Fattore S e DSIP

Cap. 13  I  CENTRI DEL LINGUAGGIO

1) Area di Broca

– Collocazione e funzione

-effetti di una lesione

2) Area di Wernicke

– collocazione, funzione

– effetti di una lesione

3) Fascicolo arcuato

– afasia da conduzione

4) Vie nervose implicate nel linguaggio

5) Area semantica

– funzione e collocazione

6)Lateralizzazione (ecczzioni)

7) Linguaggio ed emisfero destro

-Aprosodia sensoriale o motoria

8) Stimolazioni neurochirurgiche e linguaggio

Cap. 14 GLI EMISFERI E I LOBI CEREBRAL

1) Differenze anatomiche tra i due emisferi

2) Corpo calloso

3) Studi sul cervello diviso

– Riconoscimento e capacità di nominare un oggetto

– Figure chimeriche

4) Dominanze di ogni emisfero

– Esempio di ascolto musicale

5)Aree cerebrali sensoriali primarie a proiezione specifica

6) Aree associative

– lobi frontali

-lobi parietali posteriori

7) Il neglet

– Quali aree di Brodman sono lese?

8)  Aprosodia sensoriale e acalculia

9)Lobi temporali

– Aree: funzioni e disfunzioni.

10) Lesioni delle aree 20 e 21 di Brodmann (lobi temporali inferiori)

11) Lesione estesa alla parte anteriore del lobo temporale (area 38)

12) Lesione del lobo frontale (esempi)

13) Lesione lobi occipitali

Cap. 15  I CIRCUITI NERVOSI DELLA MEMORIA

1) Aree e tipi di memoria

2) Memoria di riconoscimento e di localizzazione

– Vie visive e funzioni di identificazione e localizzazione spaziale.

3) Regioni indispensabili alla memoria

4) Sindrome di Korsakoff e malattia di Alzheimer

5) Due vie della memoria parallele

6) Ruolo e vie dell’ acetilcolina nei processi mnemonici

– fisostigmina

7) Relazione tra aree sensoriali e sistema limbico

8) Strutture coinvolte nella memoria motoria

Cap. 16  PLASTICITA’ DEL SISTEMA NERVOSO

1) Plasticità delle strutture nervose

2)Adattamento all’ambiente e risposta a lesioni

-aumento della sinapsi

– sensibilizzazione a lungo termine

– reinnervazione collaterale

– rigenerazione completa

3) Riorganizzazione topografica sensoriale

– amputazioni

– iperstimolazioni

4) Possibilità delle aree cerebrali di acquisire funzioni diverse.

– plasticità nell’infanzia

ANSWERS 

1.1) Barriera emato-encefalica – Idrosolubili: la attraversano solo con diffusione facilitata: glucosio, aminoacidi/Liposolubili: ossigeno e anidride carbonica la attraversano.

Gli assoni del SNC hanno guaina mielinica di cellule gliali dette oligodendrociti, quelli dei nervi periferici da mielina formata da cellule di Shhwann. La mielina favorisce la conduzione, nel senso che preserva il segnale nervoso e ne aumenta la velocità, con la propagazione saltatatoria a livello dei nodi di Ranvier.

1.2) Soma o corpo cellulare, contine il nucleo per la sintesi proteica. I dendriti, sono arborizzazioni, e come il soma, ricevono informazioni da altri neuroni, e le trasmettono lungo l’assone ai terminali sinaptici, dai quali passano ad altri neuroni. Il flusso di informazioni scorre quasi sempre in tale direzione (polarizzazione dinamica).Cellula piramidale della corteccia cerebrale (fig. nucleo triangolare e arborizzazioni sopra e sotto); cellula di Purkinje del cervelletto (fig. fitte arborizzazioni); cellula dell’ ippocampo (fig. poche e sottili arborizzazioni)

1.3) Flusso assoplasmatico dal soma ai terminali sinaptici (anterogrado); flusso assonico ambedue direzioni (anterogrado e retrogrado)

1.4) Doppio strato di fosolipidi con diverse proteine per specifiche funzioni. Vi sono pori conteneti acqua , detti canali ionici, i quali hanno porte che si aprono e chiudono per il passaggio di ioni (scarsamente liposolubili e che quindi passano solo attraverso tali canali ionici).

1.5) Un soluto passa (diffonde) attraverso una membrana se la sua concentrazione è maggiore rispetto a quella che vi è oltre la membrana. Ciò avrà forza e durata in funzione del gradiente di concentrazione, cioè della differenza di concentrazione, la quale diminuendo, fa diminuire il fenomeno, fino anche, in parte ad invertirlo e ad equilirarlo. Flusso da una parte = al flusso proveniente dall’altra parte (diffusione semplice).

Quando la sostanza è uno ione, cioè ha carica elettrica, tra i due compartimenti si crea anche una differenza di potenziale (gradiente elettrico). Quando la carica elettrica aumenta nel compartimento che la riceve e che la attrae, si creerà una forza che comincia a respingere il flusso. Vi è dunque una interazione tra gradiente di concentrazione e gradiente elettrico.

1.6) Alta concentrazione intracellulare di Potassio (K+  – potenziale di equilibrio -90 mV). Alta concentrazione extracellullare del Sodio (Na+ – potenziale d’equilibrio +60 mV).  In condizioni di riposo la membrana è più permeabile al K+, ed è negativo rispetto all’ esterno (-70 mV), anche perché all’interno vi sono grosse proteine negative che non possono attraversare la membrana.

1.7) La fuoriuscita passiva (diffusione semplice) di K+ e l’entrata di NA+ viene però controbilanciata da pompe metaboliche che trasportano attivamente tali ioni in direzione opposta ai loro gradienti di concentrazione (pompa sodio-potassio).

1.8) Quando la depolarizzazione raggiunge una certa soglia (ad es -55 mV) si ha apertura dei canali del sodio ed entrata massiva di questo  così il potenziale d’azzione va a +30 mV per un millisecando.

1.9) Viaggia lungo l’assone come un ‘onda di inversione della polarità, raggiunge i terminali sinaptici e da questi si trasmette ad altri neuroni. Nelle fibre con mielinna, il segnale viene trasmesso da un nodo di Ranvier ad un altro in quanto depolarizzazione (conduzione saltatoria), senza dispersioni e con maggiore velocità.

Erlanger e Gasser

fibre                 diametro medio ()             velocità media (m/sec)             funzione

A) mieliniche       15                                          85                                       Motoneuroni muscoli

8                                            43                                        Tatto e pressione

5                                            25                                   Motoneuroni fibre intrafusali

3                                            13                                   Temperatura e dolore

B) Mieliniche       2                                                7                                   Fibre pregangliari

C) Amieliniche     1                                                1                                        Dolore

2.1) Elettriche sono bidirezionali. Poche nell’uomo. I neuroni sono a contatto.

Chimiche c’è uno spazio intersinaptico. Utilizzo neurotrasmettitore.

Monodirezionalità.

– Ca++ entra nella membrana presinaptica, e fa liberare i  neurotrasmettitori da piccole vescicole. Questi raggiungono i recettori sulla membrana postsinaptica .

–  A seconda del neurotrasmettitore e del recettore si ha: PPSE e PPSI

Se il PPSE raggiunge una soglia di -55 mV, insorge in potenziale d’azione

(+ 30 mV )  perchè si aprono i canali del sodio +60 mV e del  potassio -90 mV.

–  Il cloro -70 mV  entra nella cellula e contribuisce all’iperpolarizzazione (-80  mV)

2.2) Le informazioni possono convergere da tanti neuroni ad uno o divergere (viceversa). Quando tante depolarizzazioni sono contemporanee si sommano e si può avere potenziale d’azione (sommazione spaziale). Quando queste sono sequenziali possono anche sommarsi (sommazione temporale) e provocare il potenziale d’azione.

2.3)  In genere tra i terminali di un assone e i dendriti o il soma di un neurone. La asso-assonica comporta che stimolando l’assone 1, non si registra trasmissione dall’assone 2 al neurone 3. Se si stimola il 2 si ha risposta nel 3 (PPSE). Ma se si stimolano 1 e 2, il PPSE su 3 è inferiore.

La dendro-dendritica  comporta la liberazione di un neurotrasmettitore eccitatorio dal dendite 1 al 2, e la liberazione di uno inibitorio dal 2 al 1.

2.4) Nella parte pre-sinaptica sintesi dell’acetilcolina tramite reazione tra acetilcoenzima A e Colina, ad opera dell’enzima  colinaacetilttrasferasi (CAT). Liberazione dalle vescicole presinaptiche dell’acetilcolina nello spazio sinaptico quando arriva un potenziale d’azione.

Legame con recettori postsinaptici, inattivazione e scissione dall’enzima colinasterasi (Ach-esterasi) in acetato e colina, la quale viene ricaptata dalla terminazione pre-sinaptica, e il ciclo ricomincia. Questo ciclo di sintesi e distruzione vale per tutti i neurotrasmettitori, anche se con altre vie metaboliche ed  altri enzimi.

2.5)Acetilcolina > sinapsi neuromuscolari, ed è anche nel cervello

Dopamina> nel corpo striato, è implicata nel movimento, sua carenza causa morbo di Parkinson.

Serotonina> tronco dell’encefalo nei nuclei del rafe, partecipa al ciclo sonno-veglia.

Glutamato> eccitatorio, più diffuso nel SNC

Acido gamma-amnobiturrico (Gaba) > Inibitorio

Glicina> Inibitorio

Encefaline, endorfine, e Sostanza P > inibizione dolore

2.6) Agiscono sul metabolismo del neurone, e possono modificarne il DNA (Effetto metabotropo). La loro azione non è solo sinaptica. Agiscono anche a distanza su intere popolazioni di neuroni, per una durata di minuti o anche di ore.

2.7)  Classificazione:

MOMOAMINE: Acetilcolia, Serotonina, Istamina

AMINOACIDI:

Glutamato, Glicina, Aspartato, Gaba (acido gamma-aminobutirrico)

CATECOLAMINE: Dopamina, Adrenalina, Noradrenalina

PEPTIDI: Encefaline, Endorfine, Sostanza P, Colecistochinina, Vasopressina, Vip (peptide vasoattivo intestinale) Somatoastaatina …

3.1) Sono costituite dagli assoni e il colore bianco è dovuto alla mielina. Sono costituite dai corpi cellulari.

3.2) Centrale (encefalo e midollo spinale), periferico (nervi cranici e spinali), autonomo o vegetativo (simpatico e parasimpatico).

3.3)Encefalo = proencefalo (telencefalo e diencefalo), tronco dell’encefalo, e cervelletto.

Telencefalo (cervello propriamente detto) = due emisferi avvolti dalla sostanza grigia detta corteccia cerebrale, uniti dal corpo calloso.

Diencefalo (sopra il mesencefalo): talamo e ipotalamo.

3.4) Solco di Rolando, quasi verticale, solco di Silvio quasi orizzontale. Le circonvoluzioni aiutano a definire le aree corticali classificate da Brodmann – frontale, parietale, temporale, occipitale (per ciascun emisfero).

3.5) Talamo e ipotalamo. Funzione di smistamento e controllo delle informazioni (talamo). Funzioni di regolazione organi interni, motivazione, comportamento sessuale, termoregolazione.

3.6) E’ parte del sistema limbico (in particolare giro del cingolo, ippocampo). E’ implicata nelle emozioni e nella memoria.

3.7) Sono ai lati del talamo: corpo striato, (formato da putamen e nucleo caudato) e globo pallido/ controllo movimenti.

3.8-9-10) Mesencefalo, ponte e bulbo. Attraversato da fibre ascendenti (essenzialmente sensoriali) e discendenti (essenzialmente motorie) vanno e provengono dalla corteccia. Vi sono  zone di sostanza frigia, in particolare: nuclei vestibolari e nucleo rosso per l’integrazione nervosa.

3.11) Nel tronco dell’encefalo, intricata rete nervosa. Ascendente o attivatrice > Sonno-veglia/ discendente va al midollo spinale> controllo movimenti.

3.12) Controllo movimenti, in particolare.

3.13) E’ interno al diencefalo, comunica con i due laterali, nei due emisferi e con il quarto, tra il tronco dell’ encefalo e il cervelletto. Queste cavità continuano lungo il canale ependimale nel midollo spinale, esse contengono il liquido cerebrospinale ( che è anche tra le meningi).

3.14) E’ una meninge, insieme alla pia madre e alla dura madre. Contengono liquido cerebrospinale, proteggono da movimenti bruschi e traumi.

3.15) Corna anteriori e posteriori sono nella sostanza grigia (ad H),  sono collegate alle radici ventrali (fibre motorie) e alle radici dorsali (fibre sensitive).

3.16) Sono misti. Dalle corna anteriori e dalle radici ventrali fuoriescono le fibre motorie che vanno ai muscoli. Dalle corna posteriori e dalle radici dorsali fuoriescono le fibre sensitive che entrano nel midollo spinale.

Sono 31: cervicali 8, toracici 12, lombari 5, sacrali 6.

3.17) Sono 12. Originano dal tronco dell’encefalo.

II Ottico – sensitivo

I Olfattivo – sensitivo

VIII Vestibolo cocleare – sensitivo

III Oculomotore – motorio

IV Trocleare – motorio

VI Abducente – motorio

XI Accessorio – motorio

XII Ipoglosso – motorio

VII Facciale – misto

V Trigemino – misto

X Vago – misto

IX Glossofaringeo -misto

3.19) Esce a livello cranio-sacrale / esce a livello tronco-lombare.

3.20) Acetilcolina per il parasimpatico nelle fibre pre e post gangliari, e per le pre del simpatico, noradrenalina per le post del simpatico.

3.21) Dilatazione della pupilla e tachicardia determinata dal simpatico. Miosi e battito cardiaco lento dal parasimpatico.

3.22) Controllo del neurovegetativo > stati motivazionali (fame, sete), comportamento sessuale, temperatura, stati emotivi.

4.1) Ambiente> stimoli > Recettori di senso> Integrazione nervosa  (misurazione tramite elettrodi del comportamento neuronale)

Eventi mentali nel cervello = sensazione>percezione (intervista e studio del soggetto, dunque fisiologia psicofisica).

4.2) Evento mentale elementare in seguito a stimolazione. Vi è una elaborazione percettiva che definisce la sensazione (come nelle figure reversibili e il cubo di Necker, vedi le teorie della Gestalt).

4.3) La sensazione ha dimensioni spazio temporali, ha una modalità, ovvero l’organo di senso che stimola: visiva, uditiva, tattile ecc., ha intensità: suono forte o debole, luce più o meno intensa, gusto più o meno salato.

La dimensione dipende dalla superficie recettoriale stimolata, la durata dal tempo di stimolazione, la modalità dall’organo di senso, l’intensità dalla frequenza di scarica dei potenziali d’azione. Più è alta la frequenza, cioè più potenziali d’azione in un secondo, più lo stimolo risulta intenso (e vicevera)

In tal senso vi è correlazione tra fisiologia oggettiva e soggettiva.

4.4) Eccita con la minor energia un recettore di senso, per cui lo stimolo è adeguato a quel recettore. Es luce-fotorecettori. Può non essere adeguato, es. pugno nell’occhio-sensazioni visive, ma allora necessità di maggior energia.

4.5) Principio organizzativo dei sitemi sensoriali per la localizzazione spaziale (visiva, uditiva, tattile) E’ un meccanismo inibitorio per cui neuroni eccitati (ad es. da una punta di penna sulla cute) inibiscono tramite interneuroni inibitori i neuroni ad essi contigui. Così si facilita la localizzazione di uno stimolo attraverso la creazione di una via preferenziale di eccitazione circondata da zone limitrofe di inibizione.

4.6)Definisce i rapporti tra superficie recettoriale e neuroni. Il campo recettivo di un neurone è quella parte di superficie recettoriale (cute, retina ecc.), che se stimolata, è in grado di modulare (eccitare o inibire) il neurone.

5.1) Sistema che prta informazsioni dal corpo al cervello: meccanocezione (superficie cutaneea:tatto), propriocezione: sensibilità profonda dei muscoli e articolazioni; termocezione: informazioni termiche nocicezione: informazioni dolorifiche.

5.2) Parti specializzate dei terminali assonici di neuroni che si trovano nei gangli radicolari. Questi sono situati subito fuori il midollo spinale prima delle radici dorsali. Contengono i neuroni a T (forma biforcuta degli assoni): i cui prolungamenti periferici costituiscono un nervo spinale e successivamente uno periferico.

5.3) Dalla periferia stimolata si eccitano i recettori di senso, quindi il seganale nervoso viaggia come potenziale d’azione dalle terminazioni assoniche ai neuroni a T. Da qui salgono nella parte posteriore del midollo spinale (cordoni posteriori o colonne dorsali) fino al bulbo dove fanno sinapsi con altri neuroni. Gli assoni dei neuroni bulbari formaano la linea lemnisco mediale, cheincrocia la linea mediana e va al nucleo ventrobasale del talamo. Qui vi è sinapsi con i neuroni talamici, i cui assoni raggiungono la corteccia a livello dell’area somestesica primaria (S. I), che si trova nel giro post-centrale subito dietro il solco di Rolando (aree 3, 1 e 2 di Brodmann). L’incrociamento dei lemnischi porta le informazioni di una metà del corpo all’emisfero cerebrale opposto.

5.4-5) Dalla periferia stimolata ai neuroni a T (forma biforcuta degli assoni) nei gangli radicolari, prima delle radici dorsali e quindi al midollo spinale, nelle corna posteriori dove contraggono sinapsi con neuroni, i cui assoni attraversano subito la linea mediana e si portano alla parte anteriore del midollo spinale del lato opposto. Da qui salgono nel fascicolo antero-laterale.

Da qui tre fasci: Paleospinotalamico va ai nuclei mediali del talamo > diffusamente alla corteccia cerebrale di un emisfero

Neospinotalamico va al lemnisco mediale e nucleo ventrobasale del talamo > diffusamente alla corteccia cerebrale di un emisfero

Spino-reticolo-talamico va ai nuclei mediali del talamo passando dalla sostanza reticolare > area somestesica primaria.

5.6) Ogni radice dorsale ha un corrispondente dermatomero, cioè lesioni a quella radice dorsale comportano disturbi della sensibilità termo-dolorifica e tattile-propriocettiva del dermatomero corrispondente.

5.7) Sindrome di Brown-Squard. Se la emisezione è a sinistra, vi è sezione delle vie tattili propriocettive provenienti da sinistra, perché l’incrociamento avviene dopo, a livello del bulbo, quindi perdita della sensibilità di queste vie ipsilateralmente (stesso lato della lesione, ad es. non viene percepita la gamba sinistra). Ma la vie termo-dolorifiche di sinista si incrociano subito nel midollo spinale, passando a destra quindi non perdono la sensibilità. Las perdita della sensibilità termo-dolorifica riguarda la parte destra, cioè contro lateralmente alla lesione, cioè dal lato opposto.

5.8) Fascio paleospinotalamico espino-reticolo-talamico proietta diffusamente alla corteccia di un emisfero, per cui porta un dolore sordo, diffuso, non ben localizzato (ed anche informazioni termiche diffuse).  Il fascio neospinotalamico proietta (insieme alle vie tattili-propriocettive) all’area S.I  dando luogo a sensazioni specifiche e localizzate.

5.9) Innerva la cute del volto, seguendo una organizzazione concentrica a bulbo di cipolla e si divide in tre branche: oftalmica, mascellare, mandibolare.

5.10) *Specifico: è connesso alle vie di senso specifiche: nucleo ventrobasale dove passa il somestesico, corpo genicolato laterale > visivo; corpo genicolato mediale > uditivo.

*Aspecifico: vicino alla linea mediana (nuclei intralaminari), vi arrivano informazioni termo-dolorifiche aspecifiche  è connesso al ciclo sonno-veglia.

*Motorio: nel nucleo ventro laterale, riecve informazioni dal cervelletto > movimento.

*Associativo: (pulvinar e nuclei dorsali) proietta alla corteccia associativa  dei lobi frontale , parietale e temporale.

5.11) E’ nella parte posteriore del talamo, e fa parrte del talamo associativo insieme al nucleo dorsale.

5.12) Ogni parte del corpo proietta in zone precise del bulbo, del talamo e della corteccia cerebrale secondo una mappa. Nella S-I l’homunculus è il risultato grafico proporzionale, del rapporto tra la zona del corpo stimolata e i neuroni corrispondenti sulla corteccia.

5.13)Aree cutanee con più recettori hanno più acuità tattile e quindi campi recettivi più piccoli. (Infatti quando i campi recettivi sono piccoli, lo stimolo recluta più recettori). L’acuità tattile è la capacità (ad.es.) di discriminare tra due punte di un compasso sulla cute (alta a 1-2 mm., ad es. nelle dita; bassa a 60-70mm ad es. nel torace).

Maggiore è l”uso di una parte del corpo nell’ambiente, maggiore è la densità dei recettori sulla superficie cutanea, maggiore è l’acuita tattile e la rappresentazione corticale, mentre minore è il diametro dei campi recettivi.

5.14) La S-I è nelle aree 3, 2, 1. Oggi si pensa che vi siano tre rappresentazioni, ovvero tre homuncolis, uno per ciascuna area di Brodmann. Riceve informazioni dalla parte opposta del corpo. La S-II, in fondo al giro post-centrale, al confine del lobo temporale riceve informazioni da ambedue i lati e dipende da S-I, infatti una lesione di S-I inattiva S-II.

5.15) Nel lobo parietale vi sono aree per la eleborazione di stimoli complessi. Nella scimmia si è visto che la combinazione di più stimoli, con una convergenza polisensoriale può attivare determinate aree (sfregamento della bocca, movimento mano, stimolo visivo e acustico devono giungere dallo stesso lato).

5.16 -17) La teoria dell’intensità si riferiva al fatto che qualsiasi stimolo raggiungendo una certa intensità evocasse dolore. Oggi, si pensa che vi siano nocicettori specifici per vari tipi di dolore: viscerale: organi interni, somatico: ossa, muscoli, e tessuto connettivo (profondo) e dalla cute (superficiale, che si divide in inziale, veloce e localizzato, attraverso il fascio neospinotalamico, e tardivo, diffuso, a lenta velocità di conduzione, attraverso i fasci paleospinotalamico e spino-reticolo-talamico).

5.18) Sensazione dolorosa spesso acuta dovuta all’entrata in attività di popolazioni neuronali coinvolte nell’elaborazione delle informazioni dolorifiche, come il dolore talamico.

Compare negli amputati ed è riferito all’arto amputato.

5.19) Il discendente è costituito da assoni di neuroni del tronco dell’encefalo, in particolare nella sostanza grigia periacqueduttale e nel nucleo del rafe magno. Questi inibiscono i neuroni nelle corna posteriori del midollo spinale che ricevono sinapsi dai neuroni a T dei gangli radicolari. Questa sinapsi avviene attraverso la sostanza P (neurotrasmettitore) la cui liberazione verrebbe inibita mediante la liberazione di serotonina ed encefaline da parte del sistema inibitorio discendente.

– Il sistema inibitorio ascendente si basa sul potere inibitorio delle colonne dorsali (sistema specifico) e del fascicolo anterolaterale (sistema aspecifico)

5.20) Esistono sostanze endogene con effetto analgesico: encefaline ed endorfine (sitema inibitorio degli oppiati interni

5.21) La terapia del dolore utilizza  morfina o morfinoderivati  che si legano con i recettori degl oppiati interni. La neurochirurgia usa tecniche di stimolazione delle colonne dorsali (per provocare l’ inibizione ascendente), e la terapia chirurgica può in casi estremi ricorrere alla sezione del fascicolo anterolaterale (cordotomia).

6.1) Sono i coni e i bastoncelli: Alta concentrazione di coni nella fovea, dove non vi sono bastoncelli, concentrati alla periferia della retina.

Coni: visione fototopica (di giorno) sensibili ai colori / astoncelli: visione scototopica (semioscurità) e non sono sensibili ai colori.

6.2-3) Si trova nei forecettori, la luce lo scinde, provocando l’eccitazione di coni e bastoncelli. Quindi il segnale nervoso passa attraverso la retina fatta di strati cellulari, cioè va alle cellule bipolari e a quelle ganglionari. La connessione tra forecettori e questi due citati strati di cellule è data dalle cellule orizzontali e le cellule amacrine.

6.4)  Gli assoni ganglionari si uniscono ed escono dalla retina a livello della pailla ottica, formando il nervo ottico.

Il nervo ottico sinistro e destro si incontrano nmel chiasma ottico dove si incrociano parzialmente.

Fibre delle emiretini nasali si incrociano, quelle temporali no. Per cui ogni tratto ottico è formato da fibre provenienti da una emiretina nasale di un occhio e da una emiretina temporale dell’altro occhio. Così il campo visivo destro va nel tratto ottico sinistro (cioè alla emiretina nasale sinistra e alla emiretina che andrà a destra e alla emiretina temporale destra) e viceversa.

I tratti ottici vanno al corpo genicolato laterale dove contraggono sinapsi con neuroni, che inviano attraverso i loro assoni una “radiazione ottica” alla corteccia visiva primaria V1).

6.5) La via visiva che dal corpo genicolato laterale va in V1 (nei lobi occipitali) è implicata nella percezione dei colori, del movimento, della profondità e nell’identificazione degli oggetti.

Altre connessioni dei tratti ottici non vanno al corpo genicolato laterale, ma direttamente al diencefalo, nell’ipotalamo, dove il ciclo notte-giorno si accoppia col ciclo sonno-veglia, e ai collicoli superiori, regione pretettale, per i movimenti degli occhi e i riflessi pupillari (costrizione della pupilla in seguito a stimolazione luminosa).

6.6) Campo visivo destro va a sinistra e viceversa. L’immagine è rappresentata capovolta sulle retine. Emiretina nasale sinistra ed emiretina temporale destra ricevono il campo visivo sinistro e viceversa. (N.B. Le fibre provenienti dalle emiretine nasali si incrociano nel chiasma ottico, quelle temporali no).

6.7-8) E’ una parte del campo visivo, e quindi della superficie retinica che stimolata da un puntino luminoso è in grado di modulare l’attività di un neurone.

Sono “centro on” quando il puntino deve essere nel centro per eccitare la cellula. “Centro off” quando il puntino deve essere nella periferia. Sono organizzati nello stesso modo a livello delle cellule ganglionari e dei neuroni del corpo genicolato laterale, ma cambiano nella corteccia visiva, dove hanno forma allungata e vengono stimolati megli da barre luminose piuttosto che da puntini.

6.9)  V1, corteccia visiva striata per l’aspetto a strisce, nella parte mediale interna del lobo occipitale.

Extrastriate: V2, V3 e V4, corteccia temporale media e inferiore, corteccia parietale posteriore, elaborazione complessa della visione.

6.10) Colonne di dominanza oculare e colonne per l’orientamento spaziale. Per cui vi sono neuroni attivati preferibilmente da un occhio nelle colonne di dominanza oculare, e neuroni attivati da barre con un certo orientamente nelle colonne per l’orientamento.

6.11) *Neuroni con campo ricettivo semplice (in V1) sono attivati da barre luminose con un certo orientamento, poiché se queste hanno un orientamento adeguato stimolano la zona “on” del campo ricettivo, oppure con altero orientamento la zona “off”.

* Campo ricettivo complesso (in V1 e V2) sono attivati da barre con un certo orientamento e una certa lunghezza.

* Ipercomplesso (in V1 e V2) da forme ben precise, ad es. con un certo angolo.

Tutti questi neuroni sono dunque detettori di forma e orientamento e l’oggetto viene ‘visto’ attraverso la combinazione di tali detettori, in modo molto diverso dalla macchina fotografica. Le caratteristiche di forma, dimensione, luminosità, colore, movimento, localizzazione sono elaborate in aree diverse e unite insieme dando luogo alla percezione globale.

6.12) Ganglionari X sono piccole > Neuroni parvocellulari del corpo genicolato laterale i cui assoni > in V1, sinapsi con i blobs (colore,ad es. eccitati dal rosso e inibiti dal verde, e viceversa) e con gli interblobs (dettagli spaziali).

Gli interblobs di V1, passano da V2 e raggiungono la corteccia temporale inferiore (identificazione oggetto). I blobs di V1, passano da V2 e raggiungono V4 (percezione colore).

6.13) Ganglionari Y sono più grandi > neuroni magnocellulari del corpo genicolato laterale i cui assoni > lamina 4B di V1. Passano da V2 e vanno in V% e alla corteccia temporale media (percezione del movimento) e in V3 (forma dell’oggetto).

6.14) E’ nel tronco dell’encefalo, con altre aree della corteccia determina la localizzazione dell’oggetto.

6.15) Deficit della localizzazione allocentrica (di un oggetto rispetto ad un altro)

6.16) Deficit di localizzazione egocentrica (oggetto rispetto a se stessi)

6.17)Localizzazione di stimolo visivo anche se in completa cecità, dovuta a lesione della corteccia visiva occipitale. L’ipotesi è che parte dell’informazione spaziale avvenga tramite il collicolo superiore.

7.1) Padiglione orecchio>condotto uditivo>membrana timpano, che vibra e fa vibrare gli ossicini nell’orecchio medio: martello, incudine e staffa, che è collegata a una membrana che chiude un buco denominato finestra ovale.

7.2) la vibrazione che passa dalla finestra ovale fa oscillare il liquido chiamato perilinfa nell’orecchio interno. Questo contiene l’organo dell’udito e quello dell’equilibrio.

Organo dell’ udito: coclea, canale a spirale suddiviso in tre compartimenti, scala vestibolare, scala timpanica, scala media.

7.3) La scala vestibolare e la scala media, contengono perilinfa e comunicano l’una con l’altra con apertura all’apice della cocle detta elicotrema.

7.4) La scala media contiene endolinfa, nella quale si trova la membrana basilare, dove sono situati i recettori acustici. La finestra rotonda che si trova nella scala timpanica, comporta la vibrazione della perilinfa che è un liquido incomprimibile.

7.5)  Sono in un piccolo ispessimento dalla membrana basilare, detto organo del Corti. Sono cellule cigliate, le cui ciglia sono inglobate in una massa gelatinosa, la membrana tettoria. La vibrazione della membrana basilare determina lo spostamento delle ciglia e l’eccitazione dei recettori acustici.

7.6) Alte frequenze fino a 20.000Hertz sono alla base della membrana basilare, basse frequenze, fino a 200 hertz sono all’apice. Le alte frequenze provocano il massimo di vibrazione, mentre le basse determinano una vibrazione massima all’apice. Frequenze diverse eccitano recettori acustici diversi.

7.7) La vibrazione degli ossicini è data dalla conduzione aerea, la vibrazione delle ossa del cranio da quella ossea.

7.8) Neuroni innervanti l’oragno del Corti, e quindi i recettori acustici, sono nel ganglio del Corti e sono neuroni a T, proprio come quelli dei gangli radicolari nel sistema somestesico.

7.9) I prolungamenti centrali dei neuroni a T del ganglio del Corti, raggiungono i nuclei cocleari, uniche strutture del sistema uditivo che ricevono informazioni da un solo orecchio.

7.10) L’ oliva superiore, il collicolo inferiore, il corpo genicolato mediale e la corteccia uditiva, sono le stazioni sinaptiche riceventi da ambedue gli orecchi.

7.11)  Si trova nella parte superiore del lobo temporale (aree 41 e 42 di Brodmann).

7.12) Nella corteccia uditiva vi sono neuroni attivati solo da suoni specifici, ciò consente una fiissima discriminazione. Nella scimmia vi sono neuroni eccitati solo da  specifici suoni di richiamo.

7.13) Si basa sulla differenza di intensità e di tempo fra orecchio sinistro e destro. Vi sono neuroni sensibili a differenze di tempo anche di alcuni milionesimi di secondo, per cui un suono che arriva leggermente più da sinistra (o più da destra) viene localizzato.

7.14) E’ formato da tre canali semicircolari, dall’utricolo e dal sacculo (in questi ultimi due vi sono cristalli di calcite immersi in una massa gelatinosa), nei quali vi sono i recettori vestibolari (come gli acustici, sono cellule con le ciglia inglobate in una matrice gelatinosa). CO qqueste strutture vengono segnalate le posizioni e l’ equilibrio della testa.

7.15) La stimolo adeguato per i recettori dei canali semicircolari è l’accelerazione angolare, che è data dai movimenti della testa verso destra e verso sinistra, come per dire no., e movimenti verso l’alto e il basso come per dire sì. Le ciglia si spostano eccitando i recettori.

7.16) Vengono eccitati da accelerazione lineare, ad es. dalla forza di gravità.

7.16) Organo tramite il quale, le informazioni provenienti da uticolo, sacculo e canali semicircolari arrivano ai nuclei vestibolari, nel tronco dell’encefalo.

7.17) Atteggiamenti di postura degli arti e del tronco per la stabilità del corpo – risposta in seguito a movimento del corpo.

7.18)Riflesso cinetico tipico che si osserva nell’individuo che ruota su una sedia girevole, per cui vi è l’alternarsi dei movimenrti degli occhi, lento in un senso e rapido nell’altro. E’ usato in clinica a scopo diagnostico per valutare la funzionalità del sistema vestibolare.

7.19) Stimoli molto intensi possono provocare riflessi viscerali come le cinetosi, caratterizzate da vomito, vertigini, sudorazione (ad es. mal di mare).

8.1) Recettori gustativi sulla lingua inviano informazioni tramite la corda del timpano, un ramo del nervo facciale e il nervo glossofaringeo. Queste fibre raggiungono il nucleo solitario nel bulbo, poi il talamo e il giro post- centrale: l’area somestesica primaria.

8.2)  Molte molecole organiche e inorganiche stimolanti, ma  discriminazione degli stimoli scarso: dolce, salato, amaro e acido. Vi sono connssioni con il sistema limbico, infatti la componente emozionale influenza il senso del gusto.

8.3) Perdita del gusto – Sensazione gustativa sgradevole, anche in assenza di stimolazione.

8.4) Funzioni di controllo dell’ambiente (ad es. igiene). I recettori olfattivi si trovano nella cavità nasale, inviano informazioni tramite il nervo olfattivo, al bulbo olfattivo, situato al di sotto del lobo frontale. Potere di discriminazione molto alto e connessioni con il sistema limbico, per cui viene influenzato dalla componente emozionale.

8.5)Alcune informazioni olfattive raggiungono il cervello tramite il trigemino, il glossofaringeo e il vago.

8.6) Assenza totale dell’olfatto -Insensibilità verso alcuni odori (ad es. dell’acido isobutirrico sostanza responsabile dell’odore del sudore) -Allucinazioni olfattive.

9.1) Scheletrici – Lisci (ad es. per i movimenti intestinali) – Cardiaco

9.2) Contatto tra nervi periferici e fibre muscolari.

9.3) Sono composte da miofibrille. Queste sono composte da strutture ripetitive dette sarcomeri. Questo è formato da filamenti spessi di miosina e filamenti sottili di actina. I quali hanno la proprietà di scorrere gli uni rispetto agli altri.

9.4 – 5) Quando giunge il potenziale d’azione a livello della membrana della fibra muscolare, viaggia lungo di essa fino ad una introflessione chiamata tubulo T. Quindi, liberazione ioni Ca dalle cisterne terminali. Questi ioni entrano in contatto con le miofibrille, e quindi con i sarcomeri.  Lo ione Ca si lega alla troponina che è una proteina sull’actina, e ciò determina lo spostamento di una lunga proteina che è sui filamenti di actina: la tropomiosina, la quale in condizioni di riposo copre i siti attivi sull’actina. Su questi siti scoperti si attaccano le protuberanze di miosina (teste di miosina), che funzionano come remi, provocando lo scorrimento edei filamenti spessi rispetto ai sottili.

9.6) Lunghezza costante  con variazione di forza, come quando si tenta invano di sollevare un carico troppo pesante – Lunghezza variabile e forza costante, come quando si muove un arto.

9.7) A rapida e potente contrazione si affaticano velocemente. A lenta contrazione e per lunga durata, sono più resistenti alla fatica.

9.8) vedi risposta in 9.4- 5.

9.9) Midollo spinale, tronco dell’encefalo, cervelletto, gangli della base, corteccia cerebrale.

9.10) Risposta motoria a uno stimolo, di cui è responsabile il midollo spinale. (di stiramento, e flessorio in risposta ad uno stimolo dolorifico).

9.11) E’ monosinaptico, cioè dovuto a sinapsi eccitatoria tra un neurone sensitivo e uno motorio secondo  un circuito detto arco riflesso, che reagisce ad uno stimolo.  Vi è una via afferente, un centro del riflesso e una via efferente. La via afferente è sensoriale, e i neuroni sono quelli a T nei gangli radicolari. I prolungamenti di questi neuroni terminano nei fusi neuromuscolari, i recettori di stiramento. Dopo lo stimolo che deriva dallo stiramento del muscolo i segnali nervosi arrivano al midollo spinale facendo sinapsi con i motoneuroni (alfa) che ritornano ad innervare le fibre muscolari dello stesso muscolo. Ciò provoca la contrazione muscolare.

Il riflesso di stiramento detto patellare riguarda il tendine del muscolo quadricipite, responsabile dell’estensione della gamba sulla coscia. Il tendine stirato dal colpo di martelletto stira anche il muscolo, dunque attraverso l’arco riflesso si ha contrazione muscolare. Ciò serve  mjantenere cvostante la lunghezza muscolare, ad es. durante la postura eretta. Ogni piccolo cedimento del ginocchio, il quadricipite viene stirato, i fusi neuromuscolari eccitati e quindi vi è una contrazione che consente la postura eretta.

9.12) Vedi risposta 9.11

9.13) Innervano piccole fibre neuromuscolari, dette fibre intrafusali, e servono per controllare la lunghezza dei  fusi neuromuscolari. – Si trovano nei tendini e inibiscono la contrazione muscolare , a scopo protettivo, quando la forza del muscolo è eccessiva.

9.14)  Contrazione muscolo flessore per allontanare arto da stimolo dolorifico. E’ polisinaptico. Via afferente dell’arco riflesso sono fibre dolorifiche che dalla cute, mediante interneuroni, eccitano i motoneuroni nelle fibre extra-fusali di un muscolo flessore.

9.15) Telenencefalo e tronco dell’encefalo influenzano l’attività riflessa del midollo spinale. Infatti se si ha sezione completa del midollo spinale si  ha lo schock spinale, con la scomparsa dei riflessi. Dopo un certo periodo (ore per una rana, settimane o mesi per l’uomo) questi ricompaiono.

9.16) vedi 9.15

9.17) Via discendente. Prende origine per il 60% dalla corteccia motoria primaria e per il restante 40% dal resto della corteccia cerebrale. Gli assoni dei neuroni piramidali arrivano al midollo spinale dopo essersi in parte incrociati nel  bulbo.

La parte che si incrocia forma il tratto dorsolaterale, per i movimenti fini delle parti distali controlaterali (mano e dita). La parte che non si incrocia forma il tratto ventromediale, responsabile dei movimenti del tronco (rotazione, flessione).

9. 18) vedi 9.17

9. 19) vedi 9.17

9.20) Via discendente.  Origina da più aree della corteccia e in parte raggiunge i gangli della base: corpo striato, formato da nucleo caudato e da putamen, e globo pallido. Gli assoni che non si fermano ai gangli della base, continuano fino al tronco dell’ encefalo, dove fanno sinapsi con il nucleo rosso, i nuclei vestibolari e la sostanza reticolare discendente ( che si divide in mediale e laterale).

Da queste strutture troncoencefaliche partono i fasci rubro-spinale  e reticolo-spinale- laterale per i muscoli flessori;  vestibolo-spinale e reticolo-spinale-mediale per i muscoli estensori.

Il sistema extrapiramidale è implicato nei movimenti più grossolani (ad es. dondolamento delle braccia durante la deambulazione) e in atteggiamenti posturali, come lo stare in piedi o seduti. Ogni emisfero da cui parte controlla entrambi i lati del corpo.

9.21) vedi 9.20

9.22) vedi 9.20

9.23)  Compromissione dei movimenti fini parti distali (dita, mano) – Comprommissiome movimenti più globali.

9.24) Patologia del sistema extra-piramidale, con carenza di dopamina nel corpo striato: tremore, rigidità muscolare, camminare senza dondolare le braccia.

9.25) Area motoria primaria M-I si trova nel giro pre-centrale, (area 4 di Brodmann), subito davanti al solco di Rolando. Area premotoria, davanti alla M-I, ma sotto alla M-II, (area 6). Area M-II o area supplementare motoria, programmazione di movimenti complessi circa 1 secondo prima che il movimento sia effettuato.

9.26) Come nell’ area somestesica primaria si ha una rappresentazione della figura umana non proporzionale relativamente   ai neuroni corticali che corrispondono alle parti del corpo collegate ad essi. Ad es. la mano è molto rappresentata.

9.27) Davanti alla M-I (area 6) – movimenti parti prossimali (spalla, tronco, anca) per l’atteggiamento posturale adeguato.

9.28) vedi 9.25

9.29) Funzione che dipende dalla M-II detta anche area motoria supplementare, sotto l’area premotoria.

9.30)  Struttura cellulare altamente ripetitiva La corteccia cerebellare è formata da uno strato granulare, da uno strato molecolare, e da uno strato di cellule di Purkinje.

9.31) Le muscoidi fanno sinapsi con i granuli, fermandosi allo strato granulare, le rampicanti arrivano allo strato molecolare rivestendo completamente l’arborizzazione dendritica delle cellule di Purkinje.

9.32) La via d’uscita dalla corteccia cerebellare è costituita dagli assoni delle cellule di Purkinje, che hanno come neurotrasmettitore il Gaba, che è inibitorio.

9.33) vedi 9.32

9.34)  Detto anche vestibolocerebello (flocculo e nodulo), connesso con i nuclei vetibolari e agente nel mantenimento dell’equilibrio.

9.35) Detto anche spinocerebello ( verme e paraflocculo) connesso con il midollo spinale  e implicato nella regolazione della postura.

9.36) Parti laterali dette anche emisferi cerebellari, collegate con il talamo motorio e la corteccia motoria primaria (M-I), è coinvolto nella programmazione e nel controllo dei movimenti.

9.37) Diminuzione tono posturale (ipotonia), della forza di contrazione (astenia), tremore durante l’esecuzione dei movimenti volontari (astasia). Scorretta regolazione movimenti. Adiadococinesia incapacità di muovere il palmo della mano verso l’alto o verso il basso. Dismetria, ad es. incapacità di toccarsi il naso con un dito ad occhi chiusi. Altri disturbi possono riguardare la memoria motoria. Nei bambini autistici si osservano anomalie nello sviluppo del cervelletto.

10.1)  Gli stati emotivi, positivi e negativi, sono connessi con sensazioni provenienti da organi interni di cui è responsabile il sistema nervoso autonomo. Su questo meccanismo si basano le malattie psicosomatiche.

10.2) vedi 10.1

10.3) Sulla parte mediale degli emisferi cerebrali, proprio injtorno al talamo, esiste una zona di corteccia cerebrale denominata giro del cingolo. A questa sono annesse: ipotalamo, talamo, ippocampo, fornice, corpo mammillare, amigdala, area del setto, fascio mediale del proencefalo.

10.4) Esperimento in cui un topo si autostimola azionando una leva che gli procura una stimolazione elettrica  attraverso elettrodi collocati sul fascio mediale del proencefalo.

10.5) Stimolazioni elettriche o chimiche (con acetilcolina) su punti anche molto ravvicinati del sistema limbico provocano sensazioni molto differenti.

11.1) EEG Elettroencefalogramma, o ECoG elettrocorticogramma (direttamente sulla corteccia cerebrale). Attraverso elettrodi si registra l’attività di un numero molto alto di neuroni che vengono eccitai o inibiti, in particolare attraverso i potenziali postsinaptici, e non tanto per mezzo dei potenziali d’azione.

11.2) Eccitatorie profonde deflessione eegrafica positiva, superficiali = negativa. Inibitorie profonde = negativa, superficiali = positiva. Dunque non è possibile discriminare tra eccitatorie profonde e inibitorie superficiali e viceversa.

11.3) Due prefrontali, quattro frontali, quattro temporali, due parietali, due centrali, due occipitali, uno al vertex e uno in un punto elettricamente non attivo, come il lobo dell’orecchio. Con quest’ultimo si registra  l’attività neuronale con un ECG unipolare. Tra zone attive si registra un ECG bipolare.

11.4)  Veglia rilassata = onde alfa (frequenza intorno ai 10 cicli al sec.) più evidente nei lobi occipitali. Veglia attiva, ad occhi aperti o con piccolo calcolo mentale = onde a ritmo beta ampiezza minore frequenza maggiore (frequenza intorno ai 20 cicli al sec.)

11.5) Altre onde (oltre a quelle in 11.4) sono le theta ( di ampiezza maggiore alle alfa e di frequnza minore, sei cicli al sec.) e le delta (ampiezza ancora maggiore e frequenza di 3 cicli al sec.). Compaiono durante il sonno, e sono presenti nel bambino. Nella veglia attiva sono indice di sofferenza cerebrale.

11.6) E’ a livello del talamo, nei nuclei intralaminari e riguarda i ritmi alfa, theta e delta. Beta è detto desincronizzato.

11.7) Spesso per rilevare lo ECG è necessario un tempo molto lungo. L’analisi computerizzata si basa sulla scomposizione del tracciato in divers4e frequenze. Si prendono pezzi di tracciato definiti epoche. Ciascuna epoca mediante filtri viene scomposta nelle frequenze che la compongono. In tale spettro di frequenze si riconosce la frequenza maggiormente rappresentata. Gli spettri di frequenza vengono visualizzati in successione, uno vicino all’altro, così da evidenziare eventuali spostamenti dei picchi di ciascun spettro.

11.8) Potenziali evocati visivi si registrano nella zona occipitale, uditivi nella temporale, somatosensoriali nella parietale.

Ma con un solo flash di luce nel tracciato EEgrafico non si osserva nulla, sono necessarie molte stimolazioni, per cui le risposte si sommano, annullando le deflessioni negative e positive ed evidenziando il potenziale evocato.

11.9) ERP (Event-Related- Potentials) sono correlati ad un determinato compito o ad un determinato evento mentale.

– P300 significa deflessione positiva per 300 millisecondi. Avviene quando dopo molti ‘bop’ si fa ascoltare un ‘bip’ e si chiede di fare attenzione al suono più raro. Si avrà una risposta N1 al bop, una P2 al bip, e poi una lunga deflessione positiva, la P300, che è dunque, correlata all’attenzione.

– La CNV (variazione contingente negativa) si ha quando si fa ascolatre un suono e in seguito si invia un segnale luminoso chiedendo al soggetto di premere rapidamente un bottone per spegnere tali rapidi segnali. Se non si fa tale richiesta compaiono solo potenziali evocati uditivi e potenziali evocati negativi, invece richiedendo l’attenzione e l’azione di spegnere i segnali luminosi tra i due potenziali evocati comparirà una lunga deflessione negativa, correlata ad un fenomeno attentivo.

– Il potenziale premotorio si registra bene al vertex (area motoria supplementare o M-II), per cui circa un secondo prima di iniziare un movimento richiesto al soggetto, si registra una deflessione la cui massima ampiezza si ha quando il movimento viene compiuto.

11.10) – La tomografia assiale computerizzata è diagnostica e produce una immagine statica. Funziona attraverso l’emissione di raggi X che dopo aver attraversato il cervello vengono rilevati da detettori rotanti. Questo consente di evidenziare l’anatomia delle strutture e la densità dei tessuti.

– La tomografia ad emissione di positroni è tipicamente funzionale, piuttosto che statica, cioè evidenzia l’attività di una determinata zona cerebrale. Rileva l’emissione di raggi gamma quando un positrone si annichila con un elettrone, in seguito all’immissione nell’organismo di sostanze radiottive che emettono positroni. In tal modo attraverso il fenomeno della perfusione, cioè l’aumento del flusso sanguigno nella zona cerebrale attivata da uno stimolo, la sostanza radiottiv nel sangue viene rappresentata su uno schermo, evidenziando il funzionamento di quella tale zona. Ad es. durante l’ascolto si ‘illuminano’ le zone uditive primarie e i lobi temporali, se si racconta una storia e si chiede di ricordarla si attiveranno le aree uditive e l’ ippocampo, implicato nei processi mnjhemonici.

– La risonanza magnetica nucleare è sia statica che funzionale ed ha un elevato potere di risoluzione. Si basa sul cambiamento degli assi di rotazione degli atomi quando vengono sottoposti a una perturbazione del campo magnetico (si dice che gli atomi risuonano). Come la PET, si basa sul fenomeno della perfusione, ma la sostanza iniettata non è radiottiva, ma paramagnetica.

Oggi, grazie alla scoperta delle proprietà paramagnetiche della desossiemoglobina, sostanza contenuta nel sangue, è possibile evitare di iniettare sostanze paramagnetiche.

11.11) Vedi 11.10

12. 1) Gli stadi 1 e 2 sono caratterizzati dai fusi beta (oscillazioni EEgrafiche con frequenza di 12-14 cicli al sec) e dai complessi K, deflessioni di grande ampiezza, che rappresentano risposte  a stimoli provenienti dall’ambiente esterno.

Negli stadi 3 e 4 prevalgono onde a bassa frequenza.

12.2) Durante la notte vi sono due fenomeni caratteristici. Avviene una desincronizzazione del tracciato EEgrafico, compaiono onde Beta. Dunque compaiono rapidi movimenti degli occhi. Ciò è detto sonno REM (rapid eye movements) o sonno desincronizzto o paradosso, questo stadio è corrispondente all’attività onirica. Gli altri stadi del sonno sono definiti sincronizzati o ‘sonno non REM’.

12.3) Vi è un nucleo che  è una specie di orologio biologico, si trova sopra al chiasma ottico e riceve fibre nervose dalla retina, fa sì che il ciclo sonno-veglia sia sincronizzato con il giorno e la notte. Una lesione del sistema visivo, non interrompe il funzionamento del ciclo sonno-veglia, ciò significa che queste due funzioni sono indipendenti.

12.4) Una parte proietta al midollo spinale, un’altra al talamo aspecifico (nuclei intralaminari) e viene definita sostanza reticolare ascendente o attivatrice.

Se si sezionea il tronco dell’encefalo nella parte alta (cervello isolato) l’aniamale cade in un sonno profondo simile al coma., per cui la sostanza reticolare è essenziale per il ciclo sonno-veglia.

Se si seziona al di sotto del bulbo (encefalo isolato) vi è un ritmo sonno veglia normale, ciò conferma che tutta la sostanza reticolare è necessaria per il ritmo.

Se si seziona  a met del ponte (sezione mediopontina), si soffre di insonnia, ciò vuol dire che la metà inferiore della sostanza reticolare è responsabile del sonno, quella superiore della veglia.

Dati sperimentali hanno confermato che la stimolazione della sostanza reticolare superiore desincronizza l’EEG e induce alla veglia, della inferiore sincronizza l’EEG e induce al sonno.

12.5) Vedi 12.4

12.6) Nella sostanza reticolare superiore si trova molta noradrenalina, mentre in quella inferiore ci sono i nuclei del rafe che contengono serotonina. Per cui la serotonina manterrebbe il sonno, la noradrenalina la veglia.

12.7) Vedi 12.6

12.7)  Sostanze chimiche isolate nel liquido cerebrospinale e nnell’urina, ad es. il fattore S e il DSIP (Delta Sleep Inducing Peptide). Queste sostanze iniettate inducono ad un rapido addormentamento.. Esse potrebbero accumularsi durante la veglia, e raggiunta una certa concentrazione provocare l’addormentamento.

Anche l’acetilcolina sembra essere coinvolta nel sonno, la sua somministrazione, o farmaci che ne aumentano l’attività, determina l’improvvisa insorgenza del sonno REM.

12.1) E’ nell’ area 45 di Brodmann, nel lobo frontale anteriore, la sua lesione comporta afasia motoria o di Broca con un deficit dell’espressione verbale. In casi lievi il linguaggio è povero, nei gravi è incomprensibile.

12.2) E’ nelle aree 22,39 e 40 di Brodmann a cavallo tra lobo temporale posteriore e lobo parietale. Una sua lesione produce afasia sensoriale o di Wernicke, caratterizzata da deficit della comprensione. Il paziente parla fluentemente e spesso molto, senza comprendere cosa dice.

12.3) Le aree di Broca e di Wernicke sono collegate dal fascicolo arcuato, il cui decorso è al di sotto della corteccia, una sua lesione sconnette l’area della espressione dall’area della comprensione: Pertanto si parla di sindrome da disconnessione e l’afasia viene detta da conduzione. Il paziente comprende ciò che gli viene detto ma non sa ripeterlo.

12.4) Il linguaggio parlato raggiunge la corteccia uditiva primaria a livello del lobo temporale superiore, di qui l’informazione passa all’area di Broca, che essendo responsabile dell’espressione, programma e prepara parole

e frasi per la risposta.

12.5) Si trova nel lobo frontale anteriore-inferiore ed è attivata quando il soggetto deve dare il significato o descrivere l’uso di un oggetto che gli viene mostrato o che gli viene citato.

12.6) Aree del linguaggio sono lateralizzate, cioè si trovano in un solo emisfero. Il 96% dei desrtrimani le ha sinistra, il 70% dei mancini anche, il 15% a destra e l’altro 15% bilateralmente. Per cui si dice che l’emisfero sinistro è dominante nel linguaggio.

12.7) L’emisfero destro è responsabile del tono affettivo o emozionale della comprensione e della espressione verbale. Un paziente con lesioni alle aree destre 22,39 e 40, o 45 presenta rispettivamente aprosodia sensoriale e motoria (incapacità a comprendere o ad esprimere il contenuto emozionale di una frase.

L’emisfero destro può comprendere frasi elementari, ma non  è in grado di compiere analisi sintattiche, ovvero distinguere frasi 1quali “io tocco te” da “io sono toccato da te”, e interpreta “io toccare te”.

12.8) Stimolazioni durante interventi neurochirurgici in anestesia locale  delle aree del linguaggio, hanno portato a reazioni verbali al massimo monosillabiche e disarticolate. La stimolazione di certi punti può indurre arresto del linguaggio, o comportare errori nella scelta delle parole. In una donna bilingue, greco-inglese, la stimolazione della parte posteriore destra dell’area di Wernicke induceva errori solo quando la donna parlava inglese, della parte anteriore quando la donna parlava greco. Come se le informazioni riguardanti l’inglese fossero state immagazzinate posteriormente e quelle riguardanti il greco anteriormente.

SCUSATE DAI CAPITOLI 13 a 16 ho perso le risposte… ma volendo me le ricordo tutte, specialmente quando non mi funziona l’area della menzogna (che purtroppo non mi risulta esista…).

14.3) Cecità, anche se con capacità di localizzare lo stimolo visivo (blinsight)

14.7) Aree 7,39, e 40 lese (lobi parietali), specie a destra, quindi negazione visiva o tattile-propiocettiva di sensazioni provenienti da sinistra.

14.10) Deficit di identificazione oggetti e volti – Prosopagnosia (solo volti)

15.3) Non vi è un area specifica. Lesioni di: ippocampo, amigdala, talamo, corteccia prefrontale, non consentono di immagazzinare nuove informmazioni, sebbene ricordi lontani possano permanere ( amnesia anterograda).

15.4) Gravi deficit di memoria. La prima causata da alcolismo cronico, con lesione del talamo. La seconda (demenza) con lesioni della regione proencefalica inferiore.

BUON STUDIO! e NOTA BENE: CHI ADOPERA QUESTO ARTICOLO E’ PREGATO DI CONTRIBUIRE COME PUO’ LASCIANDO COMMENTI E CONSIGLI PER AGGIORNARLO, PERFEZIONARLO E SEGNALARE SE CI SONO IMPERFEZIONI ED ERRORI, d’altra parte si tratta di appunti, ma riguardano la salute e la conoscenza del corpo umano, perciò è bene servirsene, ma è anche doveroso cercare di partecipare a migliorarli,  per se stesso e per tutti noi. GRAZIE – Pier Pietro Brunelli – Psicologo – Psicoterapeuta (con molta esperienza nei processi di ‘analisi didattica per psicologi, counselor, coaching e per altre helping-profession).

2016-05-19T12:22:04+00:00

About the Author:

Pier Pietro Brunelli è psicologo-psicoterapeuta, semiologo e specialista della comunicazione (con una prima laurea al DAMS con il Prof. Umberto Eco e una specializzazione in Università Cattolica). Lavora da molti annia come psicoterapeuta di orientamento junghiano a Milano, Genova e Roma. La sua formazione psicologica deriva anche dalle attività che ha svolto come docente/formatore per diverse Università, Centri Studi e Aziende in Italia e all'estero (Psicologia e Semiotica per la Comunicazione, il Marketing, il Design, la Moda, e lo spettacolo). Dirige il Collettivo Culturale Albedo, per il quale coordina il blog www.albedoimagination.com (vedi anche gruppo #Albedoimagination in FB) che offre servizi informativi di psicologia, arte, cultura e ospita forum di auto-aiuto assistito. Conduce incontri e seminari di teatroterapia secondo gli insegnamenti di Rena Mirecka e del Parateatro grotowskiano. Ha pubblicato numerosi articoli, saggi e libri con i seguenti editori: Allemandi, Arcipelago, Bulzoni, Carocci, Edizioni Scientifiche italiane, Lithos, Lulu, Moretti & Vitale, Ikon, Progetto Editrice, Pedagogika, UPSEL.

Un commento

  1. Pier Pietro Brunelli marzo 3, 2013 al 8:45 pm - Rispondi

    Che bravi questi studenti futuri psicologi… continuano a servirsi di questi appunti senza neppure lasciare scritto grazie, magari alcuni non lo fanno perché sono troppo presi dallo studio e non si rendono conto che per diventare un bravo psicologo bisogna avere certe sensibilità, ma vabbé… poi invece ce ne sono altri che sono vampiri di natura, traggono l’energia dalle cose degli altri senza nemmeno porsi lontanamente l’ipotesi di scrivere ‘grazie’… ma non è solo questo, è che si tratta di appunti che potrebbero essere moltissimo migliorati e integrati con il contributo di studenti e studiosi…a questo serve la rete e gli psicologi in formazione o formati è bene che contribuiscano a favorire questa mentalità di solidarietà e di ricerca per il bene di tutti. Speriamo che ciò avenga… magari anche dopo aver fatto gli esami. Grazie in anticipo

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