rotto Natale decorazione.

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Come fare per recuperare il senso vero e spirituale del Natale?

Il consumismo e la società dello spettacolo impongono a tutti di essere buoni e felici a Natale. La Chiesa, ovviamente, ripropone la natalità del bambinello venuto a salvarci, una storia di fede bellissima, che però è considerata dalla maggior parte della gente come una vicenda di 2000 anni fa da celebrare con la lacrima e l’occhio, il sorriso d’amore, una fede ingenua e  a volte un po’ bigotta, e con un senso di devota gratitudine che passa e va… (tra compere, panettoni e manicaretti, per chi può…). Dunque il Natale è diventato una festa commerciale/religiosa che invece andrebbe vissuta e riscoperta nella sua simbolicità originaria, ed in tal senso ciascuno può fare del suo meglio… ma meglio se ne sa qualcosa in più…

Vivere il Natale come una sorta di ibrido commerciale/religioso,  seppure sia possibile e ci si sforzi,  suscita non poche destabilizzazioni negli animi delle persone più sensibili o anche con problemi psicologici più o meno seri. Certo si tratta anche di giornate divertenti e piacevoli (per chi può e per chi lo sente),  durante le quali si può coltivare un proprio sentimento spirituale e religioso (si può essere spirituali anche se non si è credenti…).Fortunatamente ci sono gruppi e persone che si dedicano ad aiutare gli altri, a fare qualcosa di buono nella solidarietà e nella carità, ma tutto ciò non emerge, sembra essere solo uno sfondo secondario rispetto alle mangiate e ai regali (nonostante siano sempre di più quelli che non si possono permettere nulla o quasi… se non di guardare la televisione).  Dietro le luminarie e le buone intenzioni è abbastanza diffusa una sensazione di irrequietezza e di malinconia, anche tra i più infervorati celebratori del Natale. Prima di individuare il senso di un Natale psicologicamente ‘migliore’ dobbiamo, purtroppo, considerare anche i fattori negativi che disturbano questa festa così importante per la rinascita individuale e la collettività. Un equivoco di base consiste nell’idea che innanzitutto il Natale è per stare con gli altri e fare festa. Questo però è secondario rispetto al senso principale del Natale che consiste in una rinascita psicospirituale personale, che comporta il raccoglimento in se stessi e quindi anche di stare soli. “L’albero di Natale è il simbolo di una festa dove ci si impegna ad avere innanzitutto una buona relazione con se stessi, perché è solo così che la si può donare agli altri e riceverla”.

Ansia e depressione proprio a Natale?

I dati confermano che ansia e depressione a Natale aumentano e  che, purtroppo, aumentano anche i suicidi. In famiglia i conflitti vengono posti in una strana tregua, dalla quale comunque serpeggiano guizzi di odio-amore e scenate nevrotiche latenti. Le coppie allo sbando, e le persone abbandonate vivono con ancora più tormento la loro situazione. I sensi di colpa aumentano anche per il fatto che ci si sente in colpa del fatto di non riuscire a stare bene come a Natale si dovrebbe. Ci si costringe a partecipare a riti famigliari a base di aboffate e scambio di regalini per far piacere ad anziani e a bambini e si vive questa messa in scena con un senso di sofferenza e/o insofferenza. La televisione condisce il tutto insinuando ogni tanto – tra immagini di glamour, cabaret, spettacoli di ballo-canto, messe in Chiese speciali, buoni propositi di politici e show man ‘buoni’  – anche immagini di barboni, malati, campi profughi e fame nel mondo.

Di fatto possiamo osservare che la stragrande maggioranza delle persone vivono i simboli e i riti del Natale senza avere chiara consapevolezza di cosa significano in termini psicologici e spirituali profondi, che poi sono quelli che rendono veramente efficace la venuta del “Salvatore”, a prescindere dalla forza di una propria fede… Cosa porta veramente il bambinello dentro di noi? Immense le risposte… e l’Albero di Natale cosa rappresenta? Soffermiamoci un momento su questo simbolo, che è molto più limitato rispetto alla narrazione della nascita di Gesù, ma che ha comunque importanti connessioni simboliche con tale narrazione, infatti accanto al presepe si fa l’albero di Natale…   Se non comprendiamo a fondo certe simbolicità, perché sono dci troviamo in una condizione di ‘ignoranza simbolica’  che ci rende più vulnerabile agli effetti di un  ‘Natale nevrotico’ che ci stressa e ci butta ancora più giù…

Il senso simbolico dell’albero di Natale

 Se capiamo il valore simbolico dell’albero di Natale (tanto per incominciare) forse capiamo e sentiamo che esso, prima ancora di essere una celebrazione collettiva e una celebrazione individuale che ci offre un segno per aiutarci a ‘salire’ ad uno stadio superiore, e quindi per affrontare i nostri conflitti, problemi e debolezza da un punto di vista più alto, più vicino al cielo, alla luce delle stelle e del sole che nasce nel ‘Dies Solis novi’ … sì perché nella notte di Natale il sole ritorna a rinascere più presto, è se ‘saliamo sul nostro ALBERO DELLA VITA lo vediamo prima e meglio… voglio insistere sul fatto che l’Albero di Natale è simbolo di un processo individuale di crescita personale che riguarda essenzialmente se stessi e che non ha bisogno per realizzarsi della relazione con gli altri, o comunque non è dipendente da tale relazione.  L’Albero di Nale, nella sua verticalità tra la terra e le stelle, è proprio un simbolo di indipendenza e di rinascita personale, che s’innalza sopra la solitudine interiore e si volge a cercare la propria stella, il proprio sole… così ci si fortifica nell’anima-psiche e non ci si sentirà mai troppo soli, e i problemi, le relazioni difficili, potranno essere affrontati con più forza e consapevolezza.

Come dice Jung , nei seguenti passaggi di una sua intervista che vi riporto qui di seguito, l’Albero di Natale è simbolo del “processo di individuazione” , è una questione che rigurda il proprio Sé, e non il clima esterno, le relazioni affettive più o meno buone, le dinamiche condizionanti negative esterne a noi, magari dipendenti dalla famiglia, dal partner, da altri… sotto il NOSTRO ALBERO DI NATALE INTERIORE siamo soli perché questo è bene, perché ci serve per crescere, per salire ad uno stadio più elevato di consapevolezza, spiritualità e amore… primaditutto per noi stessi e poi per gli altri, perché per donare se stessi agli altri, anche in forma simbolica di piccoli e grandi doni materiali, dobbiamo avere energia in noi stessi, valore e autostima, fiducia interiore e il VERO significato simbolico dell’Albero di Natale riguarda un ‘esperienza di autonomia e individualità per la propria anima che stabilizza la sua verticalità, con le radici in madre terra e con le chiome verso padre cielo… ma si tratta di una genitorialità archetipiche e di una individualità soggettiva che è il nostro fusto dell’albero, la nostra vita, con tanti rami, foglie e frutti…e con tanti mondi e pianeti appesi, come è la vita piena di mondi ed esperienze da esplorare, piena di sfide, cambiamenti, sorprese e conoscenze ‘da vivere’…

Ecco alora cosa dice Carl Gustav Jung dell’Albero di Natale  (da un’intervista 1957):

[…] l’albero decorato e illuminato, si ritrova anche indipendentemente dalla natività di Cristo e anzi in contesti non cristiani. Per esempio nell’alchimia, quell’inesauribile inesauribile riserva dei simboli dell’antichità […] il significato dei globi lucenti che appendiamo all’albero di Natale: non sono altro che i corpi celesti, il sole, la luna, le stelle. l’albero di Natale è l’albero cosmico. Ma, come mostra chiaramente il simbolismo alchemico, è anche un simbolo della trasformazione, un simbolo del processo di autorealizzazione. Secondo talune fonti alchemiche, l’adepto si arrampica sull’albero: un motivo sciamanico antichissimo. Lo sciamano, in stato estatico, sale sull’albero magico poer raggiungere il mondo superiore, dove troverà il suo vero essere. Arrampicandosi sull’albero magico, che è al tempo stesso l’albero della conoscenza, egli si impossessa della propria personalità spirituale. Allo sguardo dello psicologo, il simbolismo sciamanico e alchemico è la rappresentazione in forma proiettiva del processo di individuazione. Come questo poggi su base archetipica è dimostrato dal fatto che i pazienti del tutto privi di nozioni di mitologia e di folklore producono spontaneamente immagini incredibilmente simili al simbolismo dell’albero storicamente attestato. L’esperienza mi ha insegnato che gli autori di quelle rappresentazioni cercavano in tal modo di esprimere un processo di evoluzione interiore indipendente dalla loro volontà cosciente.

Jung prosegue facendo notare che l’Albero di Natale – tradizione di origine pagana, diffusasi nella cristianità solo a partire dal XVII secolo “simboleggia il ritorno della luce nella notte più buia e più lunga dell’anno. e così conclude l’intervista:

L’Albero di Natale è una di quelle antiche usanze che nutrono l’anima, che nutrono il mondo interiore.

Se non si ha consapevolezza di ciò si diventa molto più vulnerabile al tradimento degli altri, alla loro incomprensione, alla loro mancanza, alla loro indifferenza e superficialità… insomma se si crede che il Natale sia il momento dell’amore che circola in funzione della buona relazione con gli altri non si capisce invece che il Natale è innanzitutto la festa della buona  relazione con se stessi, ansia e tristezza natalizia possono farsi strada ed irrompere in contrasto con le aspettative e le belle pubblicità natalizie…

E invece no, il Natale con il suo albero (dentro di voi) è il vostro Natale per voi stessi… il fatto che possiate o no condividere bene questo vostro Natale con gli altri è veramente secondario … quando si nasce e si muore si è soli, ma perché l’essere soli consente davvero di stare con se stessi… e davanti avrete tutto l’anno e tutta la vita  per condividere voi stessi con gli altri, ma con maggior energia, verticalità spirituale, luminosità…

Rita Belpasso, 2011

 

PIER PIETRO BRUNELLI, INSIEME A TUTTI I SOSTENITORI DI ALBEDOIMAGINATION, VI MANDA TANTI AUGURI AFFINCHE’ POSSIATE VIVERE LE GIORNATE NATALIZIE SENTENDO IN VOI LA PRESENZA DEL VOSTRO ALBERO DI NATALE INTERIORE. L’AUGURIO QUI PIU’ CONCRETO E’ DI NON FARVI CONDIZIONARE DA ANSIE E TRISTEZZE, CHE DIPENDONO ANCHE DA UNA EVENTUALE SCARSA CONSAPEVOLEZZA SIMBOLICA DEL NATALE.

INSOMMA, CHE CIASCUNO CREI E SENTA IL SUO ALBERO DI NATALE INTERIORE (che deve essere innanzitutto solitario e individuale, cioè indipendente dagli influssi esterni, sia che siate con gli atri e sia che siate da soli) PER SALIRE AD UN NUOVO STADIO DI ENERGIA VITALE, PER UNA CONSAPEVOLEZZA RIGENERANTE DEL SE’ CHE POTRA’ ALLORA VERAMENTE ACCOGLIERE E SALUTARE IL SOLE-BAMBINELLO CHE RINASCE DENTRO E INTORNO A NOI.

 

 

 

httpv://www.youtube.com/watch?v=J1vk_3sAiWs&feature=c4-overview&list=UUOKA9oVLnWDo9eQ2SWHOIIw

Questo video documenta un incontro parateatrale realizzato in piazza a Rozzano (Milano per il Natale 1999). E’stato preparato in poche ore… e una vita. I testi sono ispirati a Wilialm Blake. Le musiche e alcune azionisono state ispirate dal Parateatro grotowskiano di Rena Mirecka ed Ewa Benesz. Alcune musiche e ritmi vengono dal Burkina Faso. La partecipazione spontanea di artisti, musicisti e delle persone del pubblico è stata possibile grazie ad Argan Associazione Culturale e in particolare a Savino Conte. Il lavoro (gratuito e volontario, ma promosso dal Comune di Rozzano – Milano)) è stato diretto da Pier Pietro Brunelli (psicoterapeuta) di Albedo Associazione Culturale per l’Immaginazione Attiva www.albedoimmgination. com E’ MOLTO IMPORTANTE CHE SEMPRE PIU’ GENTE SCENDA IN PIAZZA ANCHE COSI’… per la pace e la giustizia per  ESSERE UMANI.

In particolare questo videomontaggio è dedicato a tutti i bambini del mondo che soffrono anche a Natale a causa degli adulti.

Il ‘Parateatro povero’ è considerabile una forma evoluta e partecipata di animazione, nel senso di ‘FARE ANIMA’ attraverso un incontro umano, spirituale ed artistico. E’ ispiratao a Grotowsky, al teatro di Brecht, del Living Theatre, del Bread and puppet, del popolo e della strada.