rotto Natale decorazione.

Ma il vero senso del Natale si scopre stando da soli o solo stando con gli altri?

 Un equivoco di base, intorno al Natale consiste nell’idea che si tratti di una festa per stare ‘fisicamente’ con gli altri. Invece si tratta di sentire gli altri nel profondo del proprio cuore, i propri cari e l’umanità intera. Questo però comporta il raccoglimento in se stessi e quindi anche di stare da soli.  “L’albero di Natale è il simbolo di una festa dove ci si impegna ad avere innanzitutto una buona relazione con se stessi, perché è solo così che la relazione si può donare agli altri e riceverla”.

Ansia e depressione proprio a Natale?

Il Natale come occasione di festa consumistica ha finito con il mettere in secondo piano i valori religiosi e spirituali dei quali è portatore. A prescindere dalla propria fede religiosa, il Natale è un evento spirituale che, se compreso nella sua autentica significazione  psicologica e sociale è una grande terapia individuale e collettiva. Purtroppo l’eccessivo aspetto spettacolistico e festaiolo del Natale, finisce con il generare disfunzioni e infelicità. Nel generale clima di festa, che pretende l’esultanza di tutti, intorno a banchetti con numerosi partecipanti, ci si dimentica dei più deboli, di chi soffre, di chi è in difficoltà. Invece occorrerebbe vivere il Natale in una modalità più autentica e più interiore, al fine di rendersi più disponibili a rigenerarsi nella direzione della solidarietà e dell’amore.

Ma quando lo spirito autentico del Natale viene troppo edulcorato nel senso dell’eccesso consumistico/festaiolo, tra regalini, carte argentate, tavolate, panettoni, spumanti e manicaretti, avviene che ciò che doveva apparire euforizzante si trasformi in un’occasione di fastidio , di conflitto e dispiacere. Certamente anche la festa ha un suo perché, ma non è in essa l’essenza del Natale, e non sempre è possibile o necessaria. L’opportunità da non perdere non riguarda la festa, ma la possibilità di esperire individualmente, prima ancora che collettivamente, un’esperienza interiore di rinascita. I dati confermano che se il Natale, perde il suo valore originario autentico, e viene vissuto  e promosso in senso prevalentemente consumistico, ansia e depressione aumentano e, purtroppo, aumentano anche i suicidi. Senza considerare i casi più dolorosi, va osservato che il clima natalizio deprivato dalla sua autenticità che è nel raccoglimento e nella contemplazione, si trasforma per molti in un evento caotico e disturbante. In famiglia i conflitti vengono posti in una strana tregua, dalla quale comunque serpeggiano guizzi di odio-amore e scenate nevrotiche latenti. Le coppie allo sbando, e le persone abbandonate vivono con ancora più disagio la loro situazione. I sensi di colpa aumentano anche per il fatto di sentirsi stranamente incapaci o inadeguati nel condividere una dimensione nella quale si dovrebbe stare bene, ma che invece risulta ‘pesante’. Ci si costringe a partecipare a riti famigliari a base di abboffate e scambio di regalini per far piacere ad anziani e a bambini e si vive questa messa in scena con un senso di insofferenza. Spesso gli anziani si sentono a disagio perché devono risultare più attivi di quanto vorrebbero, e poi perché può sembrare che l’interesse verso di loro si esaurisca in una occasione convenzionale, dopo la quale ritornano ad essere messi da parte. I bambini poi, lo sappiamo, si entusiasmano per un’incetta di regali, ai quali poi smettono di dare valore pochi giorni dopo, se non dopo pochi minuti. Va anche ricordato che gli anziani soli, nel clima di euforia festaiola e consumistica, si possono sentire ancora più soli ed esclusi. E non bisogna dimenticare che moltissimi bambini  vivono in famiglie con disagi sociali ed economici, perciò avvertono con frustrazione quanto possano essere sovrabbondanti le vetrine e le pubblicità e quanto invece possano essere scarni i doni che effettivamente ricevono. In genere questi bambini, non potendo elaborare il perché di una loro condizione di limitazione economica, più o meno pesante, sviluppano un senso di inferiorità, correlato a paradossali sensi di colpa e di vergogna. INSOMMA, NON SAREBBE IL CASO DI IMPEGNARSI DI PIU’ AFFINCHE’ IL NATALE DIVENTI UN GIORNO SPECIALE, MA DIVERSO DAI SOLITI NATALI ‘TROPPO COMMERCIALI’? UN GIORNO DA CONDIVIDERE TUTTI INSIEME – MA CIASCUNO DENTRO DI SE’ E PER CONTO SUO – UNA CONDIZIONE DI RACCOGLIMENTO, PER DONARSI CON IL CUORE E RICEVERE UNA RINASCITA INTERIORE?

Di fatto possiamo osservare che la stragrande maggioranza delle persone vivono i simboli e i riti del Natale senza avere chiara consapevolezza di cosa significano in termini psicologici e spirituali profondi, che poi sono quelli che rendono veramente efficace la venuta simbolica del “Salvatore”. A prescindere dalle proprie credenze religiose è importante considerare l’evento natalizio come una possibilità di esperire ‘sentimenti e valori spirituali’ i quali sussistono nella natura umana anche se non si è credenti. Perciò, chiedersi cosa rappresenti l’Albero di Natale ci apre ad una più profonda conoscenza di noi stessi e del nostro ‘essere nel mondo.    Se non comprendiamo a fondo certe simbolicità, ci troviamo in una condizione di ‘ignoranza simbolica’, la quale ci rende vulnerabili agli effetti di un  ‘Natale nevrotico’. Si tratta invece di vivere il Natale come una festa individuale per la rinascita della propria ‘Anima-psiche’, la quale non ha bisogno della fisicità concreta dello spazio-tempo, per sentirsi vicina agli altri, e di scambiare con gli altri il dono del proprio esserci gli un per gli altri. E’ in questo sentimento di amore individuale e collettivo il vero senso simbolico del Natale! E’ un giorno speciale per se stessi, di attesa e partecipazione spirituale del proprio Sé nell’Universo, in un vissuto di raccoglimento personale, eppure universalmente condiviso. Secondo Jung il Sé è quella parte della psiche che va ben oltre l’Io, in quanto ha la facoltà di connettere la propria individualità alla totalità, e quindi di esperire la “funzione trascendente”. Ma è difficile riconoscersi nel proprio Sé, occorre simbolicamente farlo rinascere, affinché non si ricada negli eccessi dell’Ego e dell’egoismo. Il Natale è l’Avvento, cioè il manifestarsi dell’aspetto divino nel Sé di ciascuno di noi. L’Albero di Natale il Presepe sono simbologie che hanno il loro senso profondo dentro di noi, e per riconoscere questo senso abbiamo bisogno di con-centrarci, di stare nel nostro ‘Centro’: è là che si trova la greppi di paglia nella quale nasce e rinasce il bambino Gesù. 

Il senso simbolico dell’albero di Natale è ‘eremitico’ e ‘albescente’

 Se capiamo il valore simbolico originario dell’albero di Natale, forse capiamo e sentiamo che esso, prima ancora di essere una celebrazione collettiva e una celebrazione individuale che ci offre un segno per aiutarci a ‘salire’ ad uno stadio superiore, e quindi per affrontare i nostri conflitti, problemi e debolezza da un punto di vista più alto, più vicino al cielo, alla luce delle stelle e del sole che nasce nel ‘Dies Solis novi’. Nella notte di Natale il sole ritorna a rinascere più presto, è se ‘saliamo sul nostro ALBERO DELLA VITA lo vediamo prima e meglio.  Ciascuno attende nel suo cuore il RINASCERE DI UNA NUOVA ALBA INTERIORE. Il Natale è un rito ‘albescente’, è cioè il primo raggio di luce nascente per diradare ogni tenebra, ogni sofferenza, dentro di noi.

L’Albero di Natale è quindi un simbolo eremitico, che indica un vertice, un salire sulla montagna, da soli, per contemplare le infinite lontananza e percepire il mistero dell’Universo in una rinascente alba spirituale. Dunque voglio insistere sul fatto che l’Albero di Natale è simbolo di un processo individuale di crescita personale che riguarda essenzialmente se stessi e che non ha bisogno per realizzarsi con la ‘presenza fisica’ con gli altri, bensì attraverso un raccoglimento eremitico ove la presenza degli altri, dei propri cari e dell’umanità intera,  è sentita nell’anima.

Il Natale per trovare la pace con se stessi

L’Albero di Natale, nella sua verticalità tra la terra e il cielo, è proprio un simbolo di indipendenza e di rinascita personale, che s’innalza sopra la solitudine interiore e si volge a cercare la propria stella, il proprio sole. Così ci si fortifica nell’anima-psiche e ci si ‘allena’ a non sentirsi mai troppo soli. Così, innanzitutto in pace con se stessi, si è più capaci di portare la pace nelle relazioni difficili e nel mondo.

Come dice Jung – in un brano di una sua intervista che vi riporto alla fine di questo articolo –  l’Albero di Natale è simbolo del “processo di individuazione” , è una questione che riguarda il proprio Sé, e non il clima esterno, le relazioni affettive più o meno buone, le dinamiche condizionanti negative esterne a noi, magari dipendenti dalla famiglia, dal partner, da altri… sotto il NOSTRO ALBERO DI NATALE INTERIORE siamo soli perché questo è bene, perché ci serve per crescere, per salire ad uno stadio più elevato di consapevolezza, spiritualità e amore… prima di tutto per noi stessi e poi per gli altri, perché per donare se stessi agli altri, anche in forma simbolica di piccoli e grandi doni materiali, dobbiamo coltivare energia psicospirituale in noi stessi, valore e autostima, fiducia interiore.

Rita Belpasso, L’albero della vita, 2011

Il significato simbolico originario dell’Albero di Natale riguarda un ‘esperienza di autonomia e individualità della propria anima nella sua ‘verticalità’. In tal senso l’Albero della vita affonda le sue radici in Madre terra e protende le sue chiome verso  Padre cielo.  Si tratta di genitori archetipici che generano in modo unico e irripetibile la soggettività di ciascun individuo. Questo è il dono speciale che si riceve simbolicamente a Natale: essere se stessi nella propria autenticità e di essere insieme all’autenticità degli altri.

Occorre un giorno speciale per incontrare se stessi, per percepire il proprio Albero della Vita, e quindi nel sacro  rito del Natale, a prescindere dall’essere o non essere credenti, possiamo percepire il rinascere di una nostra intima profondità psicospirituale, In questa intimità sentiamo di non essere isolati, ma di essere con noi stessi, accanto agli altri con l’anima e con il cuore. Ciascuno è un albero nel grande bosco della vita, e insieme condividiamo fiori e frutti, ma ciascuno ha la responsabilità di coltivarsi e rinnovarsi.

Ecco allora cosa dice Carl Gustav Jung dell’Albero di Natale  (da un’intervista 1957):

“[…]l’albero decorato e illuminato, si ritrova anche indipendentemente dalla natività di Cristo e anzi in contesti non cristiani. Per esempio nell’alchimia, quell’inesauribile inesauribile riserva dei simboli dell’antichità […] il significato dei globi lucenti che appendiamo all’albero di Natale: non sono altro che i corpi celesti, il sole, la luna, le stelle. l’albero di Natale è l’albero cosmico. Ma, come mostra chiaramente il simbolismo alchemico, è anche un simbolo della trasformazione, un simbolo del processo di autorealizzazione. Secondo talune fonti alchemiche, l’adepto si arrampica sull’albero: un motivo sciamanico antichissimo. Lo sciamano, in stato estatico, sale sull’albero magico per raggiungere il mondo superiore, dove troverà il suo vero essere. Arrampicandosi sull’albero magico, che è al tempo stesso l’albero della conoscenza, egli si impossessa della propria personalità spirituale. Allo sguardo dello psicologo, il simbolismo sciamanico e alchemico è la rappresentazione in forma proiettiva del processo di individuazione. Come questo poggi su base archetipica è dimostrato dal fatto che i pazienti del tutto privi di nozioni di mitologia e di folklore producono spontaneamente immagini incredibilmente simili al simbolismo dell’albero storicamente attestato. L’esperienza mi ha insegnato che gli autori di quelle rappresentazioni cercavano in tal modo di esprimere un processo di evoluzione interiore indipendente dalla loro volontà cosciente” (Jung).

 

PIER PIETRO BRUNELLI, INSIEME A TUTTI I SOSTENITORI DI ALBEDOIMAGINATION, VI MANDA TANTI AUGURI  DI RINASCITA NATALIZIA ,SENTENDO IN VOI STESSI LA PRESENZA DEL VOSTRO ALBERO DI NATALE INTERIORE: INDIVIDUALE E UNIVERSALE.