Il Narcisista Bravo

narcisista_bravo




Narciso

The Artist è un film muto in bianco e nero del 2011, scritto e diretto da Michel Hazanavicius e interpretato da Jean Dujardin e Bérénice Bejo.

Il film The artist  ci racconta la storia di un narcisista molto simpatico, seducente e creativo, ma non tutti se ne sono accorti che è NARCISISTA (infatti se non ci si ha una relazione ‘affettiva’ è difficile accorgeresene). Questo giovane artista è tutto preso dal mito di se stesso, tanto da non accettare che il film muto, ove lui era protagonista, lascia il passo al sonoro, e che quindi avrebbe dovuto sforzarsi di recitare anche parlando. Costui non riesce ad avere una vera relazione con nessuno. Nel momento che perde la sua fama si rifiuta di adattarsi al mondo, in quanto è il mondo che dovrebbe adattarsi a lui; manda via il suo fidato maggiordomo senza pietà, e ad una certo punto non risparmia neanche il suo fido cagnolino (naturalmente non disdegnava di sfruttare la moglie e di tradirla, per poi lasciarla senza il minimo riguardo e rimorso per i suoi sogni di gloria). Questo artista-megaegoista è senz’altro talentuoso, ma è anche tronfio, pieno di sé, si sente un dio, che non ha bisogno di nessuno.

L’attrice che lo salverà dalla catastrofe (almeno così sembra alla fine del film, ma è una salvezza provvisoria) ha compassione di lui quando lo scopre distrutto, solo, abbandonato, sull’orlo del suicidio (una condizione depressiva che minaccia continuamente i narcisisti patologici qualora non riescono più a manipolare e a sfruttare nessuno, perciò sono assai propensi a rapporti promiscui e cercare di sedurre continuamente chi considerano sfruttabile per qualche ragione).  Il delirio di grandezza di questo artista narcisista deriva da una recitazione costante con se stesso e con gli altri, fuori e dentro la scena. Ogni suo sorriso, suo sguardo, suo gioco, è perfetto come se fosse studiato recitativamente in un corso di recitazione che inizia la mattina appena svegli e finisce alla sera, e in qualche modo continua anche nel sonno. Il narcisista è quindi una persona che interpreta se stesso attraverso un continuo studio della ‘recitazione naturale’, con una bravura estrema giacché deve risultare ‘spontaneo’, non artefatto, non artificiale, quando invece la struttura base del suo essere è pura rappresentazione, egli/ella non sa chi veramente è e cosa prova, ma sa che deve apparire in un certo modo, se questa apparenza crolla non c’è più niente, se non il delirio (forse solo allora può cercare di ritrovarsi, ma è raro che ciò avvenga). Il film, giocando metaforicamente, tra il muto e il sonoro, fa capire come ‘The artist’ in questione non è in grado di ascoltare nulla, gli altri è come se fossero muti, cioè disposti solo ad ascoltare lui, che del resto non parla, ma si esibisce continuamente. Nel momento in cui si parla, cioè ci si relaziona, l’altro non c’è,  per cui: il narcisista esiste solo lui/lei (anche per questa ragione il film gioca sul rapporto tra il cinema muto e quello sonoro).

Quando sul finale del film si innesta il sonoro, e lui lo accetta e  torna a ballare con grande abilità assieme alla sua salvatrice, si sente solo per un istante, alla fine del ballo, che è costretto a prendere respiro, in quel respiro c’è un momento di verità, egli non può fingere di respirare, in quel momento è vero, è naturale (quasi per un solo istante in tutto il film, anche se fino allora era apparso come un protagonista spontaneo, mentre in verità agiva il copione della sua immagine). Tuttavia, il narcisista patologico può anche fare attenzione al suo respiro, al fine di acquisire un’enfasi recitativa, una posa che lo fa apparire più naturale, bravo, intelligente o romantico. Ma si tratta di una recitazione che viene attuata anche con se stesso, con un senso di autoammirazione, per il quale si è sia attori/attrici e sia spettatori di se stessi, con autoapplauso interiore. Tutto ciò li rende spesso particolarmente affascinanti, al punto che si è disposti a comprenderli (quando si imbronciano perché il mondo non li ammira come vorrebbero, anche se non fanno nulla per meritarlo, giacché tutto gli spetta).  Appaiono come vittime bisognose di aiuto, quasi fossero bambini con straordinarie capacità che solo attraverso un grande amore possono fiorire… altrimenti , poverini, si avviliscono ed è un peccato, giacché se gli si dà amore poi appaiono così bravi… (diciamo, al massimo per un paio di giorni di seguito… poi ricominciano afare il bello e il cattivo tempo e a mandare il partner in tilt… come minimo).

 Sul finale del film, il ‘narcisista bravo’, tornato alla ribalta grazie all’attrice salvatrice – verso la quale prova un misto di invidia e di attrazione - è di nuovo felice e sorridente, padrone di sé e del mondo… MA NON E’ GUARITO, non è ancora capace di relazione autentica né con se stesso, né con gli altri (al massimo ha qualche momento di trasporto, fa un respiro vero, ma poi…) egli è un contenitore vuoto che funziona solo se viene ammirato dagli altri, per lui la vita è essenzialmente una ricerca di auto-ammirazione confermata dall’ammirazione degli altri.

PERO’, che cosa può insegnare di buono un narcisista patologico, perché è anche BRAVO?? O meglio cosa possiamo apprendere se osserviamo più profondamente la sua disfunzionalità o patologia (a prescindere che possa o voglia davvero insegnarci qualcosa?).

Bisogna ricordare che NARCISO era un giovane bellissimo che per primo affermò la libertà e l’indipendenza dagli dei e dai semidei. Egli rappresenta l’affermazione personale della soggettività, in quanto scegliersi nel ruolo, nel modo di essere e di apparire, come autostima e fiducia in se stesso. Se Narciso non diventa un pallone gonfiato, se non è patologico, allora è bravo, ma anche nella sua patologicità bisogna cogliere la sua parte ’brava’, in quanto questa può avere un senso compensatorio per chi ha una disfunzionalità opposta (chi ha poco narcisismo, e quinindi una ‘ferita narcisistica).  Il narcisista patologico, a prescindere dalle sue negatività e dai suoi eccessi, è  bravo perché non ha bisogno di legami simbiotici ed esclusivi, di gente che vive solo per lei o per lui, in quanto crede molto in se stesso (a prescindere dal fatto che si sbaglia e si esalta, in quanto non conosce se stesso, ma solo la sua immagine più conveniente). Narciso è disgustato da coloro che soffrono a morte per amore, da coloro che non vogliono vivere nell’indipendenza e nella libertà perché sono innamorati a tutti i costi, costi quel che costi. Narciso punta su se stesso, sulla sua atostima (anche se quando diventa patologico scambia se stesso per un personaggio, e quindi non trova se stesso). Comunque sia, se non si vuole tutto da lui/lei,  risulta molto disponibile a dare tanto, ma questo fino a quando non gli si chiede TUTTO, cioè fino a quando qualcuno innamorandosi di lui/lei non voglia farlo suo, possederlo/a,  in nome dell’amore esclusivo.

Poussin, Eco e Narciso

Poussin, Eco e Narciso

Ora si dirà che chi si innamora di un narcisista patologico è uno stupido e quindi poi è giusto che la paghi. Non sono d’accordo, credo che invece chi si innamora abbia un ‘basso narcisismo’ (ferita narcisistica) e vede nell’eccessivo narcisismo dell’altro una possibilità di curarsi. Nel contempo si rende conto che l’alto narcisismo dell’altro nasconde notevoli fragilità, e quindi si sente protettivo e curativo. E’ dunque EROS che è il dio dell’amore, l’energia di legame che viene messa spontaneamente in gioco per equilibrare narcisismo basso e narcisismo alto. Ma quando il Narcisismo patologico è troppo basso o troppo alto Eros è destinato a soccombere. Infatti nel mito Eros è spesso in conflitto con Narciso. E’ un conflitto che si può sanare solo attraverso un buon equilibrio tra amore per se stesso (narcisismo sano) e amore per l’altro (relazione oggettuale). La ‘ferita narcisistica’ è una ferita nell’amore, determinata da una difficoltà affettiva con i genitori. Quindi non ci si rende conto che nell’innamorarsi si tende a voler rigenerare un attaccamento originario ferito, cosa che poi viene ‘punita’ da Narciso (sebbene ciò possa risultare odiosa ad EROS).

Se Narciso si rende conto che un’altra persona vive solo per lui/lei, interpreta ciò come se gli si stessero succhiando l’energia – l’immagine del VAMPIRO si inverte, è l’innamorato il vero vampiro, non lui/lei che fugge, e allora se il ””vampiro innamorato”” lo assedia e lo rincorre allora Narciso diventa cattivo, anche molto, ma anche perché ha paura dell’amore come forza che può limitare la sua esistenza in funzione di un altro, il quale viene vissuto come uno che si appoggia a lui/lei per affossarlo e impedirgli di fare la sua vita.  Purtroppo a volte il narcista HA RAGIONE ANCHE LUI/LEI, ciò è evidente quando si innescano dinamiche di dipendenza ansiogene e depressive che tendono ad inglobarlo in legami ove viene vissuito come un mega ansiolitico/antidepressivo vivente che l’innamorato avrebbe assoluto diritto/bisogno di ingollare, altrimenti il narcisista che non accetta di fare da psicofarmaco diventa uno sporco mostruoso vampiro da odiare… eppure anche stranamente da amare, perché non se ne può fare a meno… allora il narcisista diventa sempre più cattivo, vuol far capire all’altro che lo stra-ama pur odiandolo, che non è uno psicofarmaco umano, ma un micidiale veleno, allora gli fa del male, e poi gli fa del bene,  e poi di nuovo del male, al fine di fargli capire che non può fargli solo del bene, che non può legarsi nell’amore perché la sua vita è sotto il segno di Narciso, nel bene e nel male, e non può farci nulla.

Watch this video on YouTube.

Ora, intendiamoci, non sto dicendo che bisogna considerare i narcisisti patologici e affini, come maestri di vita, ma che nella loro negatività, come in ogni negatività bisogna saper individuare  principi curativi che possono essere compresi e impiegati. Non è forse vero che tante importanti medicine vengono tratte da sostanze velenose? Però affinche ci possa essere la cura non basta individuare la propria malattia come un contagio subito da un’altro/a, seppure ciò  c’è stato bisogna individuare le proprie debolezze per una buona terapia. Bisogna capire il proprio problema che ci ha resi vulnerabili ai problemi di un altro. Certamente, per fre un esempio, un terremoto è un evento spaventoso e disastroso, è innegabile, però bisogna anche capire che ci sono strutture che crollano e altre no, e questo dipende dalle rispettive fondamenta, non dal terremoto… (fuor di metafora, dal terremoto sentimentale provocato da un eventuale narcisista patologico).

 maxernst22Nasce così la catarsi (la purificazione) nel quadro di una tragedia amorosa immensa, dove ciascuno deve assumersi la sua responsabilità psicologica, altrimenti l’esito può essere fatale… se non ci si assume  – anche – le proprie responsabilità e ci si trascina nel vittimismo  l’infelicità duratura e garantita diventa lo scenario totalizzante di una vita che si vive una volta soltanto… che peccato!  In effetti la differenza tra le pene dell’inferno e quelle del purgatorio è minima, in entrambi casi si soffre moltissimo, solo che dall’inferno non si esc, ma dal purgatorio sì. E come mai? Perché chi vive la sofferenza come un purgatorio è consapevole delle sue responsabilità, quindi espia, si purifica e sta meglio, chi è all’inferno non capisce la sua propria responsabilità e si dispera tutto il tempo. Bisogna allora smettere di tormentarsi nel vittimismo e nell’ansia di vendetta e pacificarsi dentro se stessi e poi, forse, un giorno lontano, anche l’uno con l’altro (ma non è affatto indispensabile, va anche bene non rivedersi mai più con certe persone, almeno fino a quando sono troppo negative).

Forse chi è capace di amare e di legarsi ha dato al narcisista un insegnamento importante, che capirà quanto più riuscirà a guardarsi dentro (e non solo a farsi guardare e ammirare da fuori, come ‘The Artist’, il narcista ‘compensato’ di successo, che poi crolla al minimo insuccesso di facciata)… ma forse anche chi è capace ad amare deve imparare qualcosa dal narcisista e cioè un senso di indipendenza, di autovalorizzazione e di autostima – che si basa anche entro una certa misura nella capacità di costruirsi un proprio personaggio, di recitare un po’ nel teatro della vita, per piacersi e rendersi piacevoli.  Perciò chi è capace di stra-amare deve imparare a non buttare via se stesso  in nome di un amore consistente in forme dia attaccamento patologico e morboso (per un narcisista per giunta, il qual disprezza una cosa del genere, e poi la fa pagare cara).

Perciò la diade fatale tra il narcisista e l’amante (con FERITA NARCISISTICA, cioè povero di narcisismo), riguarda due forme di patologicità che dovrebbero compensarsi; una forma, quella dello stra-innamorato -’IPO-narcisista’ - riguarda l’attaccamento patologico; quella  invece del narcisista-IPER, come ben  sappiamo consiste nel disattacamento patologico.

 Insomma si può essere patologici nell’attaccamento, sia per eccesso e sia per difetto, perciò l’unione di queste due forme provoca spesso una malattia e una sofferenza fortissime … EPPURE QUESTA MALATTIA CONTIENE ANCHE IN SE STESSA LA CURA — la patologizzazione, cioè l’espressione malata della relazione che c’è nell’uno e nell’altro devono risolversi attraverso una compensazione, un riequilibrarsi l’uno con l’altro… (parlo dell’altro dentro se stessi, in quanto altro introiettato, e non necessariamente di fare la pace con l’altro come altro essere). Insomma, questa ’infernale coppia’, affinché arrivi almeno al purgatorio,  uno dei due partner (l’ipo-narcisista iper-amante)  deve diventare PIU’ NARCISISTA, mentre l’ALTRO (l’iper-narcisista ipo-amante) deve diventare MENO NARCISISTA (anche se per il narcisista ciò è spesso molto più difficile). Tuttavia, ripeto che non è determinante, anche se è auspicabile, che avvenga una qualche pacificazione tra le due persone della relazione, ma è essenziale che avvenga dentro se stessi, che ciascuno abbia imparato qualcosa dalla lezione dell’altro… ecco allora che chi ha sofferto per la relazione distruttiva e delusiva con un narcisista, guarirà (purtroppo dopo una inevitabile sofferenza purgatoriale) quando avrà imparato qualcosa da ciò, e avrà quindi imparato in che senso un narcisista può essere anche un NARCISISTA BRAVO!

Un’esposizione di Pier Pietro Brunelli su MODA, NARCISISMO e AMORE

Watch this video on YouTube.

111 Comments on “Il Narcisista Bravo

  1. Devo essere onesto, dopo 14 anni con quella che io reputo essere una narcisista patologica (di terza generazione), posso dire che in effetti sono in debito: ho imparato a “recitare”. Quando ci siamo conosciuti ero un uomo tutto d’un pezzo che non scendeva a compromessi, oggi invece ho imparato a mediare e a “recitare” sul palco della vita. Non ho tuttavia perso di vista i principi a cui tenevo, ho solo imparato a non soffrire/reagire quando non condivisi. Mi permetto tuttavia di portare la mia esperienza e di affermare che, nel mio caso, la capacità di recitare della mia ex non ha mai avuto le virgolette e la scoperta di questo dettaglio ha provocato in me un grande dolore (trauma).

    • Purtroppo a volte si diventa ‘contromanipolatori’ pur di resistere in una relazione difficile. Però con pazienza, un po’ alla volta, anche con l’aiuto di una psicoterapia di coppia.

    • Ciao STefano, non sai come ti capisco; per fortuna nel mio caso la relazione e’ durata “solo” 14 mesi, la tua molto di piu’,14 anni. Purtroppo non si guarisce mai del tutto da certe persone, la riprova e’ che ci si ritrovi qui, a distanza di tempo, a relazione terminata, a documentarsi sui narcisisti, bravi o cattivi che siano.
      Anche a me a lasciato qualcosa la mia narcisalb (erta), a parte una grande amarezza per non essere riuscito a gestire la relazione, canalizzandola verso qualcosa di meno invasivo e coinvolgente, ho imparato tante piccole lezioni su come affrontare certi stati d’animo che a volte mi sovrastano rendendomi la vita meno leggera.
      Con questo, ci tengo anche a dire che non rimpiango nulla e rifarei tutto (anche se a volte, lo ammetto, mi son ritrovato a pensare che sarebbe stato meglio non incontrare mai la mia narcisalb), se oggi sono come sono, con la consapevolezza di conoscere il mio potenziale, di sapere quanto e come sono in grado di (iper)amare, lo devo a tutte le esperienze passate, inclusa quella travolgente con la mia narcisa. Andiamo quindi avanti a testa alta, consapevoli delle belle persone che siamo, belle dentro, vive, capaci di dare e ricevere amore, i veri malati, o sarebbe forse meglio definirli “menomati”, mutilati di amore, in quanto incapaci di darlo se non a loro stessi sono loro, I NARCISI.
      (Per loro la S T E L L A che brilla e’ una sola, quella del loro ego)

  2. Volevo descrivere la mia breve esperienza con un narcisista perchè magari può aiutare altri; spiegherò infatti come ho fatto ad uscirne quasi indenne. Probabilmente sono anch’io, in parte, una narcisista: non mi innamoro facilmente, metto sempre le mie necessità al primo posto, rimango piuttosto lucida. La mia energia vitale ha attratto un narcisista ed ho “deciso” di fare lo stesso con lui: volevo “vampirizzare” il suo carisma, la sua avvenenza, la sua libertà. La mia è stata una pericolosa scommessa con me stessa. Prevedibilmente è stato uno scontro tra titani che ha causato un’enorme dipendenza reciproca sia di tipo sessuale che di tipo emotivo. Entrambi abbiamo attraversato lo stordimento, il disturbo alimentare (non mangiavamo piu), l’ossessione legata al reciproco controllo; lui alternava momenti di violenta gelosia a momenti di fughe liberatorie. Io aspettavo. Ma l’enorme amore per me stessa mi ha concesso di attendere ben poco; mi sono data dei “termini limite”: ho deciso, per esempio, di attendere la sua telefonata per un massimo di tre giorni. Al quarto giorno, dopo aver atteso inutilmente immersa nell’immenso dolore della mancanza, mi sono sentita libera. Non avendolo mai voluto “amare”, proprio come scelta precisa e imprescindibile, ho immediatamente canalizzato le mie emozioni verso altro. Verso altri per la precisione. Ho preferito attendere cose diverse ed emozionarmi in maniera diversa. La dipendenza emotiva e sessuale, quella dolorosa, è immediatamente cessata. Non so se per lui sia stato lo stesso, credo piuttosto tenti sempre di riagguantarmi… ma sento che se la mia mente è altrove, le mie emozioni sono dirette altrove e il mio amore per me stessa rimarrà inalterato, sarò salva.

  3. UN COMMENTO SOFFERTO …DA MESI E MESI CHE SOFFRO E PIANGO. SEMMAI IL DOTTOR BRUNELLI MI RISPONDERA…
    ANCORA OGGI MI DOMANDO …IO PER LUI NARCISISTA NON SONO STATA NULLA ZERO.IO FRAGILE DONNA CHE LO HA AMATO E MI VANTO DI QUESTO AMORE PERCHE GRANDE.HO RISPETTATO M .HO RISPETTATO FINCHE LUI DECIDEVA DI FALSARE….HO GIA SCRITTO MOLTE VOLTE SU QUESTO BLOG.
    IO STEFANIA PERCORRO DA MESI CON LA MENTE TUTTO OGNI ANGOLO OGNI MOMENTO E RICORDO IL SUO NOME …LO CHIAMAVO SPESSO ….MARCO MARCO …
    IO HO SAPUTO VOLERE BENE.TANTO .
    ECCO ADESSO CARE COLLEGHE VI ANNUNCIO CHE TANTA SOFFERENZA IO SONO SCAPPATA DA CASA DA DOVE VIVEVO CON LUI ( RAMMENTO CHE M .ERA SCAPPATO MENTRE DORMIVO ) E LE FUGHE E I RITORNI SONO STATI TROPPI….IO L HO RIPRESO E ORA. MI ACCORGO SONO STATA SUA COMPLICE.VITTIMA COMPLICE.
    STO VIVENDO NELL INCREDULITA COMPLETA SONO INCREDULA PER LA CATTIVERIA IL MALE …TANTO MALE.PIU VEDONO CHE L AMI PIU IL NARCISISTA SCAPPA..FUGGE…..HA BISOGNO DI DONNE PER VIVERE..IO E VERO DOTTOR BRUNELLI HO AVUTO LA MIA FRAGILITA ..ENORME…MIA MADRE NON MI STIMAVA E ADESSO HO CAPITO …SONO MESI CHE VIVO FUORI TRENTO E SONO QUI.LONTANA DAL MALE.STO ATTENTA PERCHE APPENA PARLO DI LUI O SCRIVO IO STO MALE.LUI E IL MALE.
    ADESSO E CON UNA CHE MI SEGUE SU FACEBOOK ,,..IO NON ESISTO SU FB COME STEFANIA…..NON ESISTO.
    STO MALE.LE RICORDO CHE STO SCRIVENDO LIBRO SULLA MIA TRISTE STORIA.IO SUO FIGLIO ( NON MIO NON NOSTRO ) GLI ABBIAMO VOLUTO BENE.
    IO SE PENSO UN ATTIMO ALLA MIA VITA CON LUI…..ABBASSO LA TESTA E ME NE VADO SOLA TRISTE …PROVO TANTA AMAREZZA ….TANTA…..PERCHE ? PERCHE ? TREDICI ANNI DOTTORE TREDICI,
    I

    • Il dottor Brunelli fa quello che può con tutte le sue forze per fare ricerca offrire articoli e commenti a favore di tutti. Per chi vuole è anche disponibile per fare un colloquio avendo la bontà di considerarlo un consulto terapeutico con una contenuta parcella. In caso di dolore psicologico forte, il mio consiglio è sempre lo stesso, si consideri come se si avesse mal di denti e si faccia un saltino dal dentista, senza trascinarselo per mesi e anni e pretendere di farselo passare con Internet…. qui si può partecipare ad un dibattito generale di solidarietà e di riflessione, attraverso il quale raccogliere utili consigli per se stessi ed anche darli, ma non si possono ottenere pareri specialistici su questioni personali riguardanti scelte di vita e che meriterebbero almeno un paio d’orette di lavoro insieme per rendersi conto davvero di che si tratta e non un paio di righette… in ogni caso rinnovo la mia solidarietà, le mie raccomandazione, e i miei auguri per trovare un proprio equilibrio, da soli e con l’aiuto di persone sagge e specialisti.

  4. Salve dott. In effetti ultimamente mi sto appassionando all argomento, dopo una relazione di quasi un anno che ho recentemente troncato a causa del ritorno dell’ex fidanzata dell ipotetico narcisista…così ho iniziato a scrivere ed ho notato che mi innamoro solo di uomini narcisisti …. ,i chiedo se fosse possibile lasciarsi andare solo con questa tipologia perché magari sono pure io narcisista e non me ne ero accorta prima….di solito evito le relazioni e quando mi accorgo che L altra persona è innamorata o emotivamente coinvolta lo allontano dicendogli che non cerco una relazione e lui di turno è troppo coinvolto e non va bene. Preferisco amicizie affettuose dove posso permettermi il lusso della sincerità senza sentirmi stressata perché quando cominciano richieste e pretese mi provoca stress e noia. Sono molto sincera e lascio a l altro la scelta….se ci si butta dentro almeno non devo sentirmi in colpa, così dico che non voglio una relazione è poi appena incontro un narcisista ( sul momento non mi accorgo del suo carattere patologico) mi prendo emotivamente o così mi sembra e decido di salutare gli altri ed avere una relazione monogama. Però non faccio richieste , non sono gelosa non lo stresso sperando che lui faccia lo stesso è così riesco a lasciarmi andare un po’ di più emotivamete. Mi chiedo potrei essere anch io narcisista e se si può esserci una relazione tra due narcisisti? In quest ultima Redazione mi sembrava fossimo corsi compatibili….lui ogni tanti mi scrive ma Io non LO cerco akcje się LO penso…

  5. Gentile Dott. Brunelli, grazie per questo illuminante articolo. Sono mesi che sto cercando di guarire dal trauma che mi ha provocato la relazione (non relazione) con una persona che reputo essere un narcisista da manuale. Rapidamente le dico che ho avuto una ‘vera’ relazione amorosa con questa persona per circa un anno, viviamo in due citta’ diverse, quindi non ho avuto modo di capire da subito che in realta’ lui aveva una doppia vita, una compagna anche se non non convivente da tantissimi anni . Poi, sono riuscita a trovare un nuovo lavoro e stavo per trasferimi nella sua citta’, ma a quel punto la verita’ e le sue bugie sono venute a galla . Io sono stata malissimo , distrutta nella mia dignita’ e autostima dopo l’illusione di una nuova vita con lui che sentivo essere la mia anima gemella per l’affinita’ di interessi e visione di vita. Sono sparita per mesi, dovevo curarmi le ferite e sono andata anche in analisi, ma lui mi ha cercato nuovamente (la storia con la sua compagna era un tira e molla) ed e’ stato talmente ‘bravo’ che mi ha inchiodata a lui per altri tre anni per prosciugare quelle poche energie che mi erano rimaste. Lui mi chiedeva solo amiciza e mi ha ‘convinto’ che la nostra relazione poteva trasformarsi in un’ amicizia importante ed esclusiva, mi diceva che non poteva fare a meno di me. Ecco questo e’ stato il mio errore, lo ammetto, mi sono sentita in competizione con un’altra donna, avevo una ferita da curare quella di non essere stata la ‘prescelta’, ma mi sentivo lusingata perche’ lui mi telefonava, mi scriveva, mi cercava tutti i giorni e ci incontravamo regolarmente, in una situazione realmente amicale. Non nascondo pero’ che il suo comportamento e attaccamento, mi dava la speranza. Io speravo che prima o poi sarebbe ritornato da me per riprendere una vera relazione, mi confondeva la sua esigenza di condividere tutto con me, aveva una compagna su cui fare affidamento, perche’ aveva bisogno di me? (mi chiedevo stupidamente). Comunque, ho sempre nutrito amore sincero per questa persona e razionalmente mi dicevo che se anche aveva scelto un’altra donna dovevo accettare la cosa e prendere da lui solo il positivo. La realta’ dei fatti e’ stata che anche in amicizia si e’ dimostrato bugiardo, falso e opportunista, mi ha sfruttata e offesa in diverse situazioni, finche’ ho deciso di chiudere definitivamente i ponti con lui. Si’ sto molto meglio ora e riconosco proprio quello che lei descrive in questo articolo, i narcisisti patologici sono anche bravi, questa persona mi ha fatto tanto soffrire, ma io con il tempo ho imparato a guardarmi dentro e capire che c’era qualcosa che non andava, ho imparato soprattutto che non mi amavo abbastanza. La teoria ora la conosco benissimo, ho analizzato per bene tutto quello che mi e’ successo, ho letto tanto sull’argomento, ho cambiato molte cose di me, coltivando nuovi interessi distraendomi in mille modi, ma perche’ soffro ancora per lui? Questa persona nonostante tutto il male, mi manca ancora, mi manca la condivisione degli interessi, invece per lui e’ come se io non fossi mai esistita. So che questa fase si chiama perdita oggettuale, ma mi fa soffrire sapere che io non sono piu’ nella sua mente, di questo ne sono sicura. La consapevolezza e la certezza della sua patologia, mi fa soffrire. Lo vedo come un malato dell’anima incapace di amare e di amarsi, lo vedo come un malato terminale e lo piango nella stessa maniera. Mi scuso se mi sono dilungata, ma ho bisogno di una parola di conforto.

    • Buonasera Paola… mi raccomando approfondisca anche con una persona esperta di psicopatologia e psicoterapia. Con cordialità e solidarietà,Pier Pietro Brunelli

  6. Volevo commentare le frasi in cui descrive il narcisista come attore naturale dicendo che io, coinvolta in una relazione con un soggetto così, ho avuto la forza di troncare la relazione solo dopo averlo visto mentire (su cose di cui io conoscevo la verità) con un viso apparentemente molto sincero, rilassato come al solito, senza tradire la minima emozione neanche quando gli ho detto che ero a conoscenza della verità. Mi è sembrato diabolico e sono riuscita finalmente a raccogliere le forze ed allontanarlo. Spero definitivamente. Grazie per questi articoli.

  7. Buongiorno Dr. Brunelli, mi scusi se è passato tanto tempo, ma volevo comunque ringraziarla per il suo sostegno. Purtroppo per me le cose sono ancora ferme lì come l’ultima volta che ho scritto…o forse sono peggiorate…sono molto confusa e mi sento come immobilizzata…è normale che io abbia tanta paura a prendere una decisione? Mio marito sembrava aver aperto un pò il suo cuore dopo mesi di terapia, ma è bastato un attimo per tornare come prima, sono ormai senza la minima speranza che possa mai cambiare. Eppure…l’idea di decidere per la separazione mi leva il respiro…perchè non prende lui l’iniziativa? Sarà molto difficile per me farlo…
    Grazie a tutti…

  8. Salve.. leggo queste storie e penso che in parte mi ci ritrovo con le mie esperienze personali.. il mio compagno non è instabile o infedele, anzi è costantemente presente e molto deciso nel voler dimostrare fedeltà, però ha più volte manifestato un certo grado di “prepotenza” e convinzione di essere solo nel giusto.. che io fossi la malata quando qualcosa non mi va a genio.. conosco bene i miei errori, perchè sono depressa e ho permesso io stessa certe dinamiche, per ignoranza credo.. perchè non sapevo potessero instaurarsi.. gli ho dato fiducia e quindi ci sono “cascata”.. ma la colpa non è solo sua.. ho capito che sono molto impulsiva e questo lo destabilizza.. come destabilizza me il suo insinuarsi nelle mie debolezze. Nei periodi in cui io sono più stabile invece e sono serena e sicura anche lui si comporta meglio. Non ne ho ancora parlato con lui nè col mio medico, sto osservando le cose alla luce delle cose apprese qui.. ma deduco lui non sia patologico, ma che abbia delle inclinazioni un po’ narcisistiche. Ad esempio ho riconosciuto spesso in lui tratti infantili, nei suoi interessi, o nel puntare i piedi rovesciando la colpa su di me per ottenere qualcosa, dandomi dell’egoista se capitava che proprio quella cosa non mi andasse a genio. leggo in lui la paura che io gli rubi la libertà.. anche se è come se sotto sotto sapesse che non è così.. però mette sempre prima davanti che se non lo accetto com’è preferisce stare solo.. non lo considero patologico, ma penso che un mio rasserenarlo cambiando per prima atteggiamenti possa essere utile.. perchè comunque non tende nè a tradire nè a sparire.. si “limita” magari a ignorarmi un po’ dopo una lite (non dura mai più di un’oretta massimo due questo ignorarmi, ma divento come trasparente) o a fare qualche battuta sarcastica su altre ragazze perchè si diverte un po’ a farmi ingelosire.. è un personalità un po’ così penso ma non credo sia patologico, anche se fa passare spesso me per pazza.. dopo dure liti spesso però mi da retta e anche se non ammette lo sbaglio corregge il tiro, anche se afferma di farlo non perchè pensa sempre che sia giusto o io abbia ragione ma perchè non vuole farmi soffrire. Non escludo che potrei essere io il vampiro qui, magari per colpa della depressione.. so che comunque si è instaurata una dinamica che fa soffrire entrambi e mi dispiace.. grazie a tutti,
    Alice

  9. Pingback: AlbedoImagination / Test » Bugiardi, Ipocriti, Manipolatori Affettivi. Saperne di più per potersi difendere!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Albedoimagination

Albedoimagination è un'iniziativa no-profit
L'impiego delle immagini, per quanto possibile è stato segnalato agli autori citati nelle didascalia.

Per qualunque esigenza di inserimento dati o di cancellazione delle immagini preghiamo di contattarci, provvederemo immediatamente (vedi contatti).

Iscriviti alla NewsLetter

* = campo richiesto!